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Agricoltura | 29 luglio 2020, 16:28

Il Terre Alfieri ‘conquista’ la Docg: quattro comuni del Roero tra gli 11 del disciplinare

Un traguardo che suggella un percorso iniziato nel 2009 con l’ottenimento della Doc. Nel territorio di produzione anche i territori di Magliano Alfieri, Priocca, Govone e Castellinaldo

Il Terre Alfieri ‘conquista’ la Docg: quattro comuni del Roero tra gli 11 del disciplinare

Con l’ingresso del Terre Alfieri, diventano quattro le denominazioni di origine controllata e garantita tutelate dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Un traguardo che suggella un percorso durato dieci anni, a cominciare dall’ottenimento della Doc nel 2009.

Si tratta di un risultato che impreziosisce non soltanto il novero delle nostre Docg, ma anche il nostro intero panorama vinicolo commenta soddisfatto Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato – Ci auguriamo che il Terre Alfieri possa avere lo stesso successo delle altre nostre denominazioni a origine controllata e garantita come Barbera d’Asti, Nizza e Ruchè di Castagnole Monferrato”.

LE PECULIARITA' DELLA NUOVA DOCG

Il Terre Alfieri, che lega il proprio nome a quello del poeta e drammaturgo astigiano, rappresenta una nicchia enologica di pregevole rilievo. Coltivabile in undici comuni, fra i quali sette in provincia di Asti (Antignano, Celle Enomondo, Cisterna, Revigliasco, San Damiano, San Martino Alfieri, Tigliole) e quattro in provincia di Cuneo (Castellinaldo, Govone, Magliano Alfieri, Priocca), la denominazione esprime la storia e la vocazione di un territorio antico, caratterizzato da peculiarità morfologiche e ampelografiche precise. Le cosiddette sabbie astiane che compongono i terreni, codificate appunto in queste aree per la loro peculiare caratterizzazione, sono un’eredità dell’epoca pliocenica che, nel tempo, hanno permesso di rinvenire numerosi reperti fossili.

In termini enoici, il disciplinare prevede la declinazione della denominazione in due differenti tipologie: Terre Alfieri Arneis e Terre Alfieri Nebbiolo, entrambe caratterizzate da possibili evoluzioni. Nel primo caso, il vino può fregiarsi della categoria Superiore al termine di sei mesi di invecchiamento, per un risultato organolettico più complesso; nel secondo, invece, può acquisire la menzione di Superiore (con 12 mesi di invecchiamento,d ei quali almeno 6 in botte di legno) o Riserva (con 24 mesi di invecchiamento, dei quali almeno 12 in botte di legno), per una versione qualitativa di alto profilo.

“Un plauso particolare lo meritano i produttori, determinati a raggiungere questo obiettivo – ha aggiunto Mobrici – Ma si tratta di un punto di partenza, ora è necessario lavorare per fare in modo di supportare concretamente il valore di una Docg”.

Redazione

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