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Agricoltura | 30 luglio 2020, 17:00

Certificati fitosanitari, serve “snellire le procedure per le aziende della frutta”

Il documento è necessario per chi esporta in un paese extra Ue, ma per ritirarlo bisogna recarsi a Torino o a Verzuolo. Confagricoltura Cuneo ha invitato la Regione a trovare una soluzione

Immagine di repertorio

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La frutta cuneese arriva sui mercati di tutto il mondo dopo attenti controlli che ne provano l’assoluta salubrità e sicurezza.

Lo dimostra, a questo proposito, l’obbligo di accompagnare la merce con un certificato fitosanitario che attesti il rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa in materia degli Stati importatori, se si vuole esportare produzioni vegetali (frutta e ortaggi) in paesi Extra Ue, come richiesto dalla direttiva europea 2000/29/CE e dal Dlg.s 214/2005.

Tale documentazione viene rilasciata dal settore fitosanitario della Regione, ma per il ritiro del certificato le aziende con sedi a Cuneo devono recarsi presso l’Ufficio di Certificazione Fitosanitaria di Torino o alla sede distaccata di Verzuolo. E questa operazione diventa un’incombenza non di poco conto per le imprese del settore, come denuncia Confagricoltura Cuneo.

Siamo nel 2020 ed è francamente incomprensibile immaginare che le nostre aziende, sparse in ogni angolo della provincia Granda, siano costrette nel pieno della stagione a raggiungere Torino o Verzuolo per ritirare un certificato che potrebbero prodursi in azienda dopo adeguati controlli di conformità – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo –. Ciò comporta, in particolari momenti dell’anno, un dispendio di tempo importante che le aziende si potrebbero risparmiare, dedicandolo ad attività più strategiche per il loro sviluppo.

Di questo abbiamo già informato la Regione Piemonte nella persona dell’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa, invitandolo a trovare una soluzione più snella e meno impattante anzitutto per gli operatori del settore, ma anche per l’ambiente se si considera che occorre percorrere ripetutamente centinaia di chilometri per andare a ritirare un semplice modello stampato”.

La vigilanza sull’esportazione viene effettuata dagli ispettori fitosanitari su vegetali e prodotti vegetali comportanti “rischio fitosanitario” al fine di garantirne la rispondenza ai requisiti fitosanitari richiesti dai Paesi importatori.

Le ditte esportatrici che intendono esportare verso uno Stato estero, al di fuori della Unione Europea (paese terzo), vegetali o prodotti vegetali non trasformati, devono richiedere ai Paesi destinatari le informazioni riguardanti i requisiti fitosanitari e le normative attualmente vigenti e sottoporle all’approvazione del Settore Fitosanitario Regionale per la verifica di fattibilità.

Il Settore Fitosanitario, sulla base delle diverse esigenze e della commodity oggetto di esportazione, predispone e applica programmi di controllo e verifica nel rispetto dei requisiti fitosanitari richiesti dalla normativa fitosanitaria dei Paesi importatori.

Rilascia il certificato fitosanitario all’esportazione. La richiesta di certificazione fitosanitaria viene gestita on-line dall’applicativo “certificati fitosanitari” tramite il portale Sistema Piemonte e il ritiro avviene presso gli uffici del Settore Fitosanitario della Regione Piemonte.

 

comunicato stampa

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