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Agricoltura | 16 giugno 2020, 07:30

A San Benigno di Cuneo Alex e Sara Parola, 37 e 31 anni, gestiscono il loro prezioso vivaio “Il Tiglio” (FOTO)

Nella cascina “Le Torrettine”, costruita dai nonni attorno al 1930, e poi curata da papà Aldo, dal 2016 seminano e coltivano sotto serra o con le protezioni antigrandine piantine da orto, fiori e piante ornamentali occupando due giornate piemontesi di terreno. Ne producono 400 mila esemplari ogni anno di almeno 200 differenti varietà. Li aiutano due dipendenti stagionali e, quando possono, i genitori. Vendono esclusivamente in azienda. Trascorrere alcuni momenti nella loro struttura è davvero un piacere che riempie il cuore di emozioni

Alex e Sara Parola nella serra dei gerani dai colori particolarmente intensi

Alex e Sara Parola nella serra dei gerani dai colori particolarmente intensi

Lungo la circonvallazione che da Cuneo conduce a Saluzzo, un chilometro dopo la frazione di San Benigno, in via Villafalletto, 227, c’è l’azienda agricola orto-floro-vivaistica “Il Tiglio”. Dalla carreggiata stradale si legge ancora, davanti a una serra all’interno del complesso rurale, lo storico cartello indicatore dell’attività condotta dalla famiglia Parola.

Ma dal 2016, oltre a cambiarle il nome, dei lavori se ne occupa l’ultima generazione: Alex, 37 anni, qualifica professionale in meccanica, e la sorella Sara, nata nel 1989, diploma magistrale. Li aiutano due dipendenti a chiamata a seconda delle esigenze stagionali e, quando possono, danno loro una mano i genitori.

La cascina con l’abitazione, che tutti chiamano “Le Torrettine”, in quanto si trova a poca distanza dalla più antica struttura agricola delle “Torrette”, la costruiscono attorno al 1930 i nonni, Pietro ed Elvira. Allevano bovini di razza piemontese e coltivano mais, grano e foraggio per alimentare mucche, tori e vitelli. A inizio Anni Ottanta subentra come titolare papà Aldo, del 1954, mentre mamma Vilma, nata nel 1957, ha sempre svolto altre mansioni.

Aldo prosegue con gli animali e le colture dei nonni ancora per qualche tempo, ma la carne bovina sta attraversando anni difficili. La situazione lo convince a cambiare strada. Si dedica allora alla produzione di verdura sotto serra. Intanto soprattutto Alex e, poi, Sara, quando diventano più grandi, d’estate, durante la pausa scolastica, incominciano a impratichirsi con il mestiere.

La svolta avviene a fine Anni Novanta: papà Aldo sperimenta in una piccola struttura coperta la coltivazione di fiori e piantine da orto. Spiega Alex che, in quel periodo, pur andando ancora a scuola, piano piano si sta inserendo sempre di più nell’attività: “Mettendo un cartello sulla strada in cui si indicava, a chi era di passaggio, che l’azienda aveva disponibile anche quella produzione siamo riusciti a vendere tutto per l’intera stagione. Quel successo inaspettato ha spinto mio padre a cambiare radicalmente l’attività dalla coltivazione di verdura al vivaismo. Anche perché la vendita degli ortaggi era in mano ai grossisti che ti ritiravano il prodotto, ma al prezzo imposto da loro. Da quel periodo ci siamo dedicati solo più alla cura di fiori e piantine. Sviluppando l’azienda in quella direzione”.

Perché la scelta di questo mestiere? Alex: “Io e Sara siamo sempre vissuti qua.  La mia è stata una decisione maturata nel tempo acquisendo, però, con il passare degli anni, la consapevolezza di svolgere un lavoro che mi ha dato e continua a darmi molte soddisfazioni”.

Invece, per Sara? Risponde: “All’inizio, subito dopo la scuola, ero un poco titubante. Poi mi sono convinta, in quanto ho capito che mi piaceva parlare con le persone che vengono in azienda e lavorare soprattutto con i fiori. E poi ho potuto continuare la tradizione di famiglia”.

Alex e Sara: “Nel percorso dobbiamo ringraziare tantissimo i nostri genitori che ci hanno sostenuto durante il periodo iniziale della partenza e ancora adesso ci danno consigli e ci aiutano. Non torneremmo più indietro nella nostra decisione”.

La loro azienda l’hanno chiamata “Il Tiglio” perché nella struttura rurale, tra l’abitazione e le serre, i genitori, quando è nata Sara, hanno piantato un tiglio che ora svetta nella sua maestosa bellezza.    

LA PRODUZIONE

Alex e Sara gestiscono l’attività occupando due giornate piemontesi di terreno di proprietà della famiglia. Nelle cinque serre coperte producono le piantine da orto e i fiori e in altre sei protette dalla rete antigrandine crescono le piante ornamentali. In tutto almeno duecento varietà diverse. Per quanto riguarda le piantine da orto acquistano i semi che interrano nei piccoli cubetti di plastica. Dopo un mese vengono trapiantate e trascorsi altri trenta giorni sono pronte per la vendita. I fiori e le piante ornamentali arrivano in azienda sotto forma di talee all’interno di appositi contenitori. Alex e Sara le mettono a dimora in vasi più grandi. Anche per i fiori servono un paio di mesi prima del loro smercio. Le piante ornamentali invece hanno bisogno del tempo di radicarsi bene. Quando c’è la sicurezza che sopportino il travaso si possono proporre al cliente.

Curate delle varietà vivaistiche particolari? “A ogni stagione, nei tre settori produttivi, abbiamo delle novità da offrire perché bisogna andare incontro alle richieste sempre diverse del mercato. Quest’anno, ad esempio, abbiamo lanciato la petunia ricadente che si sviluppa a forma di cuscino anziché a cascata”.

Quanti prodotti vendete in una stagione? “Tenendo conto che effettuiamo la prima semina delle piantine da orto a metà gennaio e l’ultima verso il 15 dicembre, evitando l’operazione durante la settimana del mese in cui arriva la luna nuova, con la lavorazione dei fiori e delle ornamentali raggiungiamo le 400 mila unità. Adesso, ad esempio, finita la stagione dell’orto abbiamo disinfettato la serra e già piantato i crisantemi. E’ praticamente un ciclo continuo di preparazione del terreno e poi di produzione”.     

LA QUALITA’ COME FOSSE BIOLOGICA

Alex e Sara: “La qualità innanzitutto la si ottiene con dell’ottimo terriccio in cui far crescere le piante e i fiori del vivaio. Servono inoltre una buona concimazione e dei trattamenti preventivi fogliari per far sì che i prodotti non siano oggetto di malattie. Così da poterli vendere sani e robusti in modo che soddisfino il cliente e lo mantengano affezionato alle nostre proposte. Pur non avendo la certificazione biologica, usiamo, però, prodotti consentiti da quel metodo. Una garanzia in più per quanti acquistano nella nostra azienda”.

Perché dovrebbero comprare i vostri fiori e le vostre piante? “Lavoriamo con tanta passione, curando ogni piccolo dettaglio del percorso produttivo. E un fiore o una pianta coltivata con passione rappresenta sempre un buon prodotto”.  

LA VENDITA

L’azienda “Il Tiglio” vende esclusivamente nella sede di via Villafalletto, 227, in frazione San Benigno di Cuneo. La clientela è costituita al 90% da privati che curano l’orto o vogliono abbellire il giardino o i balconi delle loro case. La restante parte dello smercio avviene a condomini, bar, ristoranti ed Enti pubblici.  

SODDISFAZIONI E PROBLEMI

“Le soddisfazioni - affermano Alex e Sara - sono tantissime perché piantare il seme, veder crescere la piantina e poi proporla al cliente oppure avere la serra piena di fiori pronti per essere acquistati è bellissimo. Una gioia enorme. I problemi sono legati al rendere sostenibile l’azienda a livello economico. I costi aumentano, mentre i prezzi di vendita, per continuare a essere competitivi, devi contenerli in tutti i modi. E non è un’operazione facile. Anzi”.  

LE PROSPETTIVE FUTURE

Alex e Sara: “Cerchiamo sempre di abbellire e modernizzare le serre per riuscire a coltivare il numero maggiore possibile di prodotti vivaistici, mantenendo, tuttavia, inalterata la loro qualità. Ci piacerebbe anche migliorare il sistema di irrigazione. Adesso usiamo quello a goccia con i beccucci per ogni esemplare, ma poter disporre di vasche con pochi centimetri di acqua, da riempire e scaricare facilmente, nelle quali sistemare dei bancali su cui appoggiare i vasi rappresenterebbe già un bel passo in avanti per facilitare il lavoro. Certo, poi, il top sarebbe avere per l’intero vivaio delle centraline automatizzate grazie alle quali programmare gli interventi a seconda delle necessità”.     

LE RICHIESTE ALLE ISTITUZIONI

“Chiediamo - sottolineano i due giovani imprenditori - di aiutare di più le piccole aziende, diminuendo alcuni costi. Ad esempio abbiamo già anche pensato di ingrandire l’azienda aggiungendo delle serre, ma occorrerebbe altro personale. In questo momento è impossibile assumere perché non riusciremmo a coprire le spese. I costi sono proibitivi”.  

IL DOPO COVID-19

Alex e Sara: “Abbiamo passato un periodo molto difficile quando, con l’impossibilità di vendere al dettaglio per il coronavirus, si è temuto di dover buttare l’intero lavoro dei primi mesi dell’anno. Dopo, per fortuna, a maggio è tornata la voglia da parte delle persone di rimpiazzare i momenti cupi con qualcosa di più bello. Come curare l’orto o aggiungere dei fiori sui balconi. C’è stato il grande desiderio di ripartire. E ci auguriamo che continui”.  

Trascorrere alcuni momenti nelle serre di Alex e Sara è davvero un piacere che riempie il cuore di emozioni. Sono un’esplosione di colori vivaci, un regalo di Madre Natura di cui loro seguono e curano con attenzione ogni passaggio produttivo. Solo così, infatti, possono offrire una gamma di preziose proposte. Orgogliosi del lavoro portato avanti e al quale dedicano molto tempo, perché chi compra possa essere soddisfatto dell’acquisto e torni l’anno dopo.                 

Sergio Peirone

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