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Attualità | 14 luglio 2020, 09:15

La possibile revoca della concessione ad Autostrade fa tremare le Fondazioni Cuneo e Torino

Ieri il titolo Atlantia, nel quale Cuneo ha investito circa 50 milioni di euro, ha perso il 15% del suo valore. Per la società, che detiene l’88% di Autostrade per l’Italia, si paventa il rischio default. Oggi si riuniscono il Consiglio dei Ministri e il cda di Atlantia

La possibile revoca della concessione ad Autostrade fa tremare le Fondazioni Cuneo e Torino

Ieri è stata una giornata pesante per il titolo Atlantia: meno 15% .
Dopo l'intervista rilasciata dal premier Giuseppe Conte, nella quale praticamente annunciava la revoca della concessione ad Autostrade, il titolo di Atlantia è sprofondato in Borsa.
Una situazione, in attesa della decisione del governo (il Consiglio dei Ministri è convocato stamani alle 11), che ha gettato nel panico migliaia di piccoli risparmiatori in possesso dei titoli della società e anche i grandi investitori istituzionali.
Tra loro, in prima fila, le Fondazioni Casse di Risparmio di Torino e Cuneo.

Autostrade Italia è posseduta all’88% da Atlantia Spa, società nata nel 2002 che opera nel settore delle infrastrutture autostradale ed aeroportuali.
La Fondazione CrCuneo ha investito in Atlantia 27 milioni e 334 mila euro nel 2016 e 22 milioni e 660 mila euro nel 2017.
Complessivamente, dunque, sono 50 i milioni di euro investiti: il titolo Atlantia  rappresenta il secondo investimento nelle partecipazioni quotate, pari al 26% del totale.
Per quanto riguarda Cr Torino gli investimenti sono ben superiori e costituiscono il 4,8% dell’intero capitale.

Ieri, dopo l’annuncio di Conte, l’azione Atlantia valeva 11,49 euro. Se si considera che il valore più basso (17,77 euro) era stato registrato il 7 settembre 2018, appena dopo il crollo del ponte Morandi, si ha la percezione dell’entità del rischio.

Agenzie e quotidiani economici dicono che è di 19 miliardi l'effetto default che l'eventuale revoca della concessione potrebbe provocare: circa 10 miliardi sono i debiti che la mancanza di risorse dovuta alla riduzione della penale prevista dal Milleproroghe avrebbe su Autostrade per l'Italia, mentre circa 9 miliardi sarebbe l'impatto a cascata su Atlantia.

Importi – dicevamo - in gran parte detenuti da investitori istituzionali e grandi istituzioni finanziarie italiane ed europee, oltre che - per 750 milioni - relativi ad un prestito obbligazionario retail Aspi detenuto da 17 mila piccoli risparmiatori.

L’annuncio di Conte è stato criticato per gli effetti che ha prodotto in Borsa.
Al riguardo, ieri, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha richiesto l’intervento della Consob.
Oggi, martedì 14 luglio, è in programma un cda della società Atlantia per un esame della situazione e per un confronto con il governo, alla luce delle ultime novità che deriveranno dal Consiglio dei Ministri.

Sono giorni difficili per la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, alle prese da un lato con l’Ops di Intesa, dall’altro con questa situazione di estrema incertezza finanziaria.

Giandomenico Genta si trova ad affrontare una fase particolarmente complessa, sia in quanto presidente della Fondazione Cuneo, sia come presidente del Collegio dei revisori di Autostrade per l’Italia.

GpT

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