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Attualità | 14 ottobre 2020, 13:31

Intesa alla Mtm di Cherasco: permessi retribuiti per chi ha congiunti in attesa di tampone

L’intesa sottoscritta nei giorni scorsi tra azienda e sindacati con l’obiettivo di ridurre le possibili occasioni di contagio sul posto di lavoro. La Fiom Cgil: "Modello che speriamo venga seguito presto da altre realtà di tutta la provincia"

L'ingresso della Mtm, in regione Moglia a Cherasco (archivio)

L'ingresso della Mtm, in regione Moglia a Cherasco (archivio)

Tre giorni di permesso aggiuntivo pagati dall’azienda per i dipendenti che abbiano parenti o congiunti in attesa di tampone.

E’ quanto previsto dall’intesa che nei giorni scorsi è stata sottoscritta alla Mtm di Cherasco, coi suoi 600 dipendenti una delle più importanti realtà del settore metalmeccanico provinciale.

L’accordo stretto tra proprietà e sindacati mira a superare una specifica impasse che le numerose norme emanate in materia non risolvono, o non affrontano adeguatamente: come evitare, senza per questo penalizzare il lavorare, che un dipendente possa diventare involontario veicolo di contagio sul posto di lavoro visto che non è prevista, tra le maglie dei vari decreti, la possibilità che egli vi si assenti giustificatamente nell’attesa che un proprio congiunto riceva l’esito dell’esame che deve accertare l’eventuale avvenuta infezione?

A Cherasco la soluzione è stata trovata grazie all’intervento dell’azienda, che ha risposto positivamente alla richiesta arrivata in questa direzione dalla Fiom-Cgil e pronta quindi ad accollarsi i costi di una misura che, parametrata nella sua durata ai tempi medi dell’accertamento, in questo momento assume una particolare valenza, vista la recrudescenza di casi positivi al Covid che sta interessando anche la nostra regione.

"Si tratta di un accordo di grande importanza –
spiega il referente provinciale dei metalmeccanici Cgil Domenico Calabrese – e che per noi rappresenta la strada maestra da percorrere per evitare che la seconda ondata del Covid possa toccare in modo pericoloso l’ambito del lavoro. Per questo ci auguriamo che lo stesso protocollo, integrato, arricchito, modificato, venga quanto prima fatto proprio anche da altre realtà di questo e altri comparti".

Nell’azienda di Cherasco la possibilità offerta in alternativa al ricorso ai normali permessi (di cui il lavoratore potrebbe però non disporre) o allo stato di malattia certificato dal proprio medico curante (che a rigore potrebbe non concederla) è già stata utilizzata in alcuni casi, fortunatamente tutti risoltosi con l’esito negativo del tampone a carico del congiunto.

Diversi i casi di positività al Covid che sempre secondo la fonte sindacale si starebbero fatalmente  registrando in diverse aziende della provincia. "Come Fiom-Cgil – conferma Calabrese – stiamo cercando di mettere insieme una mappatura che consenta di avere in modo più preciso il polso della situazione. Confidiamo di arrivarci a breve".

Ezio Massucco

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