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Agricoltura | 07 luglio 2020, 07:30

I Tesori della Terra a San Bernardo di Cervasca dove l’agricoltura solo bio viaggia insieme all’inclusione sociale (FOTO)

La Cooperativa nata all’inizio degli Anni Duemila dal sogno dei due soci fondatori, Livio Bima e Dario Manassero, ora, presieduta da Maurizio Bergia, impiega una trentina di lavoratori e aiuta nel percorso di inserimento le persone svantaggiate. Nell’eco-stalla vengono allevate una settantina di mucche Pezzate Rosse, il cui latte è quasi totalmente trasformato in yogurt nel caseificio del quale è responsabile Fabrizio Oggero. Sui venticinque ettari di terreno affittato si coltivano i foraggi necessari ad alimentare gli animali e alcuni tipi di verdura. Ma grazie a due giovani, Giulia, figlia di Livio, e Davide, a partire da quest’anno un ettaro è dedicato a tante varietà di ortaggi venduti anche al mercato di Cuneo

Dario, Davide, Giulia, Fabrizio e Livio davanti alla sede della Cooperativa I Tesori della Terra

Dario, Davide, Giulia, Fabrizio e Livio davanti alla sede della Cooperativa I Tesori della Terra

Lungo la provinciale che da Cuneo conduce a Caraglio, all’altezza della rotonda al confine tra il Comune capoluogo della “Granda” e quello di Cervasca, si svolta a destra. Dopo poco più di un chilometro percorso lungo una strada stretta, ma immersa nella natura, si arriva, in frazione San Bernardo, alla sede della Cooperativa Agricola Sociale I Tesori della Terra. Ad attenderti ci sono tante sorprese: tutte piacevoli da scoprire.

Adesso la Cooperativa, presieduta da Maurizio Bergia, è ben strutturata con una trentina di lavoratori, coltiva 25 ettari di terreno in affitto a foraggi e verdura, alleva una settantina di mucche di razza Pezzata Rossa il cui latte viene trasformato nel caseificio principalmente in yogurt con 5 cinque marchi dalle caratteristiche diverse: I Tesori della Terra; Famù; Cascina Bianca; Byo+ e BioMu. A cui si aggiungono il burro e alcuni formaggi. Il responsabile di quest’ultima struttura è Fabrizio Oggero, 42 anni. Tutti i prodotti sono rigorosamente biologici. Inoltre, c’è il maneggio e vengono aperte le porte per le scuole nella Fattoria Didattica.

Il traguardo, però, è stato raggiunto giorno dopo giorno realizzando, con coraggio e molta fatica, il sogno che i due soci fondatori della Cooperativa - Livio Bima, nato nel 1960, geometra, e Dario Manassero, 54 anni, maturità scientifica - immaginavano già a partire dagli Anni Ottanta: quando ancora lavoravano ognuno per conto proprio in due aziende vicine, ma diverse.

Entrambi figli di contadini, la passione per l’agricoltura ce l’avevano nel sangue. Tuttavia con un valore aggiunto: coltivare la terra e allevare animali applicando il metodo bio che allora iniziava a muovere i primi passi e offrire alle persone svantaggiate e con difficoltà di qualsiasi tipo un’occasione di inserimento sociale attraverso l’ingresso nel mondo del lavoro. Aiutandole a essere protagoniste del percorso e, con il tempo, a raggiungere, pur seguite, un’autonomia nella gestione delle attività quotidiane. Una sorta di “naturale e sociale” frutto dello stesso impegno.

Mettendo in pratica il cammino portato avanti da don Oreste Benzi fondatore, nel 1968, della Comunità Papa Giovanni XXIII e di cui Livio e Dario hanno sempre fatto parte.  

I PRIMI PASSI DEL PERCORSO

Anni Ottanta. Livio costruisce una struttura rurale vera e propria con già un caseificio all’ombra del campanile nella frazione di San Bernardo. Nel 1990 si sposa con Daniela.

Dario, accanto a dove c’è ora la sede dei Tesori della Terra si dedica all’agricoltura, ma dà anche vita a una Casa Famiglia. Nel 1994 si sposa con Rosanna. Le due mogli, pur non essendo coinvolte in modo diretto nell’attività agricola, svolgono un ruolo fondamentale nella vita e nel lavoro dei mariti sia prima che dopo la nascita della Cooperativa Agricola, avvenuta all’inizio degli Anni Duemila.

Dicono Livio e Dario: “Se non ci fossero state loro a supportarci, sopportarci e a collaborare in modo costante e su tutti gli aspetti da soli non ce l’avremmo fatta”.  

METTERE INSIEME BIOLOGICO E INCLUSIONE SOCIALE

Siamo all’inizio degli Anni Duemila. Livio e Dario capiscono che, pur collaborando, ma seguendo ognuno la propria strada, per loro diventerebbe sempre più difficile realizzare quel sogno già praticato da molti anni di costruire un modello di produzione biologica sostenibile con l’inclusione sociale.

Allora mettono insieme le due aziende e fondano la Cooperativa Agricola I Tesori della Terra. Come sede, che è quella di adesso, viene scelta l’area nella quale opera Dario. Da subito prende forma il nuovo caseificio, che sostituisce quello esistente di Livio. Il latte prodotto dalle mucche diventa yogurt messo in commercio inizialmente sul territorio e, adesso, in tutta Italia. Una parte trova sbocco nel punto vendita FaMù di San Defendente di Cervasca gestito non dalla Cooperativa, ma da un’altra struttura commerciale.

Nei terreni si coltivano i foraggi per gli animali e, da alcuni anni, in sette ettari dei venticinque totali a disposizione soprattutto zucchine, pomodori, peperoni e fagioli smerciati all’Agrifrutta di Peveragno e, poi, con il passare del tempo, ad alcuni negozi.

Nel 2013 viene costruita l’eco-stalla, la prima in Italia, dove le Pezzate Rosse possono vivere in condizioni di maggiore benessere rispetto alle strutture tradizionali. “E’ stata realizzata - spiegano Livio e Dario - con il metodo della de-costruibilità: cioè tutti i materiali utilizzati, quando si decidesse di smantellarla, possono essere riciclati. Non c’è alcuna parte in cemento. E le mucche vivono su una lettiera naturale con molta superficie nella quale muoversi: una trentina di metri quadrati per capo”.  

Intanto cresce anche il progetto di inserimento nelle attività delle persone svantaggiate. In quest’ottica, sempre nel 2013, I Tesori della Terra diventa una Cooperativa Agricola Sociale. Ufficializzando ciò che Livio e Dario mettevano in pratica da tre decenni. Nel tempo sono state accolte e inserite nel mondo del lavoro oltre 200 persone con difficoltà di vario genere. “Dal 2015 - precisano - c’è anche una Legge dello Stato che conferisce all’agricoltura sociale il suo valore con dei principi di base. Le norme attuative sono state delegate alle Regioni. Purtroppo il Piemonte non le ha ancora individuate”.      

GIULIA E DAVIDE CON LA COOPERATIVA IL RAMO: PRODURRE E VENDERE ORTAGGI DI TANTE VARIETA’ ANCHE AI MERCATI DEL MARTEDI’ E DEL VENERDI’ IN PIAZZA SEMINARIO A CUNEO

Un paio di anni fa entrano in Cooperativa Giulia, figlia di Livio, studi da educatrice e Master in Sostenibilità Socio-ambientale delle Reti Agroalimentari all’Università di Torino, e Davide Crema, originario di Varese, laurea in ingegneria a Milano e servizio civile e volontariato svolti ad Haiti. Entrambi del 1991. “Con il loro arrivo - dicono Livio e Dario - abbiamo lasciato lo spazio a nuove idee e sperimentazioni”.

Dei sette ettari totali riservati agli ortaggi, uno è occupato da numerose varietà di verdure coltivate sempre utilizzando il metodo biologico e seguendo il ciclo delle stagioni.

Giulia: “Per consolidare il progetto dell’agricoltura sociale, attraverso gli inserimenti delle persone svantaggiate, che già I Tesori della Terra faceva da tempo, abbiamo costruito un vero e proprio orto di un ettaro di cui si occupano principalmente loro. Così da responsabilizzarle di più. Sono una quindicina, turnano e fanno parte di un'altra Cooperativa Sociale: Il Ramo di San Rocco di Bernezzo. In parte le colture vengono vendute all’Agrifrutta, nel punto vendita FaMù e ad alcuni negozi”.

Poi, c’è il nuovo percorso. “Infatti. Da alcune settimane la Cooperativa “Il Ramo” è titolare di una licenza commerciale per la vendita dei prodotti nostri, e quelli sempre bio di altre Cooperative Sociali della Comunità Papa Giovanni, ai mercati del martedì e del venerdì in piazza Seminario a Cuneo. Me ne occupo io e a volte qualcuna delle ragazze mi accompagna. E’ straordinario vederle all’opera e come chiacchierano con i clienti”.

Cosa significa questa esperienza? “In passato mi ero già occupata di vendita in alcuni negozi. Ma questa è diversa. Vuol dire parlare con le persone e avere l’opportunità di presentare il progetto di agricoltura sociale a tutto tondo e nel quale noi crediamo fortemente. Rappresenta una bella soddisfazione. Con l’obiettivo futuro di aprire sempre di più le porte della Cooperativa a chi vuole venire a visitarla, per far conoscere la nostra realtà direttamente sul posto e spiegare come lavoriamo”.

Il motivo della scelta? “Ho studiato a Torino e fatto altre esperienze nel sociale come educatrice. In particolare con una Cooperativa di Villar San Costanzo che si occupava di accoglienza dei migranti. Quando ho deciso di tornare a vivere qua con i miei genitori ho riscoperto la bellezza della terra e ho visto la possibilità, all’interno della Cooperativa, di creare altro lavoro per le persone svantaggiate. Dando gli strumenti in grado di aiutarle a costruirsi una loro dimensione”.

Perché comprare i vostri prodotti? “Per la qualità, con il valore aggiunto del sociale. E la freschezza di quanto vendiamo: infatti molte colture le raccogliamo al mattino prima di andare al mercato. Con l’obiettivo di offrire un prodotto, sano, genuino e appena staccato dalla pianta”.

Davide: “Durante la permanenza ad Haiti ho capito che l’agricoltura è un settore fondamentale per la società. Lì ho anche scoperto di avere la passione di lavorare la terra. A quel punto avevo due scelte: rimanere in quel posto e costruire qualcosa di concreto o tornare in Italia e cercare di capire come si poteva migliorare il modo di vivere. I miei genitori, attraverso amici comuni della Papa Giovanni, sapevano dell’esistenza dei Tesori della Terra. Sono venuto a fare esperienza e non tornerei più indietro. Questo percorso mi ha letteralmente affascinato”.

Per ulteriori informazioni sul progetto si può visitare il sito al link (clicca qui).  

IL POLLAIO MOBILE

Davide sta anche portando avanti il suo progetto, per il momento ancora agli inizi, del pollaio mobile.

Racconta: “Nei mesi passati ho letto diversi articoli sull’abbinata mucche-galline: cioè dopo il pascolo delle prime, il razzolare delle seconde negli stessi posti porta loro molti benefici a livello di nutrimento. Approfondendo ancora il tema ho scoperto l’esistenza del pollaio mobile: in pratica un pollaio su ruote dove le galline vanno a riposare e che può spostarsi nel campo. In modo da offrire loro la possibilità di cibarsi nel modo più naturale possibile. Avendo in previsione di attuare il pascolo libero per le mucche, allora durante il periodo della quarantena ho cominciato a realizzare la struttura con materiali di riciclo recuperati in azienda. Nello spazio attorno ci sarà una rete elettrificata, il cui funzionamento è regolato da un sistema per l’apertura e la chiusura crepuscolare in base alla luce del giorno. Così, quando è attiva, le galline sono protette da eventuali predatori. Vorremmo affidare la gestione del progetto agli stessi ragazzi che si occupano dell’orto”.     

I PROBLEMI DA AFFRONTARE

Livio e Dario: “Le difficoltà burocratiche che, spesso, ti richiedono degli impegni pesanti. In particolare nel ciclo produttivo del biologico. Non si può pensare per tutto di autocertificarti, ma una semplificazione di molte procedure sarebbe auspicabile. Bisogna dedicare troppo tempo a degli aspetti che hanno poco a vedere con la produzione di un cibo sano. Poi, le ore di lavoro: quando abbiamo iniziato ci eravamo prefissati di dedicare alla Cooperativa, dopo alcuni anni, dieci ore al giorno e di prenderci un riposo settimanale. Non ci siamo ancora riusciti adesso. Infine, tra i problemi c’è anche il clima che, negli ultimi tempi, non aiuta l’agricoltura”.   

LE SODDISFAZIONI CHE TI FANNO ANDARE AVANTI

“Siamo partiti - sottolineano Livio e Dario - senza risorse economiche e solo con il nostro lavoro per sostenerci. Abbiamo inseguito un sogno coraggioso e lo abbiamo realizzato.  Adesso la cooperativa ha una trentina di dipendenti, ma soprattutto ha offerto una prospettiva a molte persone svantaggiate. La nostra sfida è stata quella di riuscire a dare dignità nel mondo del lavoro a persone che, di solito, ne sono escluse. Producendo, trasformando e commercializzando eccellenze solo e sempre biologiche”.  

QUALITA’, SICUREZZA ALIMENTARE E AMBIENTE

Livio e Dario: “Già quarant’anni fa la comunità scientifica avvertiva di prestare maggiore attenzione all’ambiente perché, non considerando alcune regole generali, i primi a pagarne le conseguenze saremmo stati noi umani. La Natura, infatti, ti presenta sempre il conto. Negli ultimi anni la sensibilità delle persone su questo aspetto è cresciuta. Per cui qualità e sicurezza alimentare vogliono dire ricreare l’equilibrio tra le esigenze dell’uomo e quelle dell’ambiente attorno. Che non sono in contrapposizione: anzi, o si va avanti insieme oppure non c’è speranza. Evitando di prendere delle scorciatoie nel produrre. Per fortuna, a livello di ricerca e dal punto di vista pratico sono stati fatti dei passi in avanti”.  

Dopo la visita ai Tesori della Terra torni a casa rigenerato. Lì davvero si possono trovare, in un unico magico contenitore, eccellenze straordinarie per sapore e genuinità e l’amore di chi le produce con la sapienza contadina di un tempo: quando dalla terra prendevi quanto ti poteva offrire. Senza forzature.

Quando poi a portare avanti il percorso ci sono anche persone svantaggiate orgogliose di quanto fanno è la dimostrazione concreta che sviluppo, economia e solidarietà possono coesistere: anzi, rappresentano una perla preziosa di arricchimento sociale e culturale per tutti. Lavorando bene, lavorando insieme.             

Sergio Peirone

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