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Curiosità | 21 luglio 2020, 18:37

La vacanza ideale? Per The Guardian è nel Roero

Il noto tabloid britannico ha dedicato un articolo online alla bellezza di questo angolo di paradiso

Foto Tino Gerbaldo

Foto Tino Gerbaldo

Bello è bello, anzi bellissimo.

Ma quando abbiamo letto che addirittura il The Guardian ha deciso di far tappa nel Roero per svelare al mondo tutta la suggestione e il fascino che conserva questo angolo di paradiso, l’orgoglio è salito a mille.

Insomma, non c’è bisogno di mettersi in coda sull’autostrada per andare in montagna o al mare. Per il noto Tabloid britannico basta raggiungere la valle a sinistra del Tanaro per vivere la vacanza ideale, in un pacchetto turistico che comprende anche la Val Badia e la costa della Toscana.

Il racconto di Liz Boulter è apparso online il 5 luglio per concentrarsi su un territorio florido e frizzante che sta allargando i suoi orizzonti, grazie a nuovi progetti culturali ed ecco perché una visitina se la merita. Ovviamente l’articolo offre solo un antipasto delle cose da vedere, il resto è tutto da scoprire.

Che cosa fare quindi nel Roero? Seguendo le indicazioni del consorzio turistico locale non possono mancare i must come le Rocche, profonde voragini create dal lento passare del fiume tra le dolci colline. Una magia che raramente si trova in altre zone. Conformazioni che costituiscono un unicum naturalistico (per la geologia e la varietà di piante), scenografico e l’ultimo grande areale tartufigeno. Il terreno sabbioso di origine marina è stato eroso nei secoli dall’acqua, permettendo così la formazione di imponenti e affascinamenti guglie che offrono vedute mozzafiato.

Fin qui l’effetto sorpresa. Poi, essendo anche una zona dalla lunga tradizione reale, si consiglia di non perdere il castello di Monticello, quello di Magliano Alfieri e quello di Govone, oltre a tutti gli altri manieri e fortificazioni, oggi semplicemente visitabili o trasformati in musei o enoteche.

Ma anche i borghi antichi, veri e propri gioielli che si adattano alla perfezione alla dolce conformazione delle colline circostanti. Sono otto e si trovano tutti lunga la linea delle Rocche: Pocapaglia, Sommariva Perno, Baldissero d’Alba, Montaldo Roero, Santo Stefano Roero, Montà, Monteu Roero e Cisterna d’Asti, dove gli appassionati si sfidano a bocce oppure a pallapugno.

A seguire è la volta degli splendidi sentieri che attraversano boschi, vigne, frutteti, castagneti e noccioleti tra scenari unici di questo luogo incantato. Una rete molto sviluppata (oltre 200 km), gestita dall’Ecomuseo delle Rocche, adatta a tutte le attività outdoor e a piedi, oltre che a cavallo e bike. Interessanti le attività proposte dall’Ecomuseo: dalle audioguide ai bio picnic, dalle passeggiate in notturna alla ricerca simulata del tartufo.

Qualche esempio? L’S1, il Grande Sentiero del Roero; il Sentiero dell’Acqua; il Sentiero del Gioco; il Sentiero dei Fossili; il Sentiero dei Castelli. Passi lunghi e ben distesi su e giù, tra fiaba e realtà, lungo un percorso ben segnalato, dove sbagliare strada è quasi impossibile.

Imperdibile il sentiero del miele che si estende nel comune di Montà e permette di addentrarsi tra incantevoli paesaggi e strutture tradizionali, perché il Roero è famoso per la qualità del suo nettare, dai caratteristici profumi di fiori di acacia e nocciola.

Il resto sono chiese, piccole cappelle, spazi rurali ben curati, vigne pettinate, intervallati da qualche noccioleto e con sempre un nuovo paesello all’orizzonte. Il tutto costantemente accompagnato da scorci molto suggestivi. Insomma, un sacco di spunti per il profilo Instagram!

Tra i tanti motivi per visitare il Roero non può mancare la gastronomia. Storia e cultura si fondono sempre con la buona tavola. Nella città di Bra si consiglia di fare scorta della tipica salsiccia. Chi è di Bra può tranquillamente evitare di leggersi la storia, mentre per tutti gli altri facciamo un ripasso sul tema  rispolverando un nostro articolo del settembre 2019.

Quindi, vitello tonnato, battuta di fassona, agnolotti del plin, tajarin, brasato al Barolo. Per finire una torta di nocciole, magari accompagnata con uno zabaione caldo sopra. Il tutto abbinato ovviamente a del buon vino. Meritano un brindisi il Dolcetto, la Barbera, il Nebbiolo. Oppure bianchi come l’Arneis e il dolce Moscato (segnatevi i nomi della cantina Negro e dell’agriturismo Cascina Vrona, celebrate anche in oltremanica).

E poi? Un salto a Pollenzo per visitare la reggia Sabauda, proclamata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO (al pari proprio del Roero), che attualmente ospita l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nata sotto il segno di Slow Food.

Insomma, non ce ne vogliano le Langhe, ma la sinistra del Tanaro per il The Guardian è il cuore di una nuova meravigliosa esperienza made in Italy.

E il Roero ringrazia.


Se siete curiosi di leggere l’articolo completo, ecco le coordinate: https://www.theguardian.com/travel/2020/jul/05/italy-summer-holidays-tuscany-coast-dolomites-piedmont

Silvia Gullino

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