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Attualità | 25 settembre 2020, 14:47

Alba, la movida diventa emergenza: fiumi di alcol e schiamazzi tra i giovani che affollano il centro storico

Con le discoteche chiuse il post lockdown ha visto moltiplicarsi gli episodi di ubriachezza in alcune zone del centro storico. Il questore Ricifari: "In poche settimane tre casi di coma etilico e richieste di soccorso decuplicate rispetto a un anno fa"

Passeggio in via Maestra ad Alba (archivio)

Passeggio in via Maestra ad Alba (archivio)

"Provate a chiedere in ospedale, chiedete quante richieste di soccorso negli ultimi mesi hanno riguardato casi di giovani ubriachi ad Alba. E’ un fenomeno che rispetto agli scorsi anni si è decuplicato".

In questi termini il questore di Cuneo Emanuele Ricifari offre la cifra dell’emergenza che sembra aver investito la capitale delle Langhe nei mesi successivi alla riapertura dopo il fermo del lockdown.

Un fenomeno preoccupante, che – insieme alle misure da assumere in vista dell’imminente Fiera del Tartufo, all’annoso tema del campo nomadi e a quello di un rischio caporalato collegato alla vendemmia in Langhe e Roero – ha impegnato i lavori del tavolo sulla sicurezza tenuto nella mattinata di ieri in municipio ad Alba.

Interessata sarebbe una larga fascia di persone. Giovanissimi ma non solo, visto che secondo i dati del questore andiamo dai 16 ai 45 anni. Persone che, complice la chiusura delle discoteche, lungo l’estate hanno fatto del centro storico albese il proprio abituale centro di ritrovo.
Fin qui tutto bene, non fosse per un’indulgenza in consumi di alcol a dir poco esagerati, che sono divenuti la sistematica causa di schiamazzi e disordini.

"Non parliamo tanto di un problema sanitario – ha spiegato il questore –, perché in linea di massimo c'è rispetto per le misure di contenimento del contagio e le persone indossano le mascherine. E' proprio una questione di abuso di alcol, come anche di sostanze allotropiche di vario genere", ha aggiunto, citando il caso di una ragazzina trovata con le pastiglie per dormire rubate alla mamma.

Il questore ha parlato di "tre casi di coma etilico, in cui sono incorsi un ragazzo e una ragazza minorenne, ma anche una donna di 37 anni", che i sanitari hanno peraltro faticato a raggiungere, visto che i loro stessi amici, a loro volta fortemente alterati, ostacolavano i soccorsi.

Una "movida" in parte fuori controllo che – ha riferito Ricifari – si concentrerebbe in modo particolare attorno a due locali del centro, teatro di assembramenti che la sola Polizia Municipale farebbe fatica a contenere.

Da qui la richiesta che il sindaco Carlo Bo ha avanzato alle forze dell’ordine presenti al tavolo, per un maggiore presidio del territorio negli orari serali e notturni, mentre lo stesso Comune ha avviato un confronto coi gestori – spesso i primi a segnalare il degenerare della situazione – e con le associazioni di categoria, affinché prima di arrivare a misure di repressione vengano tentate altre strade.

Non si escludono iniziative di sensibilizzazione, come quella che a Barcellona ha visto la posa di una cartellonistica dedicata, volta a dissuadere i più giovani dall’esagerare coi drink, mentre l’appello che arriva dal questore guarda in modo particolare alle famiglie: "Abbiamo la segnalazione di una ragazza di 16 anni che nel giro di poche settimane è finita tre volte al Pronto Soccorso. Mi chiedo dove siano i suoi genitori? Possibile che le famiglie non si accorgano di nulla?".   

Barbara Simonelli - Ezio Massucco

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