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Attualità | 17 luglio 2020, 22:03

RSA e sicurezza sanitaria, l'appello di Giuseppe Panero: "Lasciateci visitare i nostri anziani"

Riceviamo e pubblichiamo

Foto generica - Pixabay

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Gentile Direttore,

le scrivo in qualità di figlio di un ospite in RSA della provincia di Cuneo e chiedo cortesemente ospitalità al Suo giornale per porre all'attenzione dei lettori e delle istituzioni preposte, su un problema che riguarda molte famiglie con congiunti presso le RSA del territorio.

Come ben noto, da fine febbraio, sono state vietate le visite dei parenti agli ospiti delle case di riposo al fine di evitare possibili contagi dal Coronavirus. Con l'attuale riapertura di molte attività nella cosiddetta fase 2, sono già passati molti mesi che non abbiamo contatti diretti con i nostri cari, se non una breve videochiamata di qualche minuto e/o intravederli a distanza di qualche metro dietro plexiglass.  In alcuni casi più gravi, gli ospiti delle RSA non sono in grado di parlare ed hanno difficoltà ad alimentarsi, per cui l'assistenza di un famigliare è determinante per il loro equilibrio fisico oltre che psicologico.

In questi giorni si parla spesso delle restrittive linee guida adottate dalla Regione Piemonte; altro non sono che ulteriori restrizioni per i nostri cari e noi familiari. Molti congiunti sono pieni di turbe psicologiche, hanno bisogno di relazioni umane: non ce la fanno più a vivere in questo lock down che loro non capiscono.

È chiaro che il principio dell'isolamento è stato giustamente imposto nell'esclusivo interesse della salute degli anziani ospiti della RSA per la loro fragilità. Purtroppo in un periodo cosi prolungato, gli effetti collaterali rischiano di essere più dannosi sugli ospiti del rischio di contrarre il virus stesso. Raggiungere un ragionevole compromesso tra queste due esigenze in questo momento sembra la strada ottimale.

Ho scritto ai competenti organi regionali proponendo a esempio, che a partire dai prossimi giorni si potrebbero introdurre visite basate su quattro requisiti:

- accesso limitato ad un solo familiare

- il familiare dovrebbe essere tracciato e dotato di materiale protettivo (guanti, mascherina, eccetera)

- la visita venga limitata ad un tempo massimo di permanenza (es. assistenza al pasto)

- durante la visita ci sia il divieto di accedere a locali comuni.

Abbiamo perso moltissimi dei nostri cari nelle case di riposo a causa della pandemia di coronavirus: non alimentiamo oltremisura questa sofferenza. Con la dovuta responsabilità e cautela, credo sia molto importante fare in modo che gli anziani che sono rimasti con noi vengano gradualmente restituiti alle loro famiglie.

Grazie,

Giuseppe Panero

Al Direttore

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