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Attualità | 06 ottobre 2020, 14:36

Ondata di maltempo, Franca Biglio scrive al ministro Costa: "I comuni del Piemonte sanno come affrontare le difficoltà: lavorando a testa bassa"

Riceviamo e pubblichiamo

Foto generica

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Ill.mo Signor Ministro, 

ieri mattina, lunedì 5 ottobre, su un quotidiano abbiamo trovato una sua lunga intervista in merito alle capacità e alle competenze dei piccoli comuni rispetto all’uso dei fondi per contrastare il dissesto idrogeologico. A seguito di un’attenta lettura gradiremmo che Lei, signor Ministro, visitasse qualcuna delle regioni duramente colpite o ancor più venisse a trovarci qui in Piemonte, dove l’ultima ondata di maltempo ha particolarmente infierito, perché il Piemonte è soprattutto terra di piccoli comuni, per lo più collinari e montani, ma non solo. Quei piccoli comuni che vorremmo conoscesse a fondo, per questo gradiremmo ricevere una Sua visita soprattutto adesso a ridosso dei danni causati dal nubifragio.

Vorremmo che venisse a vedere il lavoro infaticabile, ed inspiegabile a parole, che un esercito di volontari, e ci teniamo a sottolineare la parola volontari, ha compiuto in questi giorni e compie quasi quotidianamente per la difesa e la tutela del territorio. Quando parliamo di volontari non pensiamo solo alle fantastiche persone che operano nella protezione civile, nell’anti incendi boschivi, nei distaccamenti volontari dei vigili del fuoco e in molte altre stupende realtà, ma anche ai tantissimi sindaci, assessori e consiglieri comunali (che non prendono un euro per fare gli amministratori) che nella notte tra il 3 ed il 4 ottobre si sono vestiti, si sono infilati gli stivali e sotto una pioggia incessante sono andati per le strade, per le montagne, lungo i fiumi, a spregio del pericolo, per presidiare, monitorare,  informare,  spalare, lavorare per limitare i danni, per soccorrere.

Perché, signor Ministro, le raccontiamo tutto questo? Perché noi, amministratori dei piccoli comuni pensiamo di averle le competenze per il controllo del territorio, pensiamo di conoscere i nostri fiumi, i nostri torrenti, le nostre strade, i nostri ponti, i nostri boschi e i nostri monti; sappiamo cosa c’è da fare per anticipare e limitare i danni perché il territorio lo viviamo, lo sudiamo ogni giorno. Quello che spesso ci impedisce di usare al meglio i tanto agognati fondi è la BUROCRAZIA. E’ quel modo tutto Vostro (dello Stato) di scrivere i bandi, quel modo in cui non si capisce, per noi poveri amministratori di piccoli comuni, se i soldi li volete davvero dare oppure no. E’ quel modo di pretendere che un comune con 1 solo dipendete, o con 2/3 dipendenti, quando va bene, abbia le risorse umane, economiche e professionali per redigere un progetto esecutivo in 15 giorni (il tempo medio da quando viene pubblicato un bando a quando scadono i termini solitamente). Senza contare che spesso ci sono graduatorie che lasciano con la bocca asciutta anche i più bisognosi di interventi, i più volenterosi, i più virtuosi e risparmiosi.

Signor Ministro Costa, le rinnoviamo il nostro invito a venire in Piemonte, terra di piccoli ma tenaci comuni, che non saranno bravi come i grandi, ma che le difficoltà sanno come affrontarle, rimboccandosi le maniche e lavorando a testa bassa. E se poi vogliamo proprio parlare di piccoli e di grandi, quando si dicono certe cose sarebbe utile vedere con quanta efficacia ed efficienza i grandi spendono i loro fondi e come lo fanno i piccoli. E di come negli anni, a ben vedere i più virtuosi rimangono sempre i piccoli.

Venga signor Ministro, c’è molto lavoro da fare dopo i danni e sono certa che i fondi dei quali Lei parla nell’intervista tornerebbero molto comodo per risollevarci e ricostruire la nostra meravigliosa terra.

Con cordialità,

Franca Biglio

Al Direttore

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