Alba - 18 ottobre 2020, 11:45

Lo spettacolo del foliage: scopri dove puoi ammirarlo e fotografarlo in Granda

Da non perdere, con l’arrivo dell’autunno, il fenomeno che trasforma le colline, i parchi e i boschi in un quadro multicolore: ecco i consigli di Luca Giraudo per conoscere i posti della Granda dove poterlo ammirare e fotografare

L’autunno non ci porta solo piogge torrenziali e fenomeni alluvionali, ma come ogni anno, possiamo assistere allo spettacolo del foliage ovvero al mutamento di colore delle foglie che passano dal verde a tutte le tonalità comprese tra il giallo e il rosso, passando dall’ocra al marrone. Dalle colline della Langa e del Roero ai boschi delle vallate cuneesi, alberi e arbusti, che sono parte integrante del paesaggio, cambiano i loro colori fino a spogliarsi completamente in vista dell’inverno. Il termine foliage, adottato dalla lingua inglese e il cui significato è semplicemente fogliame, anche per noi è diventato espressione dei colori caldi che assumono le foglie degli alberi in autunno e che creano un vero e proprio caleidoscopio di colori da fotografare per conservare nel tempo le emozioni che suscitano in noi.

Per comprendere meglio questa meraviglia della natura e. soprattutto, per avere qualche prezioso suggerimento per immortalare questo spettacolo, Luca Giraudo, guida ambientale escursionistica, accetta di rispondere a tre domande.


Luca, cosa ti fa venire in mente la parola foliage?


E' indubbio come l'autunno sia la stagione dei colori e proprio in questi giorni i nostri boschi di latifoglie si accendono di mille sfumature dei marroni, dei rossi e dei gialli.
Gli alberi si stanno preparando a concentrare le loro energie negli organi centrali, dove verranno conservate fino alla primavera, pronte per essere riutilizzate per una nuova stagione vegetativa.
Che miracolo, che adattamento strabiliante hanno evoluto questi organismi, da cui dipende la nostra vita: non possono spostarsi per combattere i rigori invernali, ma hanno trovato ognuno la propria strada per sopravvivere.

E oltre a fornirci infinite risorse materiali, gli alberi ci regalano anche mille esperienze visive, olfattive e tattili. Chiaramente, essendo i nostri occhi l’organo che più utilizziamo per muoverci nei nostri ambienti, l’estetica degli alberi d’autunno diventa preponderante sugli altri aspetti.


Quali sono i colori più belli che ci regala la natura in questa stagione?


I gialli dell’acero, i rossi del ciliegio o del pero corvino, i marroni e gialli del faggio, l’oro luminoso del larice, che profusione di colori, sfumature, contrasti. Cosa c’è di più bello di un bosco di conifere con abete rosso, bianco e larice frammisti? E un bosco di castagno con i ciliegi rossi a punteggiare con le loro chiome la collina?

E come non fare riferimento alla vite e quindi alle Langhe, che ai colori affianca anche le geometrie create dall’uomo agricoltore?

Insomma, per chi ama la fotografia e per chi la pratica, questa è la stagione migliore.


Nella Granda dove possiamo ammirare lo spettacolo del foliage?


Fortunatamente viviamo in un territorio molto vasto e diversificato, che ci offre ambienti collinari e montani, versanti esposti a nord oppure a meridione, altitudini modeste oppure molto elevate. Tutto concorre a offrire uno spettacolo cromatico e paesaggistico eccezionale.

Ho citato le Langhe, d’altronde il mosaico di viti, linee sinuose o spigolose, borghi arroccati e la nebbia rendono quest’area geografica una delle più fotografate in questo periodo.

Ma anche le colline allo sbocco delle valli, dal Po al Tanaro, ci offrono colori inaspettati e piacevoli da ammirare.

Naturalmente là dove ci sono la più alta densità e diversità di alberi avremo molte più occasioni di stupirci: la nostra provincia è ricca di foreste. Sebbene non esistano più boschi primitivi, la loro ri-acquisita naturalità li rende molto selvaggi.

Ecco che le formazioni a faggio rendono il loro meglio in ottobre, mentre i lariceti saranno più belli in novembre, molto dipende però dalla quota e dall’esposizione.

Quindi andremo nelle Valli Monregalesi e fino alla Valle Gesso per goderci lo spettacolo dei faggi, ad esempio nelle faggete di Pamparato, di Palanfrè e delle Terme di Valdieri, mentre ci porteremo alle Navette, in Val Tanaro, oppure di nuovo alle Terme di Valdieri e poi nelle alte Valli Stura, Maira e Varaita per godere dello spettacolo dei lariceti. Lo so, credo di aver sicuramente dimenticato qualche luogo imperdibile, che qualche lettore conoscerà meglio di me. L’importante è esserci, vivere quest’esperienza estetica ed emotiva unica.


Come fotografare questo paesaggio?


Innanzitutto bisogna essere sempre preparati a qualsiasi situazione, anche alle condizioni atmosferiche che in questo periodo sono solite cambiare talvolta repentinamente. Un occhio particolare deve essere dedicato quindi alla protezione dell’attrezzatura fotografica, proteggendola ad esempio con un paio di sacchetti di plastica (quelle per i surgelati) da tenere nello zaino; non sono professionali, ma servono allo scopo.

Se si vogliono ottenere belle immagini autunnali il momento migliore sono l’alba ed il tramonto: la luce radente proviene da una bassa angolatura e ha una dominante calda (gialla/arancio), che intensifica ancora di più i colori delle foglie.


La varietà di soggetti fotografabili in autunno è notevole e va dagli alberi alle foglie a terra, agli animali che in questo periodo si lasciano avvicinare un po’ di più. Se si vogliono fare delle fotografie di paesaggio, diventa più interessante il comporre immagini dove sono presenti un elemento in primo piano, il soggetto principale e uno sfondo. La foto così composta potrebbe essere molto efficace. Cercare quindi dei contrasti tra i colori, ad esempio fotografando una foglia gialla caduta sull’asfalto grigio, o una foglia gialla con sullo sfondo un cielo azzurro intenso. Questi sono contrasti cromatici che renderanno molto più appaganti le nostre immagini.


Dal punto di vista tecnico è preferibile lavorare in “Priorità Diaframma (Av — A)” per poter avere il controllo sulla profondità di campo, ovvero su quanti soggetti avere a fuoco. Sia le fotocamere reflex, ovviamente, che le più recenti bridge permettono di selezionare questi parametri. Impostando un diaframma molto chiuso, si avrà la certezza quasi assoluta di ritrovarsi con tutti gli elementi del paesaggio perfettamente a fuoco, dagli alberi in primo piano alle montagne nello sfondo.

Potrebbe essere necessario regolare e variare il bilanciamento del bianco durante la giornata fotografica in base alle condizioni luminose, in modo da avere per quanto possibile una visualizzazione uniforme dei colori sulle immagini che si realizzano. Se si è incerti su quale impostazione del bilanciamento del bianco si può cominciare con la modalità “nuvoloso”, perché quasi sempre questo parametro è l’ideale per la maggioranza delle situazioni luminose e dona alle foto una dominante calda, molto apprezzata.


Per ottenere delle immagini alla massima qualità e nitidezza possibile è importante mantenere la più bassa sensibilità di ISO possibile, al massimo fino a 200–400 ISO, ma facendo attenzione ai tempi di scatto, che potrebbero portare a fotografie mosse e poco nitide. Un treppiede potrebbe fare al caso nostro.

Infine, in situazioni particolari, potrebbe essere utile un filtro polarizzatore per migliorare il contrasto fra il cielo, le nuvole e il paesaggio.


Occorre soprattutto avere pazienza e prendersi del tempo per valutare la scena da punti di vista diversi: in questo modo si sarà in grado di scegliere l’inquadratura migliore per la propria composizione. E’ importante realizzare più scatti possibili in questo momento della stagione, perché sarà il periodo che ci darà maggiori soddisfazioni. E soprattutto, è fondamentale divertirsi e vivere la natura e le sue stagioni con entusiasmo. Ciò contribuirà a dare un po’ di serenità in questi tempi così imprevedibili e complicati.

Grazie Luca per i tuoi preziosi suggerimenti utili per dedicare un po' del nostro tempo libero a guardarci intorno e fare qualche passeggiata nei boschi o sui sentieri tra i vigneti delle Langhe e del Roero, ammirando e fotografando lo spettacolo del foliage, può darci un po' di serenità in questo momento difficile che stiamo attraversando.



Bruna Aimar