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Attualità | 05 agosto 2020, 18:35

Scuola, Marello e Sarno: "A settembre si riparte nell'incertezza, gli studenti pagheranno gli investimenti mancati su istruzione e famiglia"

"Penso che la Giunta piemontese debba smettere di nascondersi dietro a un dito e chiamare in giudizio il governo nazionale ogniqualvolta le minoranze facciano sollecitazioni che riguardano temi primari come scuola e famiglie"

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Nel corso del Consiglio regionale di ieri (4 agosto) l’Assessora Chiorino ha esposto in Aula l’informativa sulla riapertura di settembre delle scuole.

In qualità di relatore del Gruppo Pd Diego Sarno è intervenuto in Aula ricordando che la Regione Piemonte in questa fase complessa per la riapertura delle scuole ha un importante compito di coordinamento, con l’ufficio regionale scolastico, gli enti locali, i dirigenti scolastici, le conferenze di servizi e gli enti che si occupano del tema, nel rispetto delle direttive nazionali. «A mancare in questi mesi», ha riportato l’esponente del Gruppo Dem, «è stato proprio il confronto tra assessorato, dirigenti scolastici ed enti locali, sostituito dalla comunicazione di direttive assolutamente “timide”».

Problematica anche la strutturazione del calendario: «Urge sottolineare che sarebbe stato più efficace predisporre un calendario “flessibile” che potesse essere aggiornato secondo l’andamento delle ondate dell’epidemia e in più, data la disponibilità del personale, si sarebbero potute riprendere le lezioni dai primi giorni di settembre per ottemperare alle necessità di recupero degli studenti principalmente degli ordini superiori. Per quanto riguarda le risorse il dato evidente è che non ci siano stati stanziamenti aggiuntivi sui capitoli relativi al mondo scolastico. Questo è inaccettabile, per diverse questioni che vanno affrontate, oggi, con maggiori risorse», ha spiegato ancora Sarno.

Maurizio Marello è del medesimo avviso: «Non posso non ricordare che lo scorso 7 luglio l’Aula di Palazzo Lascaris ha bocciato un ordine del giorno presentato dalle minoranze che chiedeva l’innalzamento della soglia ISEE per l’accesso al voucher scuola e ulteriori misure necessarie a seguito della grave crisi economica, seguito da un altro Odg, il 295, dal titolo “Revisione fascia ISEE per l’assegno di studio e altri strumenti per contrastare la dispersione scolastica”. La carenza di risorse ha rappresentato la motivazione addotta a giustificazione dell’operato della regione, auspicando che fosse il Governo ad intervenire per incrementarle. Oggi si paga il prezzo di quegli investimenti mancati su un comparto così importante come la scuola. Penso che la Giunta piemontese debba smettere di nascondersi dietro a un dito e chiamare in giudizio il governo nazionale ogniqualvolta le minoranze facciano sollecitazioni che riguardano temi primari come scuola e famiglie. La maggioranza si è dimostrata assente per quanto riguarda questioni complesse come queste. Credo si debba fare uno sforzo enorme a livello di governo nazionale ma anche di regioni al fine di ritornare alla normalità garantendo a tutti i nostri ragazzi il diritto allo studio in condizioni di sicurezza e alle relazioni scolastiche e sociali. Questa poteva essere una buona occasione per ripensare il sistema scolastico, in questo modo, però, rischiamo che la mancanza di coordinamento ne provochi invece un peggioramento».

comunicato stampa

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