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Curiosità | 12 agosto 2020, 13:02

Bra, 11 agosto nel segno della festa in onore di Santa Chiara per le Sorelle Clarisse (FOTO)

A distanza di otto secoli la Santa assisiate continua ad affascinare centinaia di donne che come lei hanno lasciato tutto per amore di Cristo

Bra, 11 agosto nel segno della festa in onore di Santa Chiara per le Sorelle Clarisse (FOTO)

Martedì 11 agosto, la Chiesa ha festeggiato Santa Chiara d’Assisi, fondatrice dell’ordine delle Suore Clarisse ed in tutti i monasteri è stato giorno di particolare solennità. Tempo di candele che si accendono di stelle per ricordare una donna capace di illuminare la luce stessa.

Così anche nel convento di Bra, dove è pulsante una continua presenza di fede orante, che dal lontano 1633 condivide la vita quotidiana della popolazione. Nel pomeriggio si è tenuta la concelebrazione eucaristica, presieduta da Fra Gabriele Dall’acqua, al termine di un intenso triduo di preghiera, predicato dai Frati Minori di Canale.

Il messaggio che Santa Chiara lancerebbe oggi è quello un po’ di tutti i santi. Direbbe di vivere i nostri giorni ben radicati in Gesù e di cercare e trovare in Lui ciò che ci dà vita, ci sostiene e ci tranquillizza, soprattutto in un periodo difficile come questo”. Così Fra Gabriele a margine della funzione.

Allora proviamo a descrivere per sommi capi la figura di Santa Chiara che a distanza di otto secoli continua ad esercitare il suo fascino su centinaia di donne che come lei hanno lasciato tutto per amore di Cristo.

Chiara nacque nel 1194 ad Assisi dalla nobile e ricca famiglia degli Offreducci. All’età di 18 anni fuggì dalla sua casa paterna per seguire Cristo povero, casto e ubbidiente, sulla via tracciata da San Francesco, di qualche anno più grande di lei. Questa fuga avvenne la Domenica delle Palme del 1212 e Chiara trovò rifugio nella chiesetta della Porziuncola (oggi inglobata nella chiesa di Santa Maria degli Angeli), dove fu accolta da Francesco e dai primi frati. Qui la giovane abbracciò la vita religiosa.

Dopo un po’ si stabilì presso la chiesa di San Damiano, un piccolo edificio religioso restaurato da San Francesco (dove, fra l’altro, il Poverello d’Assisi ebbe il colloquio col Crocifisso che gli disse: “Va’ e ricostruisci la mia Chiesa che è tutta in rovina”), dove fondò l’ordine femminile delle Povere Recluse (o Dame Povere, come le chiamava San Francesco) di cui venne nominata badessa.

San Damiano può essere dunque considerata la casa madre di tutte le Clarisse (così si chiamano oggi le religiose che hanno seguito lo stile e l’esempio di Chiara), poiché fin da subito nacque un cospicuo numero di donne intenzionate a seguire Cristo nello stesso modo.

Erede dello spirito francescano, si preoccupò di diffonderlo, distinguendosi per il culto verso il Santissimo Sacramento che salvò il convento dai Saraceni nel 1243. Chiara morì l’11 agosto del 1253, celebrando il dono della vita: “Va’ sicura, in pace, anima mia benedetta, perché hai buona scorta nel tuo viaggio! Infatti Colui che ti ha creata, ti ha resa santa e, sempre guardandoti come una madre il suo figlio piccolino, ti ha amata con tenero amore. E tu, Signore, sii benedetto perché mi hai creata”.

Tanto si potrebbe dire ancora su Santa Chiara d’Assisi: con la sua tenacia, la sua intrepida determinazione è riuscita a strappare al Papa il privilegio della povertà, poi la prima Regola, nella storia della Chiesa, scritta da una donna per delle donne, confermata da un commosso Papa Innocenzo IV, che si recò di persona a San Damiano per portare a Chiara morente la sua benedizione e consegnarle la bolla di approvazione della Regola.

Il monastero delle Sorelle povere, già negli ultimi anni dell’agonia di Chiara, era meta di un vero e proprio pellegrinaggio popolare. Il giorno successivo alla morte, al momento dei funerali, il papa stesso, che era presente ad Assisi in quei giorni con la sua corte, propose di celebrare l’ufficio delle Vergini e non piuttosto quello dei morti, mostrando in questo modo di considerare Chiara già santa. Il suo corpo venne sepolto a San Giorgio ed in seguito trasferito nella chiesa che porta il suo nome.

Nonostante l’intenzione di Innocenzo IV fosse quella di canonizzarla subito dopo la morte, si giunse alla bolla di canonizzazione solo nell’autunno del 1255, dopo averne seguito tutte le formalità, per mezzo di Alessandro IV.

Chiara è oggi la protettrice delle telecomunicazioni: le cronache raccontano, infatti, che il giorno di Natale, non potendo assistere alla messa servita da Francesco, poiché costretta a letto a causa della sua infermità, sulla parete della sua cella le apparve una visione della Messa e al momento della comunione le si presentò innanzi un angelo che le diede la possibilità di comunicarsi all’ostia consacrata. Per questo, il 17 febbraio 1958, venne dichiarata da papa Pio XII santa patrona della televisione e delle telecomunicazioni.

La vita di Santa Chiara testimonia, come sempre avviene nel cristianesimo, che la Chiesa cresce e continua ad aumentare il numero dei suoi figli non per proselitismo, ma per attrazione. Scriveva San Giovanni Paolo II: “Santa Chiara esorta tutti a comprendere sempre più profondamente il valore della vocazione, che è dono di Dio da far fruttificare”.

 

Umiltà, povertà, carità, tenerezza sono i carismi che caratterizzano la missione delle Suore Clarisse di Bra, nel cui monastero di viale Madonna dei Fiori 3, ove è annessa anche la chiesa sempre aperta ai fedeli, è ospitata una comunità che oggi conta dieci claustrali, sei delle quali con meno di quarant’anni, tutte vocazioni locali. Alla base dell’opera di queste ancelle consacrate c’è un valore cristiano che anima tutta la loro missione: l’amore per il prossimo predicato dal Vangelo di Cristo. La badessa è Suor Maria Amata che informa sull’ultima novità messa in atto: “Si tratta di un sito web che abbiamo fatto con le clarisse di Piemonte, Liguria e Lombardia. È al seguente indirizzo: www.federazioneclarisse.com. Ci sono i diversi monasteri con foto, storia e tanto altro. Anche testimonianze vocazionali. Se vi interessa, dateci un’occhiata!”. Why not?

 

Silvia Gullino

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