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Sanità | 08 luglio 2020, 10:45

In Consiglio regionale botta e risposta tra Marello e Icardi sulla situazione delle visite agli anziani in casa di riposo

L’assessore regionale alla Sanità: “Capiamo il disappunto dei parenti, ma esistono delle precise disposizioni alle quali non possiamo sottrarci. In più dobbiamo considerare che l’epidemia non è ancora finita”. Marello: “Inaccettabile. Ancora una volta è manifesta l’inadeguatezza delle politiche sanitarie di chi oggi guida il Piemonte senza una vera assunzione di responsabilità”

Immagine di repertorio

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In Consiglio regionale, Maurizio Marello ha presentato un’interrogazione a risposta immediata a proposito delle linee guida adottate nelle Rsa per le visite dei familiari.

Lo scorso 18 giugno, infatti, l’assessorato alla sanità della Regione Piemonte ha inviato alle direzioni delle strutture residenziali, sociosanitarie e socioassistenziali, ivi comprese le case di riposo, e alle Asl, le linee di indirizzo per la graduale ripresa delle attività.

In esse, per quanto riguarda le visite agli ospiti, si specifica che devono avvenire esclusivamente previo appuntamento, con programmazione della direzione della struttura e negli spazi pertinenziali e non residenziali o comunque in spazi dedicati con accesso diretto dall’esterno. Nelle linee si puntualizza che è obbligo del direttore della struttura impedire l’ingresso di casi sospetti, probabili, confermati di Covid-19.

Inoltre si disciplinano le modalità concrete degli incontri: disinfezioni delle mani, utilizzo Dpi, distanziamento fisico garantito da barriere fisiche (es. vetro o plexiglass), divieto assoluto di contatto fisico, vigilanza di un operatore.

A tal proposito il Consigliere ha ricevuto una lettera (inviata anche al presidente Alberto Cirio dalla familiare di un ospite di residenza per anziani) molto significativa, che racconta l’odissea affrontata da lei e dai parenti per fare visita alla mamma novantenne.

Marello ha interrogato perciò l’assessore competente: “Risulta evidente – ha spiegato – il paradosso complessivo nella vicenda RSA piemontesi. Adesso di fatto si continua a vietare ai “sopravvissuti” una ripresa delle relazioni affettive con i parenti, condannandoli a protrarre un periodo di solitudine che dura ormai da quattro mesi, con gravi conseguenze sul piano della salute, come viene evidenziato nella lettera.

Si impongono quindi decisioni capaci di contemperare l’esigenza della giusta prudenza onde evitare nuovi focolai di contagio, con quella della salute psichica degli ospiti che ormai si vedono isolati dal mondo e dagli affetti più cari. Determinazioni che mettano veramente al centro la vita degli ospiti”.

Capiamo il disappunto dei parenti per le varie restrizioni, ma esistono delle precise disposizioni alle quali non possiamo sottrarci. In più dobbiamo considerare che l’epidemia non è ancora finita”, è quanto ha risposto invece l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi 

Nell’atto ispettivo, Marello, pur comprendendo la giusta prudenza per evitare nuovi focolai di contagio, si diceva preoccupato anche per la condizione psicologica dei degenti, “che ormai si vedono isolati dal mondo e dagli affetti più cari”.

È giusto considerare i disagi, ma neanche i maggiori esperti sono in grado di fornire certezze. La Regione, alla luce delle indicazioni del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità, deve assumere decisioni di indirizzo sulla base dei dati epidemiologici del territorio. I responsabili delle strutture sanitarie pubbliche e private agiscono invece sulla base della conoscenza delle specifiche situazioni” ha aggiunto Icardi, ribadendo come “sulle Rsa si siano dette e scritte anche tante cose non vere”.

Icardi ha poi spiegato che gli indirizzi non sono legge, per cui possono essere interpretate e adottate a seconda delle specifiche necessità, dopo la valutazione del rapporto rischio-beneficio. “Siamo consapevoli dei disagi, che dovremmo tutti comprendere: non sono fine a sé stessi, ma hanno lo scopo di ridurre il rischio di infezione dei nostri anziani, e saremo i primi, non appena si disporrà di qualche certezza in più, a proporre la riduzione delle misure di protezione” ha concluso.

 

Dall’inizio dell’emergenza Covid l’assessore Icardi ha assunto una posizione ‘pilatesca’ sulle RSA ha commentato in seguito Marello – A marzo diceva che non era competenza della Regione intervenire perché si trattava di strutture private.

Oggi afferma che la Regione ha dato delle linee di indirizzo per le visite dei familiari, ma che le decisioni in merito competono alle direzioni delle strutture.

È francamente inaccettabile. Ancora una volta è manifesta l’inadeguatezza delle politiche sanitarie di chi oggi guida il Piemonte senza una vera assunzione di responsabilità. E a pagare sono sempre i più fragili”.

 

 

 

 

redazione

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