L'Internazionale di Alessio Ghisolfi | 19 luglio 2020, 11:00

BORSELLINO: assassini tra lo Stato?

BORSELLINO: assassini tra lo Stato?

Ci sono uomini che costruiscono le fondamenta di un Paese.

Paolo Borsellino, assassinato quel famoso 19 luglio di tanti anni fa, è l’esempio migliore di questo Paese e come tanti esempi italiani resta purtroppo ancora vittima dell’impunita’

Ormai è  evidente che l’assassinio di Paolo Borsellino, così anche per il Generale Dalla Chiesa, non sia maturato solo a Palermo bensì a Roma.

“Mi rifiuto di credere che a Roma qualcuno non sapesse del progetto di attentato mortale a mio padre” ha da poco dichiarato Rita Dalla Chiesa.

Impossibile che queste operazioni siano state ideate ed eseguite solo da Palermo.Ne era convinta anche Rita Borsellino; quando Giancarlo Caselli mi fece avere il  numero di cellulare di Rita mi sembrò subito una opportunità preziosa e straordinaria.

Senza dubbio la manovalanza nacque in terra siciliana, e lo testimoniano decenni di faticose inchieste della magistratura, ma l’idea è probabile che avesse una matrice romana.

Attualmente si delinea sempre più l’ipotesi di un radicale coinvolgimento di apparati deviati ed entità indubbiamente diverse dalla mafia.

I mandanti occulti di quegli anni vanno rintracciati  tra le mura annesse ai palazzi dei rami del Parlamento?

Chi sapeva o avvallò gli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?

Qualcuno nel caso della nomina Dalla Chiesa sicuramente da Roma impedi’ che lo stesso ricevesse tutti gli strumenti di cui aveva necessità.

Proverbiali già allora le considerazioni di Dalla Chiesa, che oggi si spera trovino le conferme probatorie, alla vigilia dell’attentato:”non chiedo leggi speciali, chiedo solo chiarezza. Chi credesse di combattere la mafia nel solo pascolo palermitano non farebbe che perdere tempo”.

Alessio Ghisolfi

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