“La Lega non è come il Pd, che dice di voler cacciare i suoi “furbetti” ma poi li lascia al loro posto (il riferimento è al consigliere regionale Pd Domenico Sarno, ndr) come se nulla fosse successo.
Da noi chi sbaglia paga perché siamo un partito che ha 36 anni di storia, con regole e un preciso codice morale”.
Alberto Preioni, capogruppo leghista a Palazzo Lascaris, fa questa premessa prima di rispondere alla nostra domanda sui provvedimenti disciplinari assunti nei confronti dei due consiglieri regionali, “furbetti del bonus Covid”, Matteo Gagliasso e Claudio Leone.
“Sono sospesi, vale a dire – afferma il capogruppo – che non possono parlare e rappresentare la Lega in qualsiasi contesto istituzionale o pubblico. Pertanto non parteciperanno alle attività delle Commissioni né a quelle del Consiglio regionale”.
In un primo tempo era parso che la punizione fosse poco più che simbolica e dovesse durare fino alla data delle imminenti elezioni regionali del 20 e 21 settembre, ma Preioni spiega che non è così.
“La sospensione è illimitata. Il partito – spiega ancora Preioni - ne ha ricevuto un danno d’immagine ed è giusto che chi lo ha causato paghi. Sarà un’istruttoria del partito a stabilire nel dettaglio, nelle prossime settimane, sanzioni e durata. In ogni caso – puntualizza – l’ultima parola spetterà a Matteo Salvini e al segretario piemontese Riccardo Molinari”.
Abbiamo tentato invano di avere una dichiarazione da quest’ultimo, ma non è stato possibile.
Così come, nonostante ripetute sollecitazioni e infinita pazienza, abbiamo cercato di capire quali sono i sentimenti e le determinazioni di Matteo Gagliasso, il consigliere regionale saviglianese che aveva inoltrato la domanda per due il bonus in due tranche da 600 euro.
Anche in questo caso tempo e fatica sprecati.
“Gaglia” non parla: rispetta la “quarantena” del silenzio impostagli dai superiori.
Aveva spiegato a sua discolpa, all’indomani del fatto, che quei 1200 euro li aveva restituiti, ma la frittata era fatta.
I suoi mentori, quelli che gli avevano regalato il seggio a Palazzo Lascaris in virtù del suo ruolo di leader dei Giovani Padani, hanno preso le distanze.
Ai settimanali locali saviglianesi, Corriere di Savigliano e Il Saviglianese, Gagliasso ha lasciato intendere che, se sospeso a lungo, potrebbe lasciare la Regione.
Un’eventualità che a noi non ha confermato, ma rispetto alla quale non mancano i pour parler.
Dopo l’elezione di Luigi Icardi (4596 preferenze personali), Paolo Demarchi (3845) e Matteo Gagliasso (2420), il primo escluso della lista cuneese della Lega alle regionali dello scorso anno è il monregalese Guido Tealdi, militante di lungo corso, attualmente unico rappresentante del partito in Consiglio comunale a Mondovì, che aveva ottenuto 2166 preferenze, 250 in meno di Gagliasso.