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Attualità | 07 luglio 2020, 19:15

Stamperia Miroglio, i sindacati: "Timori da tempo, ma nessuno si attendeva una decisione così grave"

Nel pomeriggio lungo confronto tra i vertici aziendali e i rappresentanti dei 151 addetti ancora in forza allo storico stabilimento: "Abbiamo espresso all’azienda la nostra assoluta contrarietà a questo tipo di percorso. Ora la priorità è salvare l’occupazione"

Stamperia Miroglio, i sindacati: "Timori da tempo, ma nessuno si attendeva una decisione così grave"

Sino a pochi minuti fa era ancora in corso l’incontro che dal primo pomeriggio di oggi, martedì 7 luglio, ha visto di fronte i vertici della Stamperia di Govone Srl e i rappresentanti sindacali dei 151 addetti ancora in organico presso lo storico stabilimento Miroglio, attivo da quarant’anni lungo la Strada Statale 231, a poche centinaia di metri dal confine tra le province di Cuneo e Asti.

Un confronto che ha visto l’amministratore delegato di Miroglio Textile Alberto Racca informare i sindacalisti Angelo Vero (Cisl), Maria Grazia Lusetti (Cgil) e Vito Montanaro (Uil), oltre alle Rsu di stabilimento, circa la decisione con cui il consiglio di amministrazione dell’azienda ha disposto il fermo della produzione e la contestuale messa in liquidazione della società, dopo mesi nei quali l’emergenza Covid era già stata causa di un forte rallentamento delle attività e di un ampio ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti.

"E’ innegabile come i timori sul futuro e le prospettive del sito fossero all’ordine del giorno da tempo – ci spiega il rappresentante Cisl Angelo Vero, da noi raggiunto telefonicamente in una pausa del confronto –. Parliamo di una realtà che da tempo vive seri problemi di mercato, tant’è che nel giro di pochi anni i suoi addetti sono passati dai 398 del 2006 ai 151 di oggi. E che intanto ha ridotto la propria produzione dai 24 milioni di metri di tessuto del 2011 ai 7,8 dell’ultimo anno, accumulando perdite che l’azienda ha quantificato per lo stesso periodo in 50 milioni di euro".

"E’ ovvio quindi che tra delegati e lavoratori non mancassero elementi di preoccupazione, per una situazione evidentemente aggravata dall’emergenza sanitaria. Ma nessuno di noi aveva pensato che l’azienda arrivasse a una decisione così grave come quella di mettere in liquidazione la società. Una decisione che non ci dà alternative…".

"Da parte nostra –
continua Vero – abbiamo espresso la nostra assoluta contrarietà al tipo di percorso avviato con questa scelta. E’ chiaro che ora si tratta di fare tutte le valutazioni del caso e come ogni considerazione sia al momento prematura. Certamente il nostro primo obiettivo è quello di salvare l’occupazione, in tutti i modi possibili, secondo modalità che metteremo sul tavolo a partire dal prossimo confronto con la proprietà. Per adesso ci siamo presi il tempo per tenere un’assemblea coi lavoratori. Confidiamo di poter tenere un secondo incontro entro la fine della settimana".

Intanto, fanno sempre sapere i sindacati, con la scelta comunicata oggi il consiglio di amministrazione della Stamperia Srl ha nominato un professionista, individuato nella figura di Gianluca Cairo, quale liquidatore della società. Toccherà a lui, insieme alla proprietà e ai rappresentanti dei lavoratori, confrontarsi sul destino degli addetti ancora in capo al sito produttivo govonese, intanto attesi da un periodo di quattro settimane di cassa integrazione ordinaria Covid.

Entrato in funzione nel 1980, fino a ieri lo stabilimento Miroglio di Govone veniva presentato dal gruppo tessile albese come "la più grande stamperia in Europa con 64.000 m² di superficie, più di 3.500 disegni elaborati ogni anno e una capacità produttiva di circa 10 milioni di metri di tessuto". Con la Stamperia, sotto il cappello di Miroglio Textile, figura anche la Sublitex di strada Tagliata ad Alba, mentre gli altri rami della multinazionale langarola sono quelli rappresentati dalle note linee di moda riunite nella Miroglio Fashion, operative nel quartiere generale di via Santa Barbara ad Alba, e dai magazzini logistici della M2Log, attivi tra Pollenzo e Castagnole delle Lanze.

Redazione

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