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Agricoltura | 23 giugno 2020, 07:30

Nella frazione Spinetta di Cuneo Fabio e Gianluca coltivano verdura e frutta biologica e dal sapore unico (FOTO)

La loro azienda “Le radici della natura” è nata nel 2001: un percorso frutto di un pizzico di incoscienza iniziale, ma infarcito poi da tante soddisfazioni. Si occupano di due ettari di terreno: uno anche a Mellana di Boves da dove è partita l’avventura. Hanno diciotto serre. Vendono tutto l’anno nei due mercati di piazza Seminario a Cuneo e d’estate anche in quello di Limone. Tra i clienti ci sono molti francesi. I loro prodotti li garantiscono per qualità, sicurezza alimentare, genuinità e freschezza. Dicono: “Li mangiamo noi nel campo e lo può fare chiunque in qualsiasi momento”

Gianluca e Fabio al lavoro nella serra delle zucchine a Spinetta

Gianluca e Fabio al lavoro nella serra delle zucchine a Spinetta

Spinetta di Cuneo. Dalla rotonda collocata al centro della frazione si svolta a destra in via Gauteri. Poco oltre la struttura del molino Cometto, al numero 49, c’è la sede dell’azienda agricola “Le radici della natura”. La gestiscono, senza l’aiuto di collaboratori e totalmente con il metodo biologico, Fabio Lusso, diploma di geometra, e Gianluca Massucco, titolo scolastico di perito meccanico. Entrambi nati nel 1977.  

Il loro percorso è frutto di un pizzico di incoscienza iniziale, ma infarcito poi da tante soddisfazioni. Raccontano: “Siamo sempre stati amici e invece di svolgere il servizio militare abbiamo scelto quello da obiettore di coscienza. Tornati non avevamo ben chiaro su quale lavoro buttarci. Si è presentata l’occasione di affittare, a Mellana di Boves, una piccola cascina nella quale vivere. I proprietari ci hanno chiesto se volevamo anche l’ettaro di campi attorno. Abbiamo detto: proviamoci”.

E’ il 2001. Fabio e Gianluca non hanno idea di come si coltivi un terreno. Però la determinazione è tanta: costituiscono subito l’azienda e ottengono la certificazione biologica. “Siamo partiti veramente da zero come esperienza - affermano - perché i nostri genitori non avevano mai lavorato la terra. All’inizio chiedevamo informazioni in giro e andavamo avanti per tentativi”. 

La produzione, venduta nei due mercati di Cuneo, è limitata. Di conseguenza, devono svolgere altri lavori per integrare il reddito. Come il muratore o il cameriere nei ristoranti. Ma passo dopo passo la passione per il mestiere agricolo cresce.

Nel 2003 la svolta: “Ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: o continuiamo seriamente e ci dedichiamo anima e corpo a questa attività oppure cambiamo strada”.

Decidono per i campi. Il problema, a quel punto, è di dare una struttura più consolidata all’azienda. Gianluca è proprietario di un ettaro di terreno in via Gauteri, proprio dove ora c’è la sede dell’impresa, che ben si presta a essere coltivato. “A Mellana affittavamo, quindi ci pareva un poco azzardato realizzare delle serre. E, comunque, a Spinetta il terreno era logisticamente più facile da gestire e irrigare”.

Fabio e Gianluca lì ci collocano i primi impianti coperti, che adesso sono diventati diciotto. Però mantengono ancora la superficie disponibile a Mellana dove mettono a dimora i prodotti che non necessitano di protezioni. “Quest’anno abbiamo comprato un ettaro di terreno confinante con l’altro di Spinetta. Stiamo decidendo se spostare tutto qua o proseguire anche con le coltivazioni a Boves. Vedremo. Non abbiamo schemi di base: è tutto un work in progress”.

Alla domanda tornereste indietro rispetto alla scelta effettuata la risposta è chiara: “Assolutamente no”.

In via Gauteri, accanto alle serre, una decina di anni fa Gianluca ha costruito l’abitazione nella quale vive. Fabio, invece, risiede sempre in frazione, ma in un’altra casa distante qualche centinaia di metri.  

LE PRODUZIONI TOTALMENTE BIOLOGICHE

Fabio e Gianluca producono, a Spinetta e Mellana, più o meno tutte la varietà di verdure che possono essere coltivate in Piemonte. Ma seguendo il ciclo delle stagioni. Non vendono ortaggi la cui crescita avvenga al di fuori dei ritmi dettati dalla natura. E propongono anche alcuni tipi di frutta come le fragole, i mirtilli e i lamponi. Inoltre, hanno degli alberi di mele. Il tutto prodotto con il metodo biologico.

“Una scelta fatta fin dall’inizio - affermano - perché, oltre a tutelare l’ambiente, ci siamo imposti da subito di poter mangiare nel campo la coltura coltivata. Lo facciamo noi, ma lo potrebbe fare qualsiasi altra persona. Anche un bambino. E’ un orto responsabile di cui garantiamo la qualità e la sicurezza alimentare. In assoluta trasparenza. Non solo per il fatto di adottare i metodi biologici, ma per l’essere coscienti che chiunque, in qualsiasi momento, può staccare un frutto dalla pianta e gustarselo o raccogliere una verdura e cucinarla senza problemi. Il biologico, però, dal punto di vista produttivo vuol dire avere uno scarto maggiore rispetto all’agricoltura tradizionale”.

Aggiunge Fabio: “Mia sorella non poteva mangiare fragole perché pensava di essere intollerante. Da quando le abbiamo in coltivazione lo fa senza lavarle e va tutto bene. Quindi non era un’intolleranza al frutto, ma ai prodotti con cui venivano trattate”.  

Cosa significa nel concreto produrre con questo metodo? “Bisogna attenersi a dei protocolli rigidissimi - spiegano i due imprenditori agricoli - che non ammettono l’uso di sostanze chimiche: dalla concimazione al contrasto delle infestanti e dei parassiti. L’erba dove si può viene estirpata con i mezzi meccanici. Usiamo i teli in nylon o biodegradabili per non farla sviluppare, ma nella parte pre-forata dove crescono le piante la togliamo a mano. Poi, tenendo fra le serre un certo tipo di prato si favorisce la presenza degli insetti utili che combattono quelli dannosi. Bisogna creare un equilibrio armonico tra le varie coltivazioni. E anche le coperture servono a proteggere. Infine, facciamo la rotazione delle produzioni per avere sempre il terreno fertile e nelle condizioni ottimali”.

La vostra è un’attività continua? “Praticamente dodici mesi all’anno. Non è come la monocoltura che dopo la raccolta hai terminato tutti gli interventi. Avere tanti tipi di verdure e di frutta richiede impegno, ma ti dà il senso delle stagioni, capisci le esigenze delle diverse piante e ti stufi anche di meno perché cambi sempre il lavoro”.   

LA VENDITA SOLO DI PRODOTTI FRESCHI

Nel primo periodo delle serre, a Spinetta, Fabio e Gianluca conferiscono i prodotti anche a una cooperativa. Poi fanno la loro scelta. Solo più due mercati fissi - il martedì e il venerdì in piazza Seminario a Cuneo - e uno estivo: il giovedì da luglio a settembre a Limone, quando in paese c’è la piena presenza turistica. “Vendiamo solo la nostra verdura e la nostra frutta. Siamo realmente produttori agricoli. E la qualità è anche garantita dal fatto che smerciamo solo ortaggi e frutti freschi raccolti il giorno prima. E li vendiamo solo al mercato: in azienda non si può comprare. Anche i nostri amici - soprattutto alcuni che hanno il ristorante - se vogliono i nostri prodotti devono acquistarli al banco”.

I mercati non sono pochi per rendere l’azienda sostenibile a livello economico? “E’ il massimo che si può fare in due persone, perché poi ci vogliono i tempi per portare avanti l’intero ciclo produttivo: lavorare il terreno; posarvi sopra i teli per limitare la crescita dell’erba; piantare; irrigare; raccogliere. Va bene così”.

Il rapporto con la clientela? “Venti anni fa, all’inizio, era un poco diffidente. Poi, con il passare del tempo, si è creato un rapporto di fiducia. E ci ha aiutato molto il passaparola delle persone che venivano a comprare. Adesso l’80% è rappresentata da clienti fissi. E abbiamo come acquirenti diversi francesi che, nei giorni precedenti il mercato, ci ordinano la frutta e la verdura, magari anche per i figli e i vicini di casa, e dopo vengono a ritirarla al banco”.

Perché dovrebbero acquistare i vostri prodotti? “Perché sono fondamentalmente diversi dagli altri. Li certifichiamo in quanto li mangiamo noi e volendo senza lavarli. Per assurdo abbiamo un amico che ci dice: non compro i vostri piselli, in quanto hanno troppo il gusto di piselli. Questo dovrebbe rendere l’idea sulla genuinità di quanto proponiamo”.  

LE SODDISFAZIONI

Fabio e Gianluca: “La più grande è quella di poter toccare con mano il percorso di crescita del prodotto: dal vederlo nascere fino ad arrivare al frutto e, quindi, alla sua vendita. Sapendo che abbiamo gestito tutto noi. E poi c’è anche la soddisfazione di arrivare la sera a casa stanchi, dopo tante ore di lavoro, ma non annoiati in quanto, ogni giorno, si impara sempre qualcosa di nuovo. A cui si aggiunge la gioia del cliente che ti dice di aver comprato un prodotto dal sapore unico”.  

I PROBLEMI

“La fatica fisica certamente - dicono i due agricoltori - insieme alla difficoltà a ritagliarti dei momenti liberi, in quanto, volendo, avresti lavoro sette giorni su sette. Poi il clima non aiuta, soprattutto quando devi fare i conti con i fenomeni devastanti che ti scoperchiano le serre. E non puoi fermarli. Ma, forse, è il brutto, ma anche il bello di questo lavoro, perché magari poche ore dopo la bufera splende il sole e il cielo si tinge di un azzurro meraviglioso”.  

LE PROSPETTIVE PER IL FUTURO

Fabio e Gianluca: “Comprare attrezzature nuove che ci aiutino a semplificare il lavoro: soprattutto quello da svolgere a mano. E l’abbandono del terreno di Mellana. Anche se non abbiamo ancora preso la decisione. Non programmiamo mai a lungo termine: viviamo, se non proprio alla giornata, guardando appena il mese che abbiamo davanti. L’azienda potrebbe impiegare una persona in più. I costi, tuttavia, sono proibitivi. E per farlo devi ingrandirti e frequentare più mercati. Per il momento preferiamo rimanere strutturati in questo modo. Andando la sera a coricarci stanchi, ma sereni”.  

COSA CHIEDERE ALLE ISTITUZIONI

“Più aiuti alle aziende giovani - sottolineano Fabio e Gianluca -  ma veramente giovani e di prima costituzione. Non quelle che passano di padre in figlio. Noi non abbiamo mai preso un contributo, lavorando sempre con i nostri soldi guadagnati giorno dopo giorno. Il perché lo possiamo spiegare raccontando il nostro inizio. Nel 2001, a 24 anni, avevamo fatto la richiesta per l’insediamento. Chi più di noi avrebbe avuto le carte in regola per ottenere dei finanziamenti? Al contrario, in Regione ci hanno riso in faccia e detto: “ma cosa volete, siete destinati a chiudere tra qualche mese”. Invece, a distanza di venti anni siamo ancora qua. Orgogliosi di quanto abbiamo fatto”.  

IL DOPO COVID-19: "BISOGNA CREDERE IN UN FUTURO MIGLIORE DI PRIMA"

Fabio e Gianluca: “Il nostro settore ha sempre potuto lavorare, anche se noi, nei mesi passati, abbiamo incontrato molte difficoltà a reperire i materiali. Come i nylon per le serre o quelli da stendere sul terreno. Però siamo stati accompagnati dalla fortuna che i mercati di Cuneo sono rimasti aperti. Pur, nel periodo più critico, con meno affluenza di persone. Adesso va meglio. Di conseguenza, bisogna essere ottimisti e credere in un futuro migliore di prima”.  

Fabio e Gianluca sono la dimostrazione concreta di come, con l’impegno e la volontà, si possano raggiungere dei grandi risultati. La loro voglia di fare bene, di coltivare in modo consapevole, di offrire solo prodotti sani, naturali, genuini, si coglie in ogni parola e in ogni gesto del lavoro. E i clienti li hanno premiati.

La frase “Andiamo a coricarci la sera stanchi, ma sereni” è la più bella soddisfazione di un percorso che li porterà ancora lontano.      

Sergio Peirone

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