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Cronaca | 16 ottobre 2020, 19:09

Accusato di violenza privata, è stato assolto dal tribunale di Cuneo il “castigatore” dei ciclisti indisciplinati

Era a processo proprio perché denunciato da una ciclista per violenza privata. Durante il processo ha raccontato di essere stato più volte picchiato

Accusato di violenza privata, è stato assolto dal tribunale di Cuneo il “castigatore” dei ciclisti indisciplinati

Si è concluso con l’assoluzione il procedimento relativo ad una violenza privata che M.Z. era accusato di aver perpetrato nei confronti di una donna alla guida di una bici.

I fatti risalgono al pomeriggio dell’8 marzo 2019 quando, secondo la ricostruzione effettuata nella fase istruttoria, la ciclista stava transitando con il velocipede sul marciapiede della piazza principale di Savigliano. In quell’occasione, da quanto emerso dalle accuse, l’uomo avrebbe insultato la donna e, bloccandole il mezzo, le avrebbe ostruito il passaggio.

La difesa ha chiamato a testimoniare un amico di M.Z. che quel pomeriggio aveva assistito alla scena perché i due avevano un appuntamento. Il ragazzo ha raccontato che una volta arrivato in piazza ha notato che M.Z. stava accelerando il passo per andare incontro alla ciclista che stata transitando sul marciapiede. Una volta raggiunta l’ha invitata a scendere dalla bici e portarla a mano, in quanto zona pedonale. “Non ha assolutamente aggredito la ragazza ma ha utilizzato toni cortesi nei suoi riguardi. Mentre stavamo facendo due passi ci ha raggiunti un uomo sulla trentina che si è avvicinato a lui minacciandolo di “farlo nero” se avesse osato rivolgersi un’altra volta alla ragazza. Poi l’uomo si è rivolto a me, minacciandomi: poco dopo M.Z. ha chiamato i Carabinieri e l’ha denunciato”.

L’imputato, da quanto lo stesso ha dischiarato, era solito “pizzicare” i ciclisti trasgressori, ma nel farlo aveva studiato un modo per non urtare e non utilizzare toni maleducati verso i soggetti che si apprestava a riprendere. Ci sono stati alcuni episodi, però, in cui non sempre i ciclisti a cui si rivolgeva si mostravano propensi a modificare la loro condotta -secondo l’accusato- trasgressiva: infatti M.Z. ha raccontato di essere stato picchiato tre volte e ha presentato cinque querele per minacce nel periodo in cui ha svolto “questa attività” di sensibilizzazione.

“Io sono in pensione e quando, dopo vent’anni di attività lavorativa a Demonte, mi sono trasferito a Savigliano, mi divertivo indossando abiti del Settecento. Una volta arrivato lì,  ho notato molti ciclisti attraversare aree pedonali senza nessun riguardo per i pedoni: il problema non è solo un fatto di educazione, è una specie di dispetto infantile  verso le istituzioni e che riguarda in particolare i giovani”.

L’uomo è stato assolto per insussistenza del fatto.

CharB.

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