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Attualità | 10 luglio 2020, 18:52

Pacchetto Mobilità Europeo, Assotrasporti: "Primo passo avanti contro la concorrenza sleale. Ma non è sufficiente"

Secondo Sandiano: "Fino a quando non sarà garantita equità di condizioni di trattamento delle aziende europee sia a livello di costi sia a livello fiscale, il fenomeno del dumping sociale e della concorrenza sleale continueranno a svilupparsi"

Pacchetto Mobilità Europeo, Assotrasporti: "Primo passo avanti contro la concorrenza sleale. Ma non è sufficiente"

Si è concluso positivamente l’iter di approvazione del primo Pacchetto Mobilità per la riforma dell’autotrasporto, che pone un primo freno alla concorrenza sleale. La cuneese Assotrasporti e Azione nel Trasporto Italiano, associazione insieme alla quale già nel 2014 aveva avanzato all’Unione Europea una serie di proposte per la tutela delle aziende italiane, riconoscono che un primo passo in avanti è stato fatto, ma non è ancora sufficiente per contrastare il fenomeno della concorrenza sleale e del dumping sociale.

In seguito alla pesante crisi che aveva investito il settore dell’autotrasporto, in rappresentanza dei nostri soci, nel 2014 avevamo avanzato una serie di proposte all’Unione Europea con l’obiettivo di fermare il fenomeno sempre più dilagante del dumping sociale” dichiara Secondo Sandiano, Presidente nazionale di Assotrasporti e Vicepresidente vicario di Eumove.

Con una lettera inviata all’allora Commissario europeo per l'industria e l'imprenditoria, Antonio Tajani, avevamo presentato diverse criticità e relative proposte per il miglioramento delle condizioni di lavoro nel settore dell’autotrasporto. Successivamente, in seguito all’approvazione della legge francese che vietava la possibilità di effettuare il riposo settimanale regolare a bordo del veicolo su tutto il territorio nazionale e alla pubblicazione della relazione della Commissione Europea sul tema dell’integrazione del mercato interno dei trasporti su strada, avevamo inviato una lettera all’allora Presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, e ai Commissari competenti, per richiedere un loro intervento urgente” aggiunge Sandiano.
 

In accordo con quanto dichiarato dall’Unione Europea, Assotrasporti e Azione nel Trasporto Italiano avevano espresso soddisfazione per quanto proposto dalla Commissione Europea, la quale aveva delineato la giusta strada da percorrere per iniziare a risolvere le criticità del settore. Da sempre favorevoli alle semplificazioni, con l’obiettivo di porre al centro delle riforme il trasportatore, riconoscevamo la proposta di legge francese come una scelta coraggiosa, della quale avrebbe dovuto farsi carico l’Unione Europea stessa per porre un definitivo freno al dumping sociale e alla concorrenza sleale” ricorda Sandiano.

"Rispetto alla riforma attuale, invece, riconosciamo che i tre atti normativi che costituiscono il primo Pacchetto Mobilità appena approvato introducono norme per rendere il settore dell’autotrasporto europeo più equo. In questo momento di profonda crisi dovuta all’emergenza sanitaria per il Coronavirus, l’esito positivo dell’iter di approvazione della riforma europea non può che essere accolto con soddisfazione dalle nostre associazioni. Tuttavia, sottolineiamo che si tratta di un primo passo in avanti nella giusta direzione per la tutela delle aziende, ma non è ancora sufficiente a garantire equità nel settore. Fino a quando non sarà garantita equità di condizioni di trattamento delle aziende europee sia a livello di costi (il costo del lavoro, i premi assicurativi, la tassa di circolazione, l’effettivo pagamento dei pedaggi e del carburante etc.) sia a livello fiscale, il fenomeno del dumping sociale e della concorrenza sleale (anche con delocalizzazione abusiva e improprio utilizzo di fondi comunitari) continueranno a svilupparsi. L’unico modo per combattere questa piaga e ridare ossigeno e futuro alle aziende italiane è quello di metterle in condizione di essere competitive a livello europeo. Su questo tema, oltre alla normativa comunitaria, molto potrebbe fare il nostro governo riconoscendo che l’azienda di trasporto non è un’attività stanziale ma svolge lo stesso servizio indipendente dallo stato dove ha la sede e quindi rendendola competitiva senza costringerla a chiudere o delocalizzare” conclude Sandiano.

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