L'Internazionale di Alessio Ghisolfi | 09 giugno 2020, 07:00

Yvonne sopravvissuta al genocidio

Barack Obama in Kenya, quando era senatore, accusò coraggiosamente il Paese africano di "dare un rifugio sicuro a Kabuga” ed oggi la la sua latitanza finisce in Francia.

Yvonne sopravvissuta al genocidio

Lo scorso anno ho conosciuto Yvonne Ingabire Tangheroni, sopravvissuta miracolosamente al genocidio del 1994., e protagonista del libro “All’improvviso la pioggia” di Francesco Milazzo. Nel 2020 non so se potrà tornare in Rwanda a causa dell’emergenza sanitaria ma sicuramente è per Lei un anno da non dimenticare. Dopo 23 anni è stato finalmente arrestato a Parigi, il finanziatore dell’orrore, quello del genocidio del Rwanda.

In soli tre mesi, grazie ai finanziamenti di Félicien Kabuga morirono 800.000 persone.

L’ingiustizia è stata dalla sua parte se si pensa che l’ex milionario ruandese è stato catturato dopo ben 23 anni.

Era tra i latitanti più ricercati del mondo ed ha vissuto alla periferia di Parigi, sotto falsa identità, ad Asnières-sur-Seine.

Ad attenderlo, ormai vecchio di 85 anni, sarà la Corte Penale Internazionale, posto che il Tribunale per i crimini commessi in Rwanda non è operativo da diversi anni.

Oggi è infatti attivo il Meccanismo residuale per i Tribunali penali internazionali, istituito per sopperire ad eventuali processi dopo la chiusura del Tribunale per il Rwanda e al Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia. Le accuse restano sempre le stesse: persecuzione e sterminio a fini di genocidio, quello 1994 contro i tutsi.

Non solo armò gli assassini ma istigò gli omicidi dalla Radio-Television Libre des Mille Collines, l'emittente di cui era fondatore, a schiacciare gli scarafaggi. Da quel momento migliaia di persone scannarono i vicini di casa, penetravano nelle loro abitazioni, li inseguivano e li finivano a colpi di macete.

Barack Obama in Kenya, quando era senatore, accusò coraggiosamente il Paese africano di "dare un rifugio sicuro a Kabuga” ed oggi la la sua latitanza finisce in Francia.

Forte il contribuito dettato dalla politica estera del presidente della repubblica Emmanuel Macron e del presidente congolese Félix Tshisekedi.

Congiunture importanti che hanno inevitabilmente minato quella forte rete di protezione che ha garantito l’impunità per tanti anni a chi ha istigato mutilazioni, omicidi e barbarie.

Oggi Yvonne è attività per mantenere viva la memoria dei suoi cari.

Un giorno speciale.


Alessio Ghisolfi

Leggi tutte le notizie di L'INTERNAZIONALE DI ALESSIO GHISOLFI ›
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium