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Eventi | 11 settembre 2020, 21:16

Dario Ballantini ad Arena Live Festival: "Diamo importanza alla comicità, ce n'è bisogno"

L'imitatore porterà sul palco dell'Anfiteatro San Paolo di Cuneo alcuni dei suoi cavalli di battaglia, per uno spettacolo musicale accompagnato dalla band

Dario Ballantini ad Arena Live Festival: "Diamo importanza alla comicità, ce n'è bisogno"

Sarà Dario Ballantini a chiudere in bellezza la prima edizione di Arena Luve Festival, a Cuneo. Il celeberrimo imitatore, apprezzatissimo "inviato" di Striscia la Notizia, porterà sul palco dell'Antiteatro San Paolo, sabato 12 settembre, ore 21.30 (sold out), alcuni dei suoi personaggi più riusciti, per uno show irresistibile nel segno della comicità e del trasformismo.

Dario Ballantini, in quali vesti potranno ammirarti gli spettatori?

Questo è uno spettacolo di pure imitazioni, che ho ripreso per il periodo estivo scegliendo alcuni miei cavalli di battaglia. Sarò accompagnato da una band per un live show musicale, che vedrà alternarsi Vasco Rossi, con un look più moderno rispetto al passato, Gianni Morandi e, sul finale, un'irruzione a sorpresa di Valentino, che resta un evergreen, funziona e piace sempre.

L'evento conclusivo del festival vede la presenza di altri tuoi colleghi comici. Quant'è importante tornare a far ridere le persone, in questo periodo?

Importantissimo, sicuramente. In generale far ridere il pubblico e divertirsi con esso va sempre bene, ma mai come negli ultimi tempi è diventato un'autentica missione. Per un comico è fondamentale vedere davanti a sé delle facce sorridenti, che per un paio d'ore si distaccano dai problemi della vita. Trovo anzi molto sbagliato non riconoscere alla comicità la giusta rilevanza: lo dico sempre all'inizio del mio spettacolo su Ettore Petrolini. I comici hanno letteralmente segnato delle epoche, lo si nota tra gli appassionati di artisti come Paolo Villaggio o Carlo Verdone, così come per le canzoni d’amore, che non passano mai. Raccontano tanto di noi, del nostro senso dell'umorismo in continuo mutamento. E che ora è da solleticare vincendo le paure.

Recentemente è stata inaugurata a Livorno una tua mostra di pittura che racconta l'altro lato della tua personalità artistica. La vedremo anche altrove?

L'antologica esposta al Polo Culturale Bottini dell'Olio, Museo della Città di Livorno, racchiude quarant'anni del mio lavoro. Si tratta di 47 dipinti, tra cui anche alcuni realizzati durante il lockdown. Ho scelto Livorno perché, essendo la mia città natale, è qui che ho mosso i primi passi come pittore, fin dai tempi del liceo, ricercando una mia personale espressività, suddivisa in due fasi. La prima con uno stile che ricorda Egon Schiele, la seconda più metafisica, in cerca di risposte esistenziali. Per ora resta lì, ma l'hanno già chiesta in diverse altre città, tra cui Torino. 

Redazione

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