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Cronaca | 03 luglio 2020, 07:58

Migranti della frutta, dopo l’operazione delle Forze dell’ordine, tornano nel parco Gullino di Saluzzo: allontanati dalla Polizia

Ieri sera, una ventina di aspiranti stagionali sono tornati nell’area verde, dopo che il mattinata 133 migranti erano stati trasferiti in diversi Comuni, dando attuazione all’ordinanza del questore di Cuneo, Emanuele Ricifari

Migranti nel parco Gullino di Saluzzo - Immagine di repertorio

Migranti nel parco Gullino di Saluzzo - Immagine di repertorio

Il parco Gullino di Villa Aliberti, a Saluzzo, è tornato a “popolarsi” di migranti della frutta ieri sera (2 luglio), intorno all’ora di cena. Una ventina di aspiranti braccianti sono tornati all’interno dell’area verde, in pieno centro cittadino, poche ore dopo che il parco era stato liberato, con un’operazione interforze coordinata dalla Questura di Cuneo.

I migranti, però, sono stati nuovamente allontanati dall’area dagli uomini della Questura stessa, sul posto con le Volanti e la Squadra Mobile della Polizia di Stato che, come ci è stato confermato, presidieranno ancora per giorni l’intera zona.

Nella mattinata di ieri, le Forze dell’ordine erano entrate in azione poco dopo le 6. Nel parco erano stati “fermati” 133 persone, sottoposte a screening sanitario e a controlli sia sui permessi di soggiorno che sugli eventuali contratti attivi. Dalle verifiche, condotte da emergenza sanitaria, Questura, Ispettorato del lavoro e Arma dei Carabinieri (Nucleo tutela del lavoro) non erano emerse particolati criticità.

Sui 133 controllati, nessuno ha manifestato sintomi sospetti legati all’epidemia da Covid-19. In 3, invece, sono risultati irregolari, e destinatari quindi del “foglio di via”, con l’intimazione a lasciare il territorio nazionale.

Alla fine dell’operazione, però, tutti i migranti del parco Gullino sono stati trasferiti in vari Comuni della zona: 3 a Manta, 4 a Verzuolo, 3 a Costigliole, 10 a Villafalletto, 20 a Busca, 33 a Lagnasco, 10 a Revello, 14 a Savigliano, 3 a Pagno. I restanti, una trentina di giovani, sono stati alloggiati invece nella “casa del custode”, nei pressi del cimitero di Saluzzo.

Con l’operazione di ieri, le Forze dell’ordine hanno dato attuazione dell’ordinanza firmata dal questore di Cuneo, Emanuele Ricifari. All’interno del provvedimento, le decisioni assunte dalla Prefettura, di concerto con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il questore ha emanato l’ordinanza, rivolta a tutti i sindaci del territorio ed alle Forze dell’ordine.

Per ciò che concerne i sindaci, in qualità di autorità di pubblica sicurezza locali, la Questura ha chiesto di far pervenire, in tempi brevi, le aree da destinare, in caso di necessità, alla temporanea sosta dei lavoratori stagionali, specie quelli con contratti di lavoro in essere nei rispettivi territori, e le aree (come previsto dalla legge) destinate a eventuali emergenze di Protezione civile.

Per ottenere una rapida risposta dalle Amministrazioni locali, la Questura ha rimarcato che – anche in assenza di indicazioni – i lavoratori sarebbero comunque stati destinati nei vari comuni.

Ecco perché, ieri mattina, i 133 migranti della frutta sono stati trasferiti anche in Comuni che non hanno in alcun modo sottoscritto il protocollo d’intesa per la gestione dei migranti impegnati nella stagione agricola.

Giunti a destinazione, alcuni di essi hanno espressamente dichiarato di voler tornare a Saluzzo. Nella serata di ieri – infatti – ci sono state persone che hanno scelto di ritornare al parco Gullino ma, come anticipato, sono state allontanate dalla Polizia.

Nicolò Bertola

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