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Attualità | 15 settembre 2020, 15:19

Coldiretti contro il "nutriscore" tedesco: "Penalizza l'export agroalimentare cuneese"

Fabiano Porcu: "Finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neppure la ricetta"

Foto generica - Unsplash

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Scaduto senza opposizione il temine previsto dalla normativa europea, la Germania può rendere applicativa la norma che introduce a livello nazionale il “nutriscore”, sistema di etichettatura discriminatoria e fuorviante che rischia di condizionare negativamente anche le esportazioni agroalimentari Made in Cuneo, favorendo prodotti artificiali dei quali, in molti casi, non è nota neanche la ricetta.

Lo rende noto Coldiretti nel sottolineare che, con il via libera dell’UE all’etichetta nutriscore in Germania, salgono a sei i Paesi dell’Unione che hanno annunciato o già iniziato ad applicare questo modello (Francia, Belgio, Germania, Spagna, Paesi Bassi, e Lussemburgo); in più, iniziative di aziende private sono in essere in Portogallo, Austria e Slovenia.

La decisione della Germania ha un peso rilevante sia perché si tratta di un Paese che ha un ruolo di leadership nel guidare l’evoluzione delle politiche comunitarie sia perché è il principale Paese di sbocco delle esportazioni agroalimentari tricolore, che ora rischiano di essere ingiustamente penalizzate. È inaccettabile spacciare per tutela del consumatore un sistema che cerca di influenzarlo nei suoi comportamenti orientandolo a preferire prodotti di minore qualità, con ingredienti di sintesi e a basso costo, spacciati per più salutari” denuncia Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo.

Il nutriscore – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neppure la ricetta. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera, come prevede la proposta italiana del sistema a batteria che non attribuisce presunti ‘patentini di salubrità ai singoli alimenti ed esclude i prodotti a marchio IGP e DOP per le specifiche caratteristiche di eccellenza, evitando così il rischio di confondere il consumatore con ulteriori segni distintivi in etichetta”.

Non è un caso che contro il nutriscore, sotto la spinta di Coldiretti, si siano schierati gli agricoltori europei e le loro cooperative riunite nel COPA e COGECA, impegnata a creare un fronte di Paesi contrari all’obbligo UE di etichette come il nutriscore, in vista della proposta della Commissione europea sul tema prevista nel 2022, dopo che nel 2021 sarà condotto uno studio di impatto, nell’ambito della Strategia “Farm to Fork”. Alla testa di questo gruppo c’è proprio l’Italia che ha avuto il via libera dell’UE al proprio sistema di etichettatura nutrizionale FOP (Batteria) lo scorso 28 luglio.

comunicato stampa

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