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Politica | 22 luglio 2020, 07:45

L'ex ministro Enrico Giovannini ai Dialoghi Eula Extra: "L'Italia e Conte si sono fatti cogliere impreparati dal Coronavirus" (VIDEO)

Intervenuto in collegamento nel corso della kermesse della buona politica a Villanova Mondovì, il portavoce di ASviS ha sottolineato: "Avevamo un piano anti-pandemie vecchio di 10 anni e non si è creato un istituto di studio sul futuro". Ampia digressione, inoltre, sull'Agenda 2030

L'ex ministro Enrico Giovannini ai Dialoghi Eula Extra: "L'Italia e Conte si sono fatti cogliere impreparati dal Coronavirus" (VIDEO)

Secondo appuntamento con i Dialoghi Eula Extra dal Comune di Villanova Mondovì, tenutisi nella prestigiosa cornice dell'antica chiesa di Santa Caterina in Villavecchia, dove, nella serata di lunedì 20 luglio 2020, sono intervenuti Enrico Giovannini (in collegamento video), portavoce dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), e Gianni Bottalico, già presidente nazionale e internazionale delle ACLI e attuale responsabile dei rapporti di ASviS con gli enti locali.

Ad aprire l'appuntamento sono stati il vicesindaco di Villanova Mondovì, Michele Pianetta, il presidente della Fondazione CRC, Giandomenico Genta, il presidente della BCC Pianfei e Rocca de' Baldi, Paolo Blangetti, il presidente di Confartigianato Fidi Cuneo, Roberto Ganzinelli, e il vicepresidente della Camera di Commercio di Cuneo, Luca Chiapella, i quali hanno successivamente ceduto la parola agli ospiti d'onore della kermesse.

Giovannini, che è anche ex ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, economista e docente universitario con un passato ai vertici dell'Istat e dell'OCSE e componente della task force per la Fase 2, ha effettuato un ampio e coinvolgente monologo, nel quale ha toccato tematiche di strettissima attualità. Ve ne riportiamo di seguito i passaggi salienti.

"ITALIA IMPREPARATA" "Il 30% delle imprese italiane si domanda se dovrà chiudere e migliaia di famiglie sono bloccate dalla paura. I dati Istat prima della crisi ci dicevano già che 16 milioni di persone erano a rischio povertà e dietro a quei numeri c'erano persone, che si sono palesate improvvisamente quando una crisi come questa ha colpito il nostro Paese, al di là dei danni per le morti. Di colpo l'Occidente ha scoperto che le pandemie non sono qualcosa che riguarda solo l'Asia e l'Africa. In Italia avevamo un piano anti-pandemie vecchio di 10 anni, che aggiornavamo solo cambiando data... Pensate se a ottobre il Governo avesse stanziato 3 miliardi per rischio pandemia: sarebbe stato deriso".

IL "NO" DI CONTE A GIOVANNINI - "Dobbiamo riconoscere una volta per tutte che lo sviluppo costruito negli ultimi anni non era sostenibile. Molti anni fa eravamo stati messi in guardia, ma sembrava troppo bello, facile, ottimale, concentrarsi su un aumento della produzione e su un maggior consumo, perché questo generava tantissime altre cose. Noi italiani non siamo abituati a ragionare in questo modo; infatti, non abbiamo nemmeno un istituto di studio sul futuro. Quando lo proposi al Governo Conte 1, ottenni come risposta che il tema non era interessante".

FUTURO - "Bisogna abbandonare il detto che girava in Italia qualche secolo fa: 'Francia o Spagna, purché se magna!', ovvero l'idea che il nostro futuro sia deciso dagli altri. Dobbiamo battagliare per il nostro avvenire e non consentire ad altri di pilotarlo"

AGENDA 2030 "Quanti di noi la conoscono? Quanti hanno imparato i 17 goal e i 169 target, dei quali 21 hanno a che fare con il 2020 (dimezzare il numero di morti per incidenti stradali e dotare le famiglie di banda larga, tra gli altri)? Pensate se avessimo preso seriamente questi propositi di sviluppo sostenibile... Oggi vivremmo meglio. Certo, non è una passeggiata, perché significa chiedere alla politica di realizzarli".

AMMINISTRATORI PUBBLICI - "Gli amministratori pubblici hanno il compito di attuare l'Agenda 2030. La territorializzazione dell'agenda la rende incredibilmente concreta, ma ognuno di questi soggetti deve rendere sostenibile la propria amministrazione, guardando ai consumi energetici, alla gestione dei rifiuti, e così via. Poi, servirà senza dubbio incorporare l'Agenda 2030 nelle agende politiche territoriali".

LE IMPRESE "Le imprese hanno doppia responsabilità: possono impattare positivamente o negativamente l'ambiente con la loro produzione, ma danno anche lavoro. Bisogna quindi investire in tecnologie e in automazione: basta parlare con i manager dei più grandi fondi di investimento internazionali e nazionali per comprendere quanto sia cresciuta la sensibilità degli italiani durante il Covid-19 di fronte a queste tematiche".

COMUNITÀ - "Nelle comunità si disegna e si realizza il domani. È qui che dobbiamo riconoscere che il nostro benessere non dipende solo dal capitale economico, ma anche da quello umano, sociale e naturale. In questi anni ho lavorato con la Commissione Europea per costruire un intero nuovo approccio alle politiche attorno ai concetti di vulnerabilità e resilienza trasformativa e abbiamo applicato questi princìpi alla base dei provvedimenti del Governo, constatando che la maggior parte di quei fondi è servita per proteggere".

NEXT GENERATION EU - "Ho letto una quantità di sciocchezze su cosa avremmo potuto fare con i fondi europei, fra cui la trasformazione del nostro sistema produttivo secondo il green new deal. Con quei soldi dobbiamo fare formazione, innovazione, lotta alle disuguaglianze: sono questi i grandi capitoli per cui il Next Generation EU possa essere utilizzato".

CONCLUSIONE - In conclusione, Gianni Bottalico ha asserito che "le sfide elencate da Enrico Giovannini devono riguardare tutti noi e ASviS si è data questa missione, tenendo alta la tensione sull'Agenda 2030, rappresentando sui tavoli istituzionali la stessa e cercando di creare divulgazione attraverso momenti di formazione (materiale e corsi e-learning sono disponibili: per ulteriori informazioni, consultare il portale telematico www.asvis.it). Puntiamo altresì a fare anche un'altra cosa molto significativa; infatti, una delle leve importanti che stiamo cercando di esercitare coincide con la territorializzazione dell'Agenda 2030, facendola ricadere sulle nostre azioni quotidiane e sostenendo le amministrazioni da vicino. Noi ci siamo".

Alessandro Nidi

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