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Agricoltura | 08 luglio 2020, 19:00

Vino, Coldiretti Cuneo: "Urgenti interventi straordinari ad hoc per il nostro territorio"

La Regione intervenga presso il Ministero per la vendemmia verde selettiva. Perdite fino all’80% col lockdown

Vino, Coldiretti Cuneo: "Urgenti interventi straordinari ad hoc per il nostro territorio"

Cogliere i reali bisogni delle imprese vitivinicole cuneesi e ottimizzare le fonti di finanziamento. E’ quanto stila Coldiretti tra le attività primarie da attuare per il difficile momento che continua a vivere la vitivinicoltura Made in Cuneo che, messa a dura prova dall’emergenza Coronavirus, ha registrato perdite fino all’80% a causa del blocco dell’export e dei canali di ristorazione.

E’ urgente che la Regione si faccia portavoce a livello nazionale con il Mipaaf affinché vengano tenute presenti le peculiarità del nostro territorio e i produttori cuneesi possano beneficiare della vendemmia verde selettiva visto che già restiamo fuori dalla vendemmia verde e dalla distillazione di crisi. Nella nostra provincia si producono solo vini di alta qualità che rientrano tra le Docg o le Doc: non è corretto, quindi, generalizzare gli interventi a discapito delle imprese vitivinicole che, nonostante le difficoltà del periodo, non hanno smesso di lavorare e di produrre le eccellenze che ci consentono di essere conosciuti anche oltre i confini nazionali.

“Come abbiamo già ribadito, serve un’attenzione particolare per il comparto vitivinicolo cuneese, come è stato fatto per altri settori – commenta Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo -. Oggi più che mai, riteniamo che le risorse assegnate al Piemonte, in capo al Programma Nazionale di Sostegno, possano essere un ottimo portafoglio solo se verranno rimodulate, tenendo conto di questa evenienza particolare. E’ necessario, però, anche sostenere, con massicci investimenti pubblici e privati, la ripresa delle esportazioni con un piano straordinario di comunicazione sul vino che – prosegue Moncalvo – rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero Made in Italy, alimentare e non. In gioco c’è la sopravvivenza di 6.500 imprese vitivinicole della Granda, con oltre 16.000 ettari di superficie vitata e una produzione di quasi 1 milione di ettolitri”.

Comunicato stampa

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