Il dentista risponde | 30 luglio 2020, 18:00

Gli impianti dentali: i consigli dello Studio Ferri Borgogno di Alba

Alla scoperta della terapia "più affascinante e utile che la ricerca odontoiatrica abbia prodotto negli ultimi trentacinque anni"

Foto di Mudassar Iqbal da Pixabay

Foto di Mudassar Iqbal da Pixabay

Dott. FERRI BORGOGNO cos’è un impianto dentale?
Gli impianti sono dispositivi medici chirurgici che si utilizzano per sostituire i denti persi, al fine di ristabilire una corretta funzione masticatoria, estetica e fonetica.
Generalmente un impianto ha forma cilindrica o tronco-conica e rappresenta il sostituto della radice del dente. Assomiglia ad una vite ed è realizzato in materiale resistente e biocompatibile quale il titanio; la sua superficie subisce dei trattamenti specifici che la rendono ancora più adatta all’instaurarsi di un legame intimo con l’osso, generando il fenomeno della osteointegrazione. Anche il suo contatto è ritenuto di grande importanza.


Quindi, dottore, gli impianti possono essere usati per tutti coloro ai quali manca uno o più denti?
Gli impianti possono essere utilizzati con successo nella maggior parte dei Pazienti.
Esistono però alcune controindicazioni assolute alla chirurgia implantare: in pazienti che presentano patologie generali gravi, quali ad esempio un recente infarto del miocardio, una grave immunodepressione, terapie anti-tumorali, abuso di alcool e droghe, disturbi psichiatrici o altre ancora, l’intervento potrebbe generare una compromissione a carattere sistemico.
Altre controindicazioni relative possono invece essere l’età adolescenziale del Paziente, l’Osteoporosi, il Diabete non compensato ed altre ancora. Queste controindicazioni potrebbero influenzare negativamente il buon esito dell’intervento e addirittura generare la perdita dell’impianto posizionato.
Vi sono poi delle limitazioni legate alla quantità e alla qualità dell’osso disponibile: in assenza di un buon osso si possono valutare tecniche più avanzate come l’incremento volumetrico dell’osso o la sua compattazione. Sono questi interventi che ormai possono risolvere la maggior parte di questi deficit, ma di cui parleremo in una prossima occasione.


Dott. FERRI BORGOGNO, si legge molto di impianti "a carico immediato". Ma cosa significa?
Semplificando molto, tra gli anni ‘80 e ’90, dopo l’estrazione di un dente, si attendevano 6 mesi prima di inserire un impianto (inserzione tardiva) e lo si lasciava ad attecchire seppellito sotto la gengiva per 6 mesi nel superiore e 3 mesi nell’inferiore.
Nella metà degli anni ’90 si è continuato ad attendere 3-6 mesi per l’attecchimento osseo (osteointegrazione), ma lasciando che la gengiva guarisse già intorno all’impianto, evitando un secondo intervento di scopertura implantare.
All’inizio del terzo millennio, in casi selezionati, si iniziò a ridurre i tempi di guarigione post-estrattiva, arrivando, in casi selezionati, ad una inserzione precoce dopo 8-12 settimane e ad un periodo di attecchimento di 5-6 settimane.
Inoltre, anche se i primi tentativi iniziarono già nel 1999, nel 2005 si iniziò, sempre in casi selezionati, ad estrarre il dente e ad inserire immediatamente l’impianto.
Il passo successivo, sempre in casi selezionati, fu l’estrarre il dente, l’inserire immediatamente l’impianto e, entro le prime ore, inserire una protesi fissa provvisoria, direttamente ancorata all’impianto, senza aspettare le settimane iniziali di attecchimento osseo. In sostanza il Paziente che presenta uno o più denti irreversibilmente compromessi, può avere, da subito, nuovi denti protesici fissi provvisori, sostenuti dagli impianti. I Pazienti, che possono usufruire di questa tecnica detta  di “Impianto post-estrattivo immediato con carico immediato”, sono i più contenti perché si tratta di una riabilitazione che restituisce loro immediatamente la funzione masticatoria, la fonetica e l’estetica.


Nel suo studio vi occupate di implantologia? E’ doloroso l’intervento?
L’implantologia è stata per me da sempre materia di grande interesse e me ne occupo personalmente dal 1992. Mi ha affascinato fin da allora perché, dopo aver fatto ogni sforzo per salvare i denti compromessi o perché il Paziente è giunto in visita troppo tardi, a volte si devono estrarre dei denti. In questo caso, per evitare di ricorrere a protesi rimovibili o di protesizzare denti confinanti, magari sani, si può ricorrere all’implantologia per riavere i propri denti fissi.
L‘intervento è sempre eseguito in anestesia locale, quindi per nulla doloroso, inoltre nei casi più semplici si tratta di interventi davvero molto rapidi e con un post-operatorio mite.
Per i casi più complessi e per i Pazienti più timorosi o ansiosi, ci si può avvalere della collaborazione di un professionista specializzato in anestesia che pratica l’ansiolisi, detta anche sedazione cosciente. Il Paziente rimane molto tranquillo, il tempo passa velocemente e, al termine, permane un ricordo piacevole.


Dott. FERRI BORGOGNO, come sempre le chiedo qualche consiglio… .
Tenga conto che la riabilitazione protesica con impianti dentali è considerata attualmente una tecnica valida per ottenere la sostituzione di uno o più denti naturali mancanti e, sempre più spesso, per riabilitare un’intera arcata dentaria.
Tuttavia è imperativo mantenere in salute gli impianti attraverso una scrupolosa e quotidiana igiene orale domiciliare e costanti sedute di igiene professionale.
Sono inoltre fondamentali le periodiche visite di controllo da parte dell’odontoiatra, supportate da regolari controlli radiografici, anche in assenza di sintomi.
I pazienti affetti dalla Parodontite, anche se questa è stata curata prima dell’inserzione di impianti, sono più soggetti a sviluppare una Peri-implantite, ossia un’infezione della gengiva e dell’osso circostanti all’impianto. A maggior ragione questi Pazienti dovrebbero sottoporsi ad uno stretto controllo igienico di cui sopra.
Il fumo non è una controindicazione alla loro inserzione, ma è dannoso per gli impianti, sia nell’immediato post-operatorio, che dopo la guarigione e l’inserzione della protesi.
Gli studi ci dimostrano chiaramente che, i Pazienti che abbinano la scarsa igiene, il fumo e la propensione alla Parodontite, sono quelli che più hanno probabilità di avere nel tempo problematiche implantari di tipo infettivo.
In conclusione l’implantologia, se attuata seguendo i dettami della ricerca scientifica, è la terapia più affascinante ed utile che la ricerca odontoiatrica abbia prodotto negli ultimi 35 anni.


Il dottor MAURO FERRO BORGOGNO, iscritto all’Ordine di Cuneo al numero 00029, e direttore sanitario della struttura, oggi divenuta DENTISTRY FB Srl, riceve previo appuntamento nel suo studio in Alba (Cn), in corso Piera Cillario 8.
Tel. 0173/366.349
Gsm. 331/15.57.768
Web. www.studioferriborgogno.it.

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