/ Economia

Economia | 29 giugno 2020, 06:40

Legalizzazione degli incontri a pagamento e diritti delle lavoratrici del settore: qual è lo stato d’arte?

Alcune escort continuano ad operare come avvenuto durante il lockdown, cercando di intrattenere i clienti tramite videochiamate o webcam

Legalizzazione degli incontri a pagamento e diritti delle lavoratrici del settore: qual è lo stato d’arte?

Tra le tante battaglie civili relativi ai diritti delle persone, una, probabilmente, è passata decisamente in secondo piano, anche se merita di essere trattata e portata all’attenzione pubblica come qualsiasi altra: la lotta alla discriminazione di chi opera nel mondo degli incontri a pagamento. Un passo indispensabile per garantire parità di diritti anche alle lavoratrici di questo settore: fare la Escort Cuneo, o in qualsiasi altra città italiana, non dovrebbe essere un elemento discriminatorio.

L’argomento della legalizzazione della prostituzione, d’altro canto, è vivo e acceso nel nostro paese, ancora fermo ad una legge, la Merlin del 1958, che dovrebbe essere rivisitata in base a quanto avvenuto negli ultimi decenni: con l’avvento di Internet, grazie ad alcuni operatori seri e rispettosi della dignità delle lavoratrici di questo settore, il mondo del sesso a pagamento è radicalmente mutato. E spesso, si è dimostrato un ottimo deterrente al proliferare della prostituzione in strada.

La maturità mostrata dalle escort ai tempi del covid

Al di là delle personali convinzioni di ciascuno in materia di legalizzazione, un elemento, però, dovrebbe essere condiviso da qualunque soggetto: il rispetto delle donne che, per necessità o scelta, decidono di intraprendere questa professione. Attualmente, però, non sempre è così: a testimoniarlo sono i numerosi report redatto da diverse ed importanti associazioni no-profit, che puntano alla decriminalizzazione della prostituzione per tutelare adeguatamente le lavoratrici e fornire alle stesse gli stessi diritti degli altri lavoratori.

D’altro canto, anche le associazioni delle escort chiedono, ormai da svariato tempo, di poter aprire una propria partita IVA, per pagare le tasse come qualsiasi altro cittadino ed usufruire degli stessi diritti, obblighi e doveri. In Italia, al momento, nulla si muove. Un riconoscimento di questo lavoro, oltre potenzialmente a garantire preziose entrate alle deficitarie casse dello stato, potrebbe risultare prezioso anche dal punto di vista sanitario.

Ed in una fase storica come quella attuale, contrassegnata dall’emergenza sanitaria, i controlli medici per le lavoratrici di questo settore dovrebbero essere all’ordine del giorno: dopo la prima fase emergenziale, molte donne hanno ripreso ad esercitare la propria professione, cercando di reperire autonomamente i dispositivi di sicurezza individuale, modificando, in alcuni casi, anche la metodologia del proprio lavoro.

Alcune escort, infatti, continuano ad operare come avvenuto durante il lockdown, cercando di intrattenere i clienti tramite videochiamate o webcam. Altre, invece, hanno ripreso ad incontrare i clienti attuando, però, alcune precauzioni: da chi rileva la temperatura con il termo scanner o richiede l’esito del test sierologico piuttosto che il tampone, a quelle che si concedono solo in alcune specifiche modalità per non esporsi al rischio di contrarre il virus.

Il riconoscimento dei diritti individuali non è più rimandabile

Nel mondo delle Escort, il senso di responsabilità, nella maggior parte dei casi, non è mancato. Ma è innegabile affermare che, perlomeno in questa fase post-emergenziale, un maggiore controllo a livello sanitario sarebbe stato decisamente opportuno a tutela della salute pubblica. Non essendo una professione legalmente riconosciuta, nessun passo, in tal senso, è stato mosso in questa direzione.

Il riconoscimento dei diritti, inoltre, non può essere ricondotto alle sole Escort: dovrebbe riguardare quelle donne che, talvolta costrette da associazioni criminali senza scrupoli, esercitano la propria professione nei marciapiedi italiani. Queste donne, infatti, sono quelle maggiormente colpite dalla discriminazione attorno al mondo della prostituzione, che mette nell’ombra le storie e le necessità di queste donne e ragazze.

Ed in questo caso, purtroppo, si parla di veri e propri diritti alla sopravvivenza ed al rispetto della persona in quanto tale. Il tema della legalizzazione della prostituzione, nonostante le vedute differenti, resta di grande attualità. E se lo si vuol rimandare a data da destinarsi, non si può fare altrettanto in merito ai diritti - economici, morali o etici che siano - delle donne che, quotidianamente, operano in questo settore.



Richy Garino

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium