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Sanità | 16 settembre 2020, 18:33

Pillola abortiva, l'assessore Icardi frena: “La Sanità del Piemonte non ha espresso valutazioni etiche”

In corso verifiche sulla compatibilità giuridica con la legge 194. Intanto interviene anche la ministra Dadone: "Da Regione Piemonte atteggiamento inacettabile su Ru486"

Pillola abortiva, l'assessore Icardi frena: “La Sanità del Piemonte non ha espresso valutazioni etiche”

In merito alle polemiche sull’utilizzo della pillola abortiva Ru486 in Day hospital (LEGGI QUI), la Sanità del Piemonte non ha preso, al momento, alcuna decisione. L’assessore regionale agli Affari legali, Maurizio Marrone, sta verificando con l’Avvocatura regionale eventuali profili di illegittimità del provvedimento del Ministero della Salute rispetto alle disposizioni della Legge 194, in quanto sarebbero emerse delle criticità.

L’argomento non è ancora approdato al tavolo della Giunta regionale, né è stato oggetto di valutazioni etiche da parte dell’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi, che attende di conoscere il quadro completo degli approfondimenti legali in corso.

L'intervento della Ministra Fabiana Dadone 

"Da donna e da rappresentante delle istituzioni, non posso accettare che sulla pillola abortiva RU486 il Piemonte, la mia Regione, si allontani dal resto del Paese con un atteggiamento ideologico e retrivo. Un approccio sbagliato che peraltro contrasta con le linee guida recentemente aggiornate dal ministero della Salute, documenti fondati invece su chiare evidenze scientifiche”. Lo dice in una nota il ministro per la Pa, Fabiana Dadone.
“Non è immaginabile, in linea di principio, che l’erogazione di una prestazione ormai del tutto ordinaria in Italia, ossia la somministrazione della RU486 senza ricovero, possa finire alla mercé di una presa di posizione politica che intacca i diritti e offende le prerogative delle donne. L'interruzione volontaria di gravidanza in day hospital e fino alla nona settimana con la pillola abortiva – conclude Dadone – non può essere messa in discussione. Perché, mi chiedo, una donna del Piemonte deve trovarsi in difficoltà rispetto a tutte le altre donne d’Italia?”.   

comunicato stampa

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