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Attualità | 15 settembre 2020, 13:21

I rifugi della Granda ai tempi del Covid: "Una stagione anomala e complessa, tutta da inventare"

Gli spazi alpini, liberi e vasti, hanno attratto e rassicurato molti escursionisti, anche chi in montagna non era mai andato. È stato un impegno organizzativo forte per i gestori, che hanno dovuto reinventarsi per offrire un servizio dignitoso e sicuro

Il rifugio Quintino Sella

Il rifugio Quintino Sella

Siamo giunti alla conclusione del filone legato alla montagna dal titolo "Rifugi e Covid-19" avviato dopo il lockdown, che ha visto la nostra giornalista Tiziana Fantino raggiungere a piedi i presidi alpini delle montagne cuneesi per documentare attraverso la voce dei gestori dei ricoveri delle Terre Alte la gestione ai tempi della pandemia. 

Nonostante domenica 13 settembre sia stata la data di chiusura da calendario per le strutture in quota, alcuni rifugi resteranno ancora aperti fino al 4 ottobre. Altri, classificati come più escursionistici, potranno lavorare anche nella stagione invernale. Un bilancio su come è andata la stagione ai tempi dell'infezione da Coronavirus tra chi ha lavorato con il servizio ristoro e pernotto all'esterno del presidio e chi ha subìto perdite superiori al 50% sul pernottamento interno e del 40% sui pasti. Tra chi senza grossi intoppi è riuscito a far rispettare il distanziamento fisico in linea con le normative anticontagio e chi con grande sforzo ha cercato di fare comprendere il mondo alpino.

Queste sono le voci dei rifiugisti che abbiamo incontrato quest'estate

Aladar (Federici Marchesini al Pagarì 2650 m San Giacomo di Entracque in Valle Gesso Alpi Marittime) "È stata stagione oltremodo complessa, non posso fare altro che proiettarmi nella prossima. Il 2020 è servito per mettere alla prova il mio idealismo. Trovare soluzioni legali ed efficaci per il contenimento covid, ma restare fedele all'ideale di bassissimo impatto ambientale. Sotto il profilo gestione è stata una complessa e faticosa organizzazione degli spazi, dei servizi e dei metodi di igienizzazione, senza ricorrere in alcun caso a monoporzioni o materiali usa-e-getta oppure a prodotti altamente inquinanti. Una stagione particolare, senza ombra di dubbio, fortunatamente favorita da un clima per lo più molto caldo e bello e supportato dalla sezione CAI Ligure di Genova, proprietaria dell'immobile e dall'Ente Parco Alpi Marittime" 

Oliviero Patrile (Vallanta 2450 m Pontechianale in Valle Varaita Alpi Cozie) "Questa strana stagione è iniziata con il freno a mano, perché gli stranieri presenti normalmente nel mese di luglio purtroppo non ci sono stati. Complice credo l'incertezza della situazione e la paura iniziale degli spostamenti. La perdita evidente è stata nella diminuzione dei pernottamenti e nel servizio di mezza pensione. Molte persone che si sono invece avventurate nel nostro vallone ed hanno preferito godere dell'aria aperta e degli spazi esterni al rifugio. Nel mese di agosto sono aumentati i pernottamenti così come il flusso delle persone che hanno scelto di pranzare all'interno e all'esterno della nostra struttura. La nostra attività inoltre è strettamente legata al fattore meteorologico che, a volte  ha giocato a sfavore proprio nei fine settimana. Il bilancio non può essere positivo, ma c'è da evidenziare il rispetto da parte dei clienti delle regole anticovid"

Silvia Balocco e Alessandro Tranchero (Quintino Sella 2640 m Crissolo in Valle Po Alpi Cozie) "Non è ancora finita: neve e autonomia elettrica permettendo, contiamo di lavorare ancora fino al weekend del 26/27 settembre. Quindi, più sensazioni che considerazioni. Possiamo dire che la gente è andata in montagna in maniera diversa e discontinua, ma di sicuro non ha prevalso la paura. Anzi, probabilmente gli spazi alpini, liberi e vasti, hanno attratto e rassicurato molti. Forse dopo il fermo forzato c'era bisogno di infinito. Un segno bello e positivo. Per noi è stato un impegno organizzativo forte con: meno posti letto, più turni a pranzo e cena per garantire il distanziamento, nuove modalità di sanificazione con nuove attrezzature e prodotti, utilizzo di divisori, ampliamento del dehors. Abbiamo un po' dovuto reinventarci, rinunciando anche ad organizzare le iniziative alle quali teniamo molto (concerti, letture in quota, esperienze di montagnaterapia etc...). Ma pur stando dentro le regole, non ci sembra che l'esperienza della montagna ne abbia risentito. Anzi, forse sono stati valorizzati gli elementi più essenziali. Saremo molto stanchi alla fine, ma a maggio non avremmo scommesso né di aprire, né di lavorare l'intera estate nel posto più bello della galassia. Per noi è già una vittoria!" 

Paolo Belli (Gardetta 2335 m Canosio in Valle Maira Alpi Cozie) "Domenica 13 settembre 2020 il rifugio ha chiuso ed oggi a bocce ferme, possiamo dire che tutto sommato rispetto alle difficoltà e alle inquietudini iniziali, la stagione 2020 del Rifugio della Gardetta si è svolta in maniera piuttosto positiva. Ovviamente, come molti colleghi di altre strutture, abbiamo dovuto rimboccarci le maniche per adattarci alle problematiche di quest’anno il che ci è costato il doppio dello sforzo" 

Marco Quaglia (Bozano 2453 m Valdieri nel Vallone dell'Argentera Alpi Marittime) "Stagione assurda rispetto agli anni passati, con perdite nei mesi di giugno e luglio fra il 50 e 60% sui pernottamenti. Mentre il lavoro è ripreso dalla seconda metà di agosto. Sono consapevole e resto fiducioso degli aiuti e del sostegno da parte del CAI Nazionale sull'affitto rispetto alla stagione vissuta dai rifugi, nonostante quest'anno la montagna sia stata presa d'assalto".

Flavio Poggio (Questa 2500 m Valdieri Valle Gesso Alpi Marittime) "Si è trattato di una stagione piuttosto faticosa anche se le presenze sono state giocoforza inferiori a quelle degli anni passati a causa dellan capienza più che dimezzata. Il vecchio gestore ha faticato ad adattarsi alle nuove e in parte sconosciute regole. Le richieste di pernottamento sono state superiori alla capacità del rifugio e si è dovuto dire di no a molte persone. Si è visto anche un leggero incremento delle presenze giornaliere, che a 2400 metri è un buon risultato. Un grosso aiuto è arrivato dal bando di Specchio dei Tempi che mi ha permesso di supplire a quello regionale a cui non avevo accesso e dal progetto Muli del Parco con cui sono riuscito a calibrare i rifornimenti settimanalmente. In definitiva sono rimasto soddisfatto anche di questa che è la mia ultima stagione dopo 33 anni di permanenza al rifugio Questa"

Andrea Cismondi (Valasco 1764 m Valdieri in Valle Gesso Alpi Marittime)  "La stagione tutto sommato ha avuto un andamento positivo. Certo sarebbe assurdo paragonarla a quelle passate, ma da noi i risultati sono comunque stati superiori alle aspettative iniziali. Non è stato semplice accogliere i nuovi frequentatori non sempre così avvezzi al mondo alpino, ma lo staff ha reagito con grande impegno, cercando sempre di far rispettare la normativa contenimento covid e rendendosi disponibile a chiarimenti. Sono mancati gli stranieri nei periodi di bassa stagione, ma si sono dimostrati interessati a soggiorni e logistiche su trekking per le stagioni future e questo ci fa ben sperare. Alla fine è stato un anno transitorio, ma non ci ha fatto perdere l'entusiasmo di vivere in montagna. Speriamo sia possibile partire con la stagione invernale diventata per noi un bello sbocco che - restrizioni e condizioni meteo permettendo - ci permette di tenere aperte le nostre strutture quasi 200 giorni l'anno" 


Oscar Bagnis (Migliorero 2100 m Bagni di Vinadio in Valle Stura Alpi Marittime) "Per quanto riguarda l'affluenza, rispetto gli anni normali, abbiamo avuto un sensibile calo della clientela da parte dei turisti stranieri, in particolare quelli tedeschi e francesi, che percorrono la GtA. possiamo dire, ora quasi a fine della stagione, che l'affluenza è diminuita di due terzi rispetto gli anni normali. Abbiamo lavorato tanto con gli italiani e in particolare con i cuneesi, ma solamente durante i fine settimana. In tanti hanno scoperto per la prima volta la montagna, mentre chi già la frequentava durante questa stagione ha riscoperto le nostre magnifiche valli. Siamo stati contenti di aver potuto riaprire, nonostante l'emergenza Covid, anche se le difficoltà non sono certo mancate: è stato complicato far rispettare innanzitutto le norme per l'accesso in rifugio ed è stato altrettanto difficile lavorare con quella parte di clientela che non conosce la montagna e che, di conseguenza, non sa quali sono i comportamenti da tenere, sia per quanto riguarda il rispetto della natura e della montagna stessa, sia per quanto riguarda la loro sicurezza" 

Silvano Odasso (Mongioie 1520 m Viozene di Ormea in Val Tanaro Alpi Liguri) "Se devo fare un bilancio posso dire che per me è stata una buona stagione. Complice l'investimento che ho messo in piedi da molti anni sul terreno che affitto dal Comune di Ormea per offrire ai clienti un confort per il riposo notturno con piccole camere (stars Box) e di spazi esterni per consumare i pasti. Sono state proprio queste opere che mi hanno permesso di salvare questa stagione 2020 molto particolare. Il turismo è cambiato, la gente ha piacere di confort e privacy per la notte, le camerate, i bagni in comune hanno fatto il loro tempo. Il mese di giugno mese è stato tranquillissimo, con zero prenotazioni in rifugio, mentre tutto esaurito con le stars Box, sopratutto nei weekend. Solo dalla metà giugno abbiamo iniziato a lavorare la domenica, dopo che è stato tolto il blocco delle regioni: avendo il 90% dei clienti liguri. Ad agosto il lavoro si è decisamente concentrato sui pranzi il sabato e la domenica e tantissimo sul servizio bar. Anche se molti escursionisti arrivavano con il loro cibo al sacco poi usufruivano del nostro bar. i pernottamenti in rifugio purtroppo sono scesi del 70%, invece abbiamo avuto sempre piene le nostre Stars Box e le tende Ferrino su piazzole in legno e la tenda sospesa, investimento azzeccato. Sperando in una continuazione del meteo favorevole, noi chiuderemo il rifugio il 30 ottobre, per riaprirlo poi per il 26 dicembre" 

Guido Colombo (Garelli 1970 m Pian del Lupo in Val Pesio Alpi Liguri) "Stagione strana iniziata abbastanza male con un giugno incerto e i pernottamenti ridotti ad un quinto rispetto all'anno precedente. Luglio leggermente migliore, tanta gente seduta a pranzo all'esterno del rifugio ma con i pernotti ridotti. Forse paghiamo lo scotto di essre un rifugio a 2 ore e trenta dal fondo valle. Pochissimi gli stranieri. Ad agosto ci siamo avvicinati al movimento degli anni passati con in prevalenza il mordi/fuggi giornaliero rispetto ai pernotti. Settembre con qualche problema dovuto al meteo. Quest'anno mancheranno le uscite delle scuole che ci facevano chiudere la stagione in bellezza. Con il Club Alpino di Mondovi', proprietario della struttura, siamo rimasti d'accordo in quest'anno particolare, di proporzionare il canone di affitto all'andamento stagionale. Resteremo aperti fino al 30 settembre e ancora per due weekend di ottobre" 


Giacomo Benedetti presidente Commissione centrale rifugi e opere alpine del CAI "Anche se nel complesso non è stata una stagione positiva è andata meno peggio di quello che si temeva all'inizio della pandemia. Una stagione sicuramente anomala: con perdite del 50% sul pernottamento e 40% sui pasti, con l'aggiunta di qualcosa in più con il servizio di take away. 

Noi del Club Alpino Italiano abbiamo fornito ai rifugi il kit anti Covid dotato di sanificatore/generatore di ozono per i locali, termometro per misurare la febbre a collaboratori e avventori, saturimetro per misurare la concentrazione di ossigeno nel sangue, mascherine con filtri intercambiabili e la cartellonistica da esporre con le indicazioni per i frequentatori, inoltre abbiamo incentivato politiche di sostegno sia al rifugio che al rifugista (come la riduzione di canoni di affitto). Inoltre grazie ad una convenzione tra CAI centrale e comando truppe Alpine di Bolzano abbiamo messo in atto un intervento di sanificazione presso i vari rifugi che ha visto l'operato in quota di diverse unità di militari, nel caso delle Alpi Cuneesi: l'artiglieria Alpini di Fossano. Un bellissimo gesto da parte dell'esercito" 




T.F.

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