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Politica | 09 luglio 2020, 11:46

Covid e giustizia: "Ora il ministro Bonafede riapra Alba e gli altri tribunali soppressi nel 2012"

L'assenza di spazi penalizza i tempi delle udienze. Il senatore Marco Perosino tra i firmatari della richiesta di provvedimenti urgenti avanza in un’interrogazione parlamentare in discussione oggi a Palazzo Madama

L'ex tribunale di Alba

L'ex tribunale di Alba

Tocca anche il caso del foro albese l’interrogazione parlamentare con la quale il senatore di Priocca Marco Perosino (Forza Italia) – insieme ai colleghi Bernini, Malan, Perosino, Caliendo, Dal Mas, Ghedini, Modena, Mallegni e Vitali – ha chiamato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a esprimersi sulla possibilità di riaprire i tribunali soppressi con la riforma della geografia giudiziaria del 2012.

Un tema, quello della possibile riapertura dei palazzi di giustizia cancellati dalla revisione voluta dall’allora ministro Severino, tornato d’attualità con l’emergenza Covid e la conseguente necessità di assicurare anche all’ambito della giustizia gli spazi necessari a una ripresa in sicurezza delle attività, da poco ripartite dopo la lunga sospensione dovuta al lockdown.

Nell’interrogazione – cui il ministro sarà chiamato a rispondere col "question time" in programma a Palazzo Madama alle ore 15 di oggi, giovedì 9 luglio – si ricorda come molti tribunali non abbiano locali sufficientemente ampi a garantire la sicurezza di utenti e dipendenti.

Richiamati alcuni provvedimenti di richiamo da parte dell'Ispettorato per la Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri sull'applicazione e sull'osservanza delle norme anti Covid, si chiede quindi l’adozione di "provvedimenti attraverso i quali giungere, in tempi per quanto possibile brevi, alla riapertura dei tribunali soppressi, prevedendo, intanto, l'utilizzo dei loro locali al servizio dei tribunali accorpanti".

"Tali provvedimenti – si fa presente nel testo a firma Perosino – potrebbero essere emanati sulla scorta di quanto disposto dall'articolo 8, comma 4-bis, del decreto legislativo 155/2012, in forza del quale, in via sperimentale, il Ministro della Giustizia può disporre che vengano utilizzati, per il tempo necessario, gli immobili adibiti a servizio degli uffici giudiziari periferici e delle sezioni distaccate soppressi per l'esercizio di funzioni giudiziarie nelle relative sedi".

"Gli accorgimenti relativi alle distanze interpersonali e alla calendarizzazione delle udienze non potranno che rallentare ancora l’attività dei tribunali, aggravando i pesanti ritardi dovuti alla sospensione delle attività nel periodo del lockdown –
commenta l’avvocato Roberto Ponzio, in prima fila nella battaglia combattuta negli anni scorsi per il mantenimento del foro langarolo –. Al di fuori dei campanilismi, è innegabile che il post Covid imponga ora una profonda revisione dei concetti che portarono a quella riforma, senza dire che nell’attuale esecutivo Conte è ancora presente una delle componenti che, nel 'contratto di governo' gialloverde, si impegnarono a rimettere mano a riorganizzazione".

Ezio Massucco

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