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Cronaca | 14 agosto 2020, 13:30

Tragedia di Castelmagno: terminata l’autopsia sul corpo di Marco Appendino

Anna e Chiara, dimesse dall’ospedale, sono sconvolte e seguite da uno psicologo. Viglione, procuratore aggiunto di Cuneo: “Per tutelarle ascolteremo più avanti la loro testimonianza sull’incidente”

Foto dal profilo Instagram di Marco

Foto dal profilo Instagram di Marco

E' terminata da poco l’autopsia di Marco Appendino, il ragazzo di 24 anni morto alla guida del Defender caduto giù da un burrone sui tornanti di Castelmagno. Nel tragico incidente sono morti altri quattro amici. Insieme, poche ore prima, erano andati a guardare le stelle cadenti per esprimere un desiderio di fortuna per il loro futuro. L’esame autoptico è stato disposto dalla procura di Cuneo che ha aperto un fascicolo, il cui titolare è il pm Alberto Braghin.

“L’autopsia è iniziata nella tarda mattinata di oggi - conferma il procuratore aggiunto di Cuneo, la dottoressa Gabriella Viglione - per i risultati completi, naturalmente, dovremo aspettare alcune settimane”.

L’esame è stato eseguito dal dottor Mario Abrate e, già nelle prossime ore, la magistratura disporrà il consenso per eseguire i funerali che nella giornata di oggi sono celebrati per le altre vittime.

Quattro i superstiti del fatale incidente, due dei quali - Marco e Danilo - si trovano ancora in ospedale: le loro condizioni sarebbero stabili e non sarebbero in pericolo di vita. Già dimesse poche ore dopo l’incidente le amiche Chiara ed Anna. Le loro testimonianze, come persone informate sui fatti, saranno di fondamentale importanza per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Dinamica che, dai primi accertamenti, sembra già avere dei punti chiari: Marco Appendino conosceva la strada e non aveva bevuto, per questo il dottor Braghin ha spiegato: “Dagli elementi in mio possesso posso dire che all’origine della caduta nel burrone del Defender ci potrebbe essere anche solo una distrazione. Stiamo parlando di alte vette e la montagna purtroppo non perdona”.

Marco e Danilo non sono ancora in condizioni di essere ascoltati dagli inquirenti, mentre Chiara ed Anna “hanno avuto un breve incontro con i magistrati - ha precisato il procuratore aggiunto Viglione -, ma poi erano troppo scosse per proseguire e lo psicologo messo a disposizione dall’Asl di Cuneo ha preferito, per il loro bene e la loro tutela, sospendere l’incontro”.

Incontro che sicuramente sarà fatto nei prossimi giorni, con ogni dovuta cautela per tutelare queste due giovani ragazze che hanno visto morire sotto i loro occhi, in una serata che doveva essere di festa, cinque loro amici.

 





NaMur

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