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Attualità | 13 agosto 2020, 19:44

In Piemonte il sovraffollamento delle carceri tocca il 121%

Il garante regionale dei detenuti è intervenuto il 4 agosto davanti all'Assemblea del Consiglio regionale per relazionare in merito alla situazione delle carceri piemontesi: sorvegliate speciali le strutture di Cuneo e Alba

Foto generica

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61mila detenuti su una capienza di 51mila posti: sono questi i dati, sempre preoccupanti, della situazione delle carceri a livello nazionale, che nel periodo di più stretta epidemia da Covid hanno subito una leggera inflessione ma che ora, a distanza di mesi, continuano a preoccupare.

E preoccupano anche a livello regionale. Martedì 4 agosto si è tenuta una relazione straordinaria all'Assemblea del Consiglio regionale da parte di Bruno Mellano, garante regionale dei diritti dei detenuti, che ha richiamato l'attenzione su alcune importanti situazioni, ma sopratutto sulla necessità di un'iniziativa politica e amministrativa ben chiara.

A livello piemontese i detenuti delle carceri sono 4.553 su 3.783 posti effettivamente disponibili, per una percentuale del 121 di sovraffollamento; in agosto si è segnalata la presenza di 4.202 detenuti e di 248 camere di pernottamento non utilizzabili per motivi temporanei legati a lavori (per circa 510 posti non disponibili).

Tra le 13 carceri piemontesi spiccano alcune situazioni presenti nel nostro territorio provinciale.

"Dal gennaio 2016 risulta da recuperare al pieno utilizzo il carcere di Alba, dove è ancora al punto di partenza un restauro legato al rifacimento dell’impianto idraulico per l’acqua potabile e per il riscaldamento, a 5 anni dalla chiusura per epidemia da legionellosi: al momento non si hanno ancora notizie certe nemmeno sull’avviso pubblico per indire la gara d’appalto volta ad assegnare i lavori. Al 3 agosto ad Alba erano 91 le camere soggette a lavori e ben 196 i posti temporaneamente non disponibili" specifica Mellano.

"Nella Casa Circondariale di Cuneo l’intero padiglione “ex-Giudiziario” è in attesa, da oltre 10 anni, della conclusione di un piano di recupero ma anche metà del padiglione “Cerialdo”, che ospita il  regime del 41 bis, attende da anni il suo completo ripristino che ne permetta il riutilizzo funzionale - aggiunge il garante regionale - . Al 3 agosto a Cuneo erano 98 le camere non utilizzabili e ben 192 i posti che risultano temporaneamente non disponibili. Un carcere come quello di Cuneo risulta mezzo vuoto nonostante sia il più vicino a un presidio sanitario di livello e che, invece, avrebbe la vocazione per essere il più importante fra i presidi penitenziari piemontesi legati alla sanità".

Mellano, insomma, chiede una prospettiva (anche abbozzata) di risoluzione in tempi ragionevoli di tutte le urgenze delle carceri piemontesi: prima di parlare "del trattamento e dell’efficacia dell’esecuzione penale in carcere", serve rendere "gli spazi più adeguati alle richieste di distanziamento sociale che la pandemia impone".

redazione

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