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Cronaca | 10 luglio 2020, 15:22

Dopo il video, per Marco Rossi, ex della Monregale, arriva anche la denuncia per diffamazione e propaganda fondata sull’odio razziale

Il giovane 19enne, Rossi, parlando di fronte alla telecamera dello smartphone, si è pesantemente accanito sul colore della pelle di una donna 43enne originaria del Marocco con la quale ha avuto un incidente automobilistico il 14 giugno scorso, apostrofata poi con insulti ed epiteti

Dopo il video, per Marco Rossi, ex della Monregale, arriva anche la denuncia per diffamazione e propaganda fondata sull’odio razziale

Marco Rossi, 19enne ormai ex giocatore della Monregale Calcio, è stato denunciato per “diffamazione aggravata dalla finalità della discriminazione razziale” e “propaganda di idee fondate sempre sulla superiorità e l'odio razziale”.

Il giovane è l’autore del video, razzista e sessista, contro una donna 43enne originaria del Marocco, con la quale ha avuto un incidente automobilistico il 14 giugno scorso. Rossi, parlando di fronte alla telecamera dello smartphone, si è pesantemente accanito sul colore della pelle della donna, apostrofata poi con insulti.

Il video ha sollevato una levata di scudi nazionale: unanimi i commenti di sdegno per il gesto da parte anche di personaggi del mondo dello spettacolo e – anche – da parte di Elena Bonetti, ministro alle Pari Opportunità e alla Famiglia, di Vincenzo Spadafora, ministro dello sport, e di Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che aveva anche invocato l’intervento del Procuratore federale interregionale. Oltre ovviamente al sindaco di Mondovì, Paolo Adriano.

Nel frattempo, la Monregale Calcio, dopo la prima presa di posizione contro il gesto del suo tesserato, visto anche il clamore nazionale che ha suscitato la notizia, ha “immediatamente sospeso il ragazzo da ogni attività sportiva, in attesa di conoscere quali siano i limiti sanzionatori possibili”.

Di pari passo, però, è stata aperta un’indagine e la Digos, dopo i riscontri e gli approfondimenti investigativi del caso, ha denunciato il giovane all’Autorità giudiziaria.

Sono due i reati penali ascrivibili alla condotta del giovane: “diffamazione aggravata dalla finalità della discriminazione razziale” e “propaganda di idee fondate sempre sulla superiorità e l'odio razziale”, sanciti dagli articoli 595 e 604 bis del codice penale.

Ora l'iter passerà in mano all'Autorità giudiziaria.

redazione

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