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Attualità | 24 luglio 2020, 11:12

Ops Intesa-Ubi: Sinistra Italiana teme per le ricadute occupazionali

Sostanzialmente favorevole all’assenso dato dalla Fondazione Cuneo, il segretario provinciale Mario Cravero critica però il silenzio delle istituzioni e della politica

Mario Cravero

Mario Cravero

Mentre si avvia a conclusione l’Ops di Intesa su Ubi – martedì 28 luglio scadono i termini dell’offerta - Sinistra Italiana-Leu torna sulla questione per denunciare il silenzio della politica cuneese su un tema di rilevante importanza per il territorio.

“Sinistra Italiana di Cuneo – afferma il segretario provinciale Mario Cravero - non si è limitata a generici solleciti ed a chiedere informazioni, ma già dal mese di giugno, non solo aveva denunciato l’assordante silenzio della politica locale sull’operazione in corso, ma aveva espresso una sua precisa posizione sul merito stesso dell’Ops. Inoltre – aggiunge Cravero - nei primissimi giorni di luglio, con una interrogazione verbale urgente in Consiglio regionale il nostro consigliere Marco Grimaldi ha portato anche a livello Istituzionale la discussione su un argomento così importante e delicato, interrogazione alla quale ha di fatto “non risposto” l’assessore Andrea Pronzano”.

Sinistra Italiana lamenta poi il fatto che “nessuna posizione esplicita sulla possibile operazione  sia arrivata dalle istituzioni e dal mondo politico locale”.

“Dal momento che non crediamo che in questo caso si possa invocare il classico “silenzio assenso” – rileva Cravero - siamo più propensi a pensare che, per non rischiare di sbagliare cavallo, si preferisca aspettare l’epilogo della contesa per  avere la certezza di schierarsi dalla parte giusta al momento che i  giochi saranno conclusi”.

Sinistra Italiana vede di buon occhio l’adesione di Fondazione Cuneo all’offerta, soprattutto per la maggior reddittività che ne potrà derivare, ma pone anche l’attenzione sugli aspetti occupazionali, che – a partire dal 28 luglio – diverranno oggetto di serrata trattativa sindacale. 

“Molto di più del concetto di “territorialità”
– sostiene ancora Cravero -  devono preoccupare  le possibili ricadute negative sui livelli occupazionali che, nel breve-medio periodo, l’unificazione potrebbe determinare alla luce dei processi di razionalizzazione che normalmente accompagnano tali fusioni. È su questo punto che, a cominciare dalle istituzioni e dalla politica – conclude il segretario -  servirebbe la massima fermezza nel pretendere da Intesa Sanpaolo impegni granitici per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che operano oggi in Ubi o in attività a suo tempo terziarizzate”.

Gpt

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