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Cronaca | 30 luglio 2020, 10:00

Noto imprenditore cuneese aggredito davanti a casa

Una frase ritenuta sbagliata ha scatenato la violenza di un giovane africano

Noto imprenditore cuneese aggredito davanti a casa

“Fai attenzione, stai andando contromano”.

È bastata questa frase urlata da un noto imprenditore cuneese ad un ragazzo di colore che, a bordo della sua bicicletta lo ha sfiorato rischiando di buttarlo a terra, mentre stava camminando vicino a casa, per scatenare le ire del giovane in bici.

Dopo il richiamo verbale, mentre l’imprenditore camminava verso la sua auto parcheggiata lì vicino, il ragazzo è tornato indietro e lo ha colpito in modo violento sul collo. L’imprenditore, sorpreso di spalle, in un pochi secondi si è ritrovato a terra dolorante.

“Ho immediatamente telefonato al 112 - racconta l’aggredito - per spiegare quello che mi era appena accaduto e dare una sommaria descrizione del ragazzo che mi aveva appena colpito. L’operatore è stato molto gentile ed era anche preoccupato per il mio stato di salute, però non so se la mia segnalazione sia servita ad individuare l’aggressore, perché nessuno delle Forze dell’ordine mi ha raggiunto o anche solo chiamato al telefono per avere informazioni in più”.

“Dopo quattro giorni dall’aggressione ho ancora male al collo e alla schiena ma anche su altre parti del corpo, dove ho battuto cadendo a terra. Non mi sono recato al Pronto Soccorso perché comunque, oltre al dolore, ho capito di non avere nulla di rotto, fortunatamente. Per questo ho preferito non intasare un servizio che in questi ultimi mesi ha vissuto un’emergenza mai vista prima. Mi chiedo però se la stessa cosa fosse accaduta ad una persona anziana, quali avrebbero potuto essere le conseguenze”.

Certo rimane l’amaro in bocca: “Sono stato aggredito in centro città, quando c’era ancora luce, solo perché, rischiando di essere investito ho detto ad un ragazzo di spostarsi con la sua bici perché era in contromano. Assurdo. Eppure devo constatare che sono sempre di più i cuneesi che segnalano situazioni di degrado, piccolo spaccio, comportamenti al limite del lecito. Penso, per esempio, al Movicentro o ai giardini della stazione e mi chiedo se sia così difficile istituire controlli mirati in certe zone, impedire a chiunque, e non ne faccio certo una questione di colore della pelle, di comportarsi in maniera irrispettosa verso le persone e la legge.

Non voglio pensar male e capisco le difficoltà delle Forze dell’ordine impegnate in città, ma non vorrei che Cuneo perdesse il suo primato di tranquillità e sicurezza. Anche perché sono questi piccoli ma significativi episodi che generano nei cittadini insoddisfazione, rabbia ed insicurezza”.

NaMur

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