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Attualità | 15 settembre 2020, 17:20

Misurazione febbre a scuola, il governo impugna l'ordinanza di Cirio

La ministra Azzolina e il ministro Speranza contro il provvedimento fortemente voluto dalla giunta. Il governatore: "Ci difenderemo nelle sedi opportune. Ho agito per la salute dei piemontesi

Misurazione febbre a scuola, il governo impugna l'ordinanza di Cirio

Il ministero dell'Istruzione ha impugnato l'ordinanza della Regione Piemonte, al centro delle polemiche nei giorni scorsi e fortemente voluta e difesa dal governatore Alberto Cirio, che obbliga le scuole a verificare la temperatura degli studenti e alle famiglie di certificarla.

La notizia è stata riportata dall'Ansa. Nei giorni scorsi, il ministro Lucia Azzolina aveva definito l'ordinanza "intempestiva e inopportuna", preannunciando l'intenzione di impugnare il provvedimento.

Oltre che dal ministro Azzolina, secondo quanto si apprende, l'impugnativa è firmata anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza. "Se l'ordinanza del Piemonte sarà impugnata ci difenderemo nelle sedi opportune", aveva detto il governatore Cirio. "Crediamo di essere nel giusto - aveva aggiunto -. Io penso di avere dalla mia la ragione, perché si tratta della tutela della salute dei piemontesi. Questa non è una scelta mia personale, è una decisione condivisa dal mondo medico e scientifico".

Oggi in aula il provvedimento è stato difeso anche dall'assessore Marco Gabusi. Il consigliere Marco Grimaldi di Luv non ha perso invece l'occasione di lanciare una frecciata al governatore, chiedendogli se era venuto in aula a dare al Consiglio la notizia dell'impugnazione dell'ordinanza da parte del governo.

"Impugnando l'ordinanza Cirio, il ministro Azzolina accetta il rischio di far aumentare i contagi tra i nostri figli", ha commentato la Lega Salvini Piemonte. "Con grande sprezzo del ridicolo e nessun senso del rischio, la ministra con delega ai banchi a rotelle si incaponisce contro uno dei pochi provvedimenti di buonsenso assunti in vista di questa tormentata ripresa dell’anno scolastico. La ministra se ne faccia una ragione: noi non arretreremo di un passo, tanto più quando c’è da garantire la salute pubblica".

Daniele Angi

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