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Politica | 13 luglio 2020, 08:15

Enrico Costa: “Azione disciplinare nei confronti del giudice che sbaglia”

La proposta di legge dell’esponente di Forza Italia sulla responsabilità dei magistrati raccoglie consensi trasversali. Il Guardasigilli Bonafede apprezza e arriva anche il plauso di Calenda. Prove generali di governissimo sulla Giustizia?

Enrico Costa

Enrico Costa

Per qualcuno si tratta di prove generali in vista di un eventuale governo di larghe intese in autunno.

Per altri, più semplicemente, di un’iniziativa di legge doverosa, dal momento che lo scorso anno lo Stato ha dovuto sborsare complessivamente 45 milioni di euro a titolo d’indennizzo per ingiusta detenzione.

La proposta di legge di Enrico Costa, responsabile Giustizia di FI, martedì arriva in Commissione a Montecitorio ma, a sorpresa, ha già ottenuto un mezzo via libera dallo stesso Guardasigilli Alfonso Bonafede.

Costa, in sintesi, propone, in caso di errore giudiziario, un passaggio disciplinare nei confronti del magistrato.

La proposta sta raccogliendo consensi trasversali, ma trova ovviamente la contrarietà dell’Anm (Associazione Nazionale Magistrati), “perché, nei fatti – afferma il presidente Giuliano Caputo – frenerebbe l’attività della magistratura”.

Costa replica che, a fronte di un errore acclarato, non può essere solo lo Stato a pagare.

“Occorre fare chiarezza – dice - per verificare che l’errore non sia stato determinato da negligenza o superficialità”.

Un tema, quello della Giustizia, irrisolto da tempo e reso di ancor più scottante attualità dal caso di Luca Palamara, dimessosi dalla presidenza dell’Anm dopo uno scandalo ancora tutto da decifrare.

Il deputato forzista riceve l’appoggio anche da Carlo Calenda, leader di Azione.

“Nel caso di arresto ingiustificato – scrive Calenda in un tweet – deve sempre partire un’indagine disciplinare nei confronti del magistrato. La sacrosanta proposta di Costa sarebbe un passo importante verso la civiltà giuridica”.

Un plauso che ad Enrico Costa fa evidentemente piacere sia per il tema in oggetto, sia per l’apertura di credito politico che questo rappresenta.

Il parlamentare monregalese, dopo essere rientrato in Forza Italia, ha ritrovato qui le sue radici svolgendovi funzioni di pontiere, pronto alla chiamata se il Cavaliere ravvisasse la necessità di un “governissimo” in autunno “per il bene del Paese”.

In quest’eventualità, per il gradimento trasversale che la sua proposta sta raccogliendo, Costa si porrebbe in pole per un nuovo incarico di governo.

Se, viceversa, la situazione in Forza Italia dovesse precipitare e malauguratamente il Cavaliere non riuscisse più a contenere la diaspora, potrebbe sempre passare dall’azione sulla Giustizia all’Azione (con la A maiuscola) di Calenda.

GpT

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