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Cronaca | 01 luglio 2020, 18:49

Bra, il “caso Borrelli” scuote il Pd e la politica provinciale

La vicenda dell’assessore braidese, raggiunto da un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha lasciato di sasso il suo partito che prima di esprimere giudizi e assumere decisioni vuole però capirne di più

Bra, il “caso Borrelli” scuote il Pd e la politica provinciale

Massimo Borrelli,  42 anni, dipende di Slow Food, già vicesindaco di Bra, e attuale assessore con deleghe a Mobilità sostenibile, Trasporti pubblici, Turismo e Promozione del territorio, Grandi eventi, Sport, Ambiente e Gestione dei rifiuti e Igiene, è un esponente di primo piano del Partito Democratico Cuneese.

La notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia ha suscitato sconcerto e incredulità nel suo partito e nel mondo politico provinciale.

Al momento dal Pd nessuno vuole rilasciare dichiarazioni. Le poche sensazioni che trapelano sono all’insegna del possibile errore giudiziario, ma anche in questo senso nessuno vuole sbilanciarsi pubblicamente se non nel ribadire fiducia nei confronti della persona. Un avviso di garanzia, come dice la definizione stessa, è atto giudiziario a tutela del soggetto a cui la magistratura comunica che sta vagliando la sua posizione in merito a determinati comportamenti con eventuale rilevanza penale. Tuttavia, i meccanismo della giustizia cono congegnati in modo tale che è l’interessato a dover dimostrare la propria estraneità ai fatti. 

A maggior ragione se si tratta, come in questo caso, di un personaggio pubblico. Chi ha memoria storica ricorda come, agli inizi degli anni ’90, quando scoppiò il caso Tangentopoli, un avviso di garanzia comportava, per l’opinione pubblica, la pressochè automatica condanna e la conseguente estromissione dalla vita pubblica di amministratori o personalità politiche. È una premessa doverosa per dire che il “garantismo” è d’obbligo e non può essere declinato a corrente alternata.

Il giovane assessore braidese, che era stato in ballo con Gianni Fogliato per la candidatura a sindaco di Bra lo scorso anno, fa parte di quella generazione di quarantenni che, nel Pd, è da anni impegnata sul fronte amministrativo.

Ma il ruolo di Borrelli è stato anche politico, non soltanto amministrativo.  Nel dicembre 2012, in vista delle elezioni politiche del febbraio 2013, era stato tra i 7 candidati alle primarie Pd, risultando quinto a livello provinciale con 896 voti, preceduto da Patrizia Manassero, Mino Taricco, Chiara Gribaudo e Marta Giovannini. La candidatura alla Camera, sfumata in quella circostanza, l’aveva poi ottenuta nel 2018 con la quarta posizione nel listino proporzionale nel Collegio Piemonte 2.

GpT

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