Alba - 10 settembre 2020, 15:15

Misurazione della temperatura a scuola, dirigenti sul piede di guerra: "Chiediamo a Cirio la revoca dell'ordinanza"

Ivan Re, dirigente dell'Itis e presidente provinciale dell'ANP: "Spero che questo interesse per la scuola non scompaia subito dopo le elezioni". Parola, preside del Peano-Pellico di Cuneo: "Impossibile, ho 1500 studenti". Cirio replica: "Se c'è qualcuno di tardivo, non è certo la Regione"

I dirigenti della Granda sono sul piede di guerra. Il mondo della scuola lo è. E non le manda a dire Ivan Re, dirigente dell'Itis Mario Delpozzo di Cuneo e presidente provinciale dell'ANP, Associazione Nazionale Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità. "Spero che tutto questo interesse per la scuola non sia solo fino al 21 settembre, data delle elezioni. Insomma, mi auguro che non ci stiano usando a fini elettorali", afferma non senza una nota di sarcasmo.

Il riferimento è all'ordinanza emanata ieri 9 settembre dalla Regione, a pochissimi giorni dall'inizio dell'anno scolastico più difficile di sempre, con la quale si introduce l'obbligo di verifica, a carico degli istituti, della misurazione della temperatura. In definitiva, la Regione raccomanda alle scuole la rilevazione della febbre e dove non possibile di verificare che lo faccia la famiglia.

In questa estate 2020 le scuole della Granda hanno lavorato a testa bassa per cercare di organizzare gli spazi, prendendo a prestito aule in ogni dove, facendo lavori di adeguamento, comprando igienizzanti, mascherine, pianificando, valutando rischi di ogni tipo, cercando di orientarsi tra i mille decreti, regolamenti, ordinanze. 

Adesso questa ordinanza, che scarica altri pesi sulle scuole. "Va contro le direttive nazionali, per cui bisogna capire prima di tutto se è legittima. Come Associazione nazionale presidi stiamo valutando se impugnarla", aggiunge ancora il dirigente dell'Itis.

In scuole che hanno più di 1000 studenti, quanto potrebbe volerci per queste operazioni? Oltre al fatto che i famosi e promessi termoscanner in molte scuole non sono mai arrivati, come specifica ancora Re. "Ecco cosa ci ha mandato la Regione", ci dice invece il dirigente dei liceo scientifico e classico di Cuneo Alessandro Parola, mostrandoci dei termoscanner (tre) con cui dovrebbe misurare la temperatura a 1500 studenti.

"Impossibile, non ci penso neanche - aggiunge. Ho chiesto alle famiglie di sottoscrivere un patto di corresponsabilità, impegnandoci tutti a rispettare il protocollo di sicurezza. Che, ovviamente, prevede che con la febbre a scuola non si venga".

L'Ufficio scolastico regionale è al fianco dei dirigenti, definendo quella di Cirio una “iniziativa tardiva e impropria”. Sono le parole di Fabrizio Manca, direttore generale dell’USR Piemonte.

Proprio alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico, prosegue Manca, “si decide, senza valutarne gli impatti, di cambiare le regole dettate dal Governo per la riapertura in sicurezza delle scuole in base alle quali i dirigenti scolastici hanno pianificato con grande fatica e complessità l’organizzazione del servizio. In molti casi, ad esempio, si sono differenziati gli orari di ingresso per evitare assembramenti con puntuali comunicazioni alle famiglie e ora i dirigenti saranno costretti a rimodularli perché dovranno considerare il tempo della misurazione e per il controllo delle autocertificazioni. Parliamo di scuole che mediamente accoglieranno 1000/1200 studenti”.

Manca aggiunge anche “da giugno opera un tavolo regionale di coordinamento dove la Regione è rappresentata da ben tre Assessorati, Istruzione, Sanità e Trasporti che sarebbe stato il luogo ideale per condividere e confrontarsi per tempo su questa iniziativa, invece, nessuno dei loro rappresentanti ha mai prospettato il tema”.

Ancora Re sulla questione: "Dopo mesi, adesso dobbiamo rivalutare tutta una serie di aspetti organizzativi, in base a questa nuova ordinanza. Peccato, però, che nessuno si preoccupi del fatto che non ci sono ancora stati assegnati i docenti, che ad oggi non sono stati nominati. Ci sono scuole dove manca il 50% degli insegnanti. Ma a tre giorni dall'avvio della scuola era fondamentale un'ordinanza regionale che va contro le linee nazionali e di cui non si capisce l'urgenza".

Sul tema è intervenuta l'ANP regionale, con il suo presidente Mario Perrini: "ANP manifesta stupore e preoccupazione per un provvedimento suscettibile di rendere ancora più difficile l’avvio di un anno già di per sé così problematico. ANP Piemonte chiede al dott. Alberto Cirio, nella sua qualità di Presidente della Giunta Regionale del Piemonte, di volere revocare tale Ordinanza, prendendo atto, con serenità e saggezza che le ragioni addotte dai Dirigenti sono, oltre che fondate, anche largamente condivise nella nostra Regione".

Non si fa attendere la replica del presidente Cirio, che risponde direttamente a Manca e all'Ufficio scolastico regionale: "Se c’è qualcuno di “tardivo” non è certo la Regione e trova assurdo che, nel mezzo di una pandemia che ha messo in ginocchio il mondo intero, si stia a discutere della richiesta di controllare ogni giorno che la temperatura venga indicata sul diario, oppure su un foglio, sul registro elettronico, in una chat di classe o con qualsiasi altro mezzo comodo e facile scelto dalla scuola. Non si sta chiedendo la luna, visto che in gioco c’è la salute dei nostri figli e dei loro nonni, che sono le persone con cui trascorrono molto del loro tempo. In un Paese normale la temperatura la rileverebbe la scuola all’ingresso, come stanno facendo da mesi gli uffici pubblici e le aziende.

Il Presidente conclude sottolineando che abbiamo da affrontare mesi difficili e le energie sarebbe opportuno usarle per cose più utili di polemiche strumentali. Lo conforta, però, sapere che molte scuole e molti comuni, a prescindere dalle lungaggini burocratiche ministeriali, si erano già organizzati per la rilevazione della temperatura a scuola, dimostrando di avere più buon senso di chi decide a Roma".

Barbara Simonelli