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Politica | 21 giugno 2020, 07:32

Fratelli d’Italia: la campagna acquisti si estende al centrosinistra

Nel 2017, alle amministrative di Cuneo, il partito di Giorgia Meloni aveva ottenuto appena 248 voti (1,03%). Ora, dopo tre anni, annovera due consiglieri nella città capoluogo di provincia. Li ha strappati uno a Forza Italia e l’altro ai Moderati, riuscendo così ad ottenere lo stesso numero di rappresentanti della Lega, che di voti ne aveva conseguiti 1515 (6,34%)

Da sinistra, Paolo Bongioanni, Monica Ciaburro e William Casoni, esponenti di spicco cuneesi di Fratelli d'Italia

Da sinistra, Paolo Bongioanni, Monica Ciaburro e William Casoni, esponenti di spicco cuneesi di Fratelli d'Italia

Dopo aver saccheggiato Forza Italia e condotto più di un’incursione nel campo della Lega, le pattuglie di William Casoni, all’insegna di quello che era il motto della X Mas “Memento audere semper”, hanno deciso di sconfinare nel campo del centrosinistra partendo da Cuneo.

Approfittando del malpancismo dell’avvocato Alberto Coggiola, eletto nella fila dei Moderati, sono riusciti a sedurlo e a portarlo in Fratelli d’Italia a fianco di Massimo Garnero (fratello della senatrice Daniela Santanchè), eletto consigliere comunale nella lista di Forza Italia, partito di cui era allora segretario provinciale.

L’offensiva di FdI arriva dunque nel municipio del capoluogo di provincia rubando a Mimmo Portas quell’uomo per il quale il leader dei Moderati aveva fatto fuoco e fiamme quando il sindaco Federico Borgna gli aveva sbarrato l’ingresso in giunta.

Per Casoni si tratta di un’operazione “garibaldina” (absit iniuria verbis), finalizzata a riscattare il flop delle ultime comunali.

In quella circostanza, Fratelli d’Italia era risultata la lista fanalino di coda tra quelle in competizione: solo 248 voti (1,03%), un’onta visto che Casapound l’aveva battuta per 27 voti.

In politica, di questi tempi, tre anni equivalgono ad un’era geologica, fatto sta che Fratelli d’Italia può ora costituire un gruppo consiliare e con quell’infimo 1% si aggiudica due rappresentanti in Consiglio.

Un gran bel colpaccio, se si considera che la Lega con 1515 voti (6,34) conta lo stesso numero di consiglieri e il “camerata-nemico” Beppe Lauria, con 1534 consensi personali, siede in Consiglio da solo.

Tutto da interpretare poi il passaggio del “moderato” Coggiola al partito della destra sovranista, a dimostrazione di come in politica non ci si debba mai stupire di nulla.

È verosimile che la campagna di FdI, forte dei sondaggi che indica il partito in continua crescita, non si fermi qui.

Curioso l’aspetto che per la prima volta l’offensiva sia stata estesa anche al campo avverso, ottenendo un successo che Casoni si appunterà al petto come medaglia al valore.

La tattica guerrigliera dei “Fratelli” fa da contraltare all’immobilismo di Forza Italia che, al confronto, appare come un pugile suonato ed incapace di reagire.

La Lega – il vero obiettivo di FdI – si crogiola sugli allori del 2019 ostentando indifferenza, nonostante i sondaggi qualche campanello d’allarme lo stiano suonando.

Se fino a questo momento i pezzi da novanta forzisti non hanno ancora traslocato è solo perché aspettano di vedere quel che farà il presidente della Regione Alberto Cirio.

Casoni e il suo staff possono godersi le vittorie di queste battagliole fino a quando Cirio non deciderà di passare armi a bagagli a Fratelli d’Italia.

Se questo succederà in autunno – come si vocifera – si tratterà di un’Opa che il governatore forzista eserciterà su FdI in pienezza portando con sé tutte le truppe cammellate albesi e non soltanto quelle.

A quel punto la golden share del partito passerà nelle sue mani sotto la regìa (velata ma nemmeno troppo) di quel Guido Crosetto senza il quale i “Fratelli” sarebbero ancora a leccarsi le ferite dopo la Waterloo cuneese di tre anni fa.

Giampaolo Testa

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