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Economia | 10 ottobre 2020, 17:11

Alba, capitale del tartufo, a numero chiuso nei weekend di Fiera, ma fuori dai varchi è il caos

Ci vengono segnalate, infatti, code e assembramenti. Il piano di sicurezza prevede ingressi contingentati in città. Molti quelli che aspettano di poter entrare, fermi oltre i varchi

Alba, capitale del tartufo, a numero chiuso nei weekend di Fiera, ma fuori dai varchi è il caos

"Facciamo chiarezza: il centro è aperto, ma contingentato il sabato e la domenica, per evitare assembramenti.

I residenti nelle aree interessate e i lavoratori potranno sempre accedere da ogni varco esibendo il braccialetto blu consegnato direttamente a casa o nelle attività.
Per gli Albesi non residenti nelle zone contingentate, i turisti e i visitatori l’accesso sarà consentito fino al limite massimo stabilito per evitare assembramenti nelle aree, previa misurazione della temperatura.

Con qualche disagio, ma tutto questo è fatto per la sicurezza di tutti noi. Di tutti".

E' con questo post pubblicato su Facebook che l'assessore al Turismo del comune di Alba, Emanuele Bolla, ha ricordato che Alba è aperta ma non per tutti. Si entra in modo contingentato, con numeri massimi di accesso stabiliti in base alle fasce orarie. Entra chi ha prenotazioni, chi lavora e chi rientra, in base all'ordine di arrivo, nel numero di persone che potranno circolare in città. 

Diversamente, come ha esplicitamente detto ieri il questore di Cuneo, che ha predisposto e imposto il piano di sicurezza per la Fiera internazionale del Tartufo bianco, ad Alba non si deve andare.

All’interno del perimetro del centro storico sono 13, in tutto, i varchi istituiti nella zona intermedia di transito, presidiati da oltre 50 addetti che vigileranno sull’accesso contingentato. In ciascun varco, fatto salvo l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto in spazi pubblici previsto su tutto il territorio nazionale, è prevista la rilevazione della temperatura corporea.

Da questa area è quindi possibile entrare nella zona di primo rispetto, ad accesso ulteriormente ristretto, sempre con l’obiettivo primario di evitare assembramenti, difendendo il diritto alla salute e al contempo tutelando le esigenze delle attività commerciali.

Un piano di sicurezza complesso, sicuramente costoso, ma necessario. Diversamente, l'evento non si sarebbe potuto svolgere, come successo già per molti altri eventi in provincia, a partire dalla Fiera del Marrone a Cuneo.

 

AGGIORNAMENTO DELLE 19.30: dopo il caos della mattinata, la situazione, con il passare delle ore, si è normalizzata, come dimostrano le foto scattate verso le 19 del 10 ottobre in centro ad Alba.

 

bsimonelli

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