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Cronaca | 02 luglio 2020, 09:44

Assolto trentenne a processo per presunte molestie sulla figlia della ex

Denunciato dalla madre della ragazzina, era stata proprio lei a scagionarlo

Foto di repertorio

Foto di repertorio

A discolpare l’imputato era stata la stessa presunta vittima che nel 2018, all’epoca dei fatti, aveva 13 anni. La ragazzina aveva infatti detto che quella notte nella casa del nonno in un paese vicino a Cuneo, dove si era fermata a dormire, non ci furono né baci né palpeggiamenti, ed era stata lei a dirgli di andarla a svegliare al mattino presto.

Era stata invece la madre - in seguito costituitasi come parte civile con l’avvocato Cinzia Mansueta Mureddu - dell’adolescente a denunciare il suo ex compagno sostenendo di aver trovato l’uomo, che occasionalmente aiutava nel lavoro il nonno della ragazzina, accanto al letto di lei in atteggiamenti equivoci, e per questo motivo aveva chiamato i carabinieri.

Giudicato a porte chiuse per la minore età della persona offesa, lo stesso pm Carla Longo aveva chiesto per l’imputato l’assoluzione dal reato di atti sessuali con minorenne, aggravate dall'abuso di relazioni domestiche o di ospitalità. La tredicenne visitata in ospedale risultò anche negativa ad un rapporto sessuale. Anche il nonno ha confermato che il giovane aveva dormito in una stanza diversa.

Ieri il trentenne è stato assolto, perché il fatto non sussiste, anche dall’imputazione di corruzione di minorenne. Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe inviato un video pornografico alla ragazza via Whatsapp. Lui aveva sostenuto che sarebbe stata lei a chiedere che glielo mandasse perché incuriosita dopo aver visto il giorno che il giovane e il fratello maggiore di lei stavano guardando qualcosa sul telefono.

Fabrizio Di Vito, avvocato difensore dell’uomo, dopo la lettura della sentenza assolutoria ha così commentato: “Sono molto soddisfatto perché restituisce dignità e rende giustizia al mio assistito, nel lungo calvario giudiziario, per un accusa estremamente grave. Attendo, in ogni caso, di conoscere le motivazioni ”.



Monica Bruna

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