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Politica | 03 ottobre 2020, 07:49

Valerio Oderda: “Sono e resto un “crosettiano” di ferro”

Il sindaco di Racconigi, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia, spiega le ragioni della sua adesione all’associazione “Insieme”, che ha come padri nobili i presidenti delle Fondazioni di Torino e Cuneo, Quaglia e Genta

Valerio Oderda: “Sono e resto un “crosettiano” di ferro”

Ha destato un certo scalpore nel mondo politico provinciale la notizia dell’adesione di Valerio Oderda, sindaco di Racconigi e dirigente provinciale di Fratelli d’Italia, all’associazione politico-culturale “Insieme” che ha come “padri nobili” i presidenti delle Fondazione Cr Torino, Giovanni Quaglia, e Cr Cuneo, Giandomenico Genta. Abbiamo chiesto all’interessato le ragioni di questa scelta.

- Oderda, lei è sempre stato considerato un “crosettiano” della prima ora. Ha deciso di cambiare casacca?

Sono un liberal-cattolico conservatore e non cambio casacca. Sono e resto un “crosettiano” di ferro, nel senso che considero, non da oggi, Guido Crosetto uno degli uomini politici più competenti non solo della nostra provincia ma a livello nazionale.

- Quindi non abbandona Fratelli d’Italia?

E perché? “Insieme” è un’associazione politico-culturale non un partito. Io sono un amministratore civico e lo sono anche un po’ nella vita. Credo nei valori che propugna una destra conservatrice e per questo ho seguito Crosetto quando, con Giorgia Meloni, ha dato vita a Fratelli d’Italia.

- Non crede che ci possa essere incompatibilità in questa sua doppia militanza?

Assolutamente no. Sono iscritto ormai da qualche anno ad “Insieme”, dove ci sono uomini che apprezzo per la preparazione e l’attenzione che dedicano al territorio cuneese. Amministratori competenti, mossi, come me, da passione civica, disponibili al confronto, impegnati alla formazione e all’approfondimento delle tematiche che riguardano lo sviluppo del nostro territorio.

- Lei guida una coalizione civica “Officina Racconigi” che rappresenta un laboratorio politicamente trasversale in una città turistica importante,  capitale delle terre dei Savoia, cerniera tra il Cuneese e il Torinese. Si sente potenziale leader di una formula destinata ad essere esportata anche fuori dalla città del Castello?

Credo che l’amministrazione di una città abbia poco a che spartire con le convinzioni politico-ideologiche. Non mi sento leader di nulla e non mi occupo di esportazione. Sono un “operaio” che si è messo, pro tempore, a disposizione della sua comunità . Cerco, tra mille fatiche e insieme ai miei colleghi di giunta e di consiglio, di dare le risposte che la realtà che amministro si attende. E per farlo mi confronto con chiunque possa aiutarmi in questo compito.

GpT

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