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Politica | 03 settembre 2020, 07:10

Enrico Costa: “Azione sarà la casa dei liberali e dei veri riformisti”

Il deputato monregalese si dichiara soddisfatto delle prime adesioni. “Non mi aspettavo – dice – tanto entusiasmo”. Il 30 settembre Carlo Calenda sarà a Cuneo per presentare il suo libro “I Mostri. E come sconfiggerli” e illustrare il suo progetto politico alla Granda

Enrico Costa: “Azione sarà la casa dei liberali e dei veri riformisti”

È trascorso circa un mese da quando Enrico Costa, deputato monregalese, ha lasciato Forza Italia per aderire ad “Azione”, il nuovo soggetto politico che ha come leader nazionale Carlo Calenda.

Gli abbiamo rivolto alcune domande per capire il perché di una scelta che nel Cuneese non ha mancato di far discutere e per sapere quali sono le prospettive dell’area liberale di cui lui e la sua famiglia da sempre sono espressione e referenti.


Costa, come è stata accolta sul territorio la sua decisione?

“Sono rimasto sorpreso dalle tante persone che mi stanno cercando e guardano con interesse a questo nuovo percorso”.

Immagino che dal centrodestra non l’abbiano presa bene. Lei era stato eletto in un collegio uninominale coi voti di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Nessuno gliel’ha rinfacciato pubblicamente, ma questo “spostamento” qualche mal di pancia l’avrà pure generato. Non crede?

“Sono convinto al cento per cento della decisione che ho assunto. Io sono rimasto fermo dov’ero, cioè nell’area liberale. É il terreno della politica nel quale mi muovevo che è cambiato”.

Cioè?

“L’asse del “centrodestra” si è spostato fortemente a destra, in senso sovranista. Salvini e Meloni sono bravi e non ho motivo di eccepire rispetto alle loro leadership. Constato che entrambi, in conseguenza del disimpegno dell’area liberale, hanno occupato buona parte di uno spazio che non era il loro. Se all’indomani delle ultime elezioni europee l’area liberale costituiva un quinto del centrodestra (e già era poca cosa), oggi è scesa ad un settimo”.

E quindi?

“I liberali, intesi nella più vasta accezione, sono stati divisi dal bipolarismo spinto. Il Pd si è appiattito sui 5 Stelle abbandonando qualsiasi percorso riformista. Il sistema elettorale proporzionale, quello verso cui si sta andando, cambia la prospettiva e offre nuove opportunità. C’è finalmente la possibilità di dare una casa ai liberali e ai veri riformisti arrivando fino a quei popolari delusi da una dirigenza del Partito Democratico che vuole cancellare la loro storia e la loro identità. Mi creda, in tanti anni di politica qualche esperienza me la sono fatta, così come un po’ di fiuto l’ho acquisito. Sono convinto che, pur in tempi non brevissimi, Azione avrà una crescita fortissima. Oggi nemmeno immaginabile”.

Si vocifera della nascita di un polo liberale, centrista e riformista, per cercare di mettere insieme Italia Viva di Renzi, i Moderati di Portas, quella parte di Forza Italia che non vuole farsi risucchiare da Fratelli d’Italia e altri cespugli in cerca d’autore. Qual è la sua opinione?

“È presto per azzardare ipotesi di questo tipo. Tuttavia, ho la netta sensazione che tra non molto, complici vari fattori, la politica italiana non sarà più quella di oggi”.

Calenda è l’uomo giusto per mettere insieme realtà dalla storia così diversa?

“Senza idee e senza progetti non si fa politica. Ma idee e progetti hanno bisogno di un leader autorevole e competente che le sappia sostanziare. Calenda lo è perché ha queste caratteristiche”.

Come si colloca Azione rispetto al governo e lei, personalmente, che ne pensa?

“Nessun dubbio. Siamo e dunque sono all’opposizione del governo Conte”.

Sul territorio cuneese come pensa di organizzare il nuovo soggetto?

“Il 30 settembre Calenda sarà a Cuneo per presentare il suo libro “I Mostri. E come sconfiggerli” insieme al suo progetto politico. Entro la fine dell’anno ci sarà un congresso nazionale e prima di questo i congressi provinciali. Non si pensi comunque ad un’organizzazione in stile classico come al tempo dei partiti di massa. Sarà una struttura leggera, ma molto attenta a dialogare col territorio. In special modo coi tanti amministratori che oggi si sentono lasciati soli, in balìa di se stessi”.

Lei ha asserito senza incertezza che si colloca all’opposizione di questo governo. Immagino non le piacerebbe nemmeno un esecutivo a guida Salvini o Meloni, altrimenti – mi viene da pensare - restava dov’era. Se le chiedo di Mario Draghi, che cosa risponde?

“Che è una soluzione di altissimo profilo”.

Giampaolo Testa

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