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Politica | 10 luglio 2020, 15:28

La Consulta boccia il Decreto Sicurezza: "Per l'ennesima volta, come per la questione Carola Rackete, avevamo ragione noi"

"Il 22 dicembre 2018 in 500 scendemmo nelle vie e nelle piazze di Alba per dire che quella era una legge ingiusta. Ora il pronunciamento della Corte Costituzionale"

La manifestazione albese del 22 dicembre 2018

La manifestazione albese del 22 dicembre 2018

Riceviamo e pubblichiamo.

Per l'ennesima volta, avevamo ragione noi.
Era il 22 dicembre 2018 quando, a pochi giorni dall'approvazione del decreto "sicurezza" voluto da Salvini, in 500 scendemmo nelle vie e nelle piazze di Alba per dire che quella era una legge ingiusta.

Eravamo tra i primi in Italia. Nel mio intervento dissi: "Noi riteniamo che questa legge sia contraria ai principi fondamentali della Costituzione Italiana che all'articolo 3 sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini (e qui la parola cittadini si interpreta in modo estensivo intendendo tutti gli uomini) senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Noi oggi abbiamo deciso di scendere in piazza perché riteniamo che andando contro i principi affermati nella Costituzione, questo decreto sia un passo verso il passato e non verso il futuro".

Oggi, 9 luglio 2020, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il primo decreto sicurezza nella parte in cui vieta l'iscrizione all'anagrafe dei richiedenti asilo. Perché? Perché contrario al principio di uguaglianza sancito all'articolo 3 della Costituzione. Proprio quello che dicevamo noi. Per l'ennesima volta, come per la questione Carola Rackete, avevamo ragione noi.

Governo (maggioranza), vogliamo abrogare questi dannati decreti sicurezza? Non è una questione tra destra e sinistra, ma tra bestie e uomini.

Edoardo Bosio,
Alba

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