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Attualità | 05 giugno 2020, 19:21

La Milano del futuro parla anche braidese, grazie al lavoro dell’ingegnere Stefano Minini

La soddisfazione e l’orgoglio dei genitori Ugo Minini e Bruna Sibille sono quelli di tutti i braidesi

La Milano del futuro parla anche braidese, grazie al lavoro dell’ingegnere Stefano Minini

La Milano di oggi e la Milano che verrà dopo la firma della convenzione tra Comune, Arexpo e Lendlease per la riqualificazione dell’ex area Expo.

C’è un nome che unisce i due luoghi: quello di Stefano Minini, ingegnere civile, specializzato in trasporti, originario di Bra, che per Lendlease si occupa del coordinamento del progetto di Mind e della relazione con il mercato. “Partiamo con il cuore dello sviluppo - ha dichiarato lo stesso Minini a Il Sole 24 Ore -. Nei prossimi 6-9 mesi si farà tutto il lavoro per ottenere i titoli edilizi, ma la progettazione parte prima dell’estate con i progettisti dei primi lotti degli edifici, per uffici e residenziali che rappresentano l’investimento di Lendlease sull’area remunerato da potenziali tenant”.

L’operazione rilancerà Expo e smuoverà circa un miliardo di euro già nella prima fase di investimenti per un programma all’avanguardia che comprende pianificazione, progettazione, innovazione e commercializzazione degli spazi.

Lendlease è l’azienda australiana che si è aggiudicata l’appalto e per 99 anni si occuperà della gestione di una mini città per 15-20mila persone, dedicata a farmaceutica, ricerca e alla dimensione sociale del lavoro.

Si parte con il West Gate: “Si tratta di un’area con una forte connessione con il trasporto. Attirerà persone negli spazi di lavoro e di coworking, ma completeremo la zona con oltre 500 unità residenziali offerte in affitto”, spiega ancora l’ingegnere braidese dalle pagine del noto quotidiano finanziario, visto con orgoglio dai suoi genitori Ugo Minini e Bruna Sibille.

Sull’area ribattezzata Milano Innovation District (Mind), ossia Distretto dell’Innovazione, sono destinati a sorgere entro il 2024: l’Human Technopole, la più importante sfida italiana nel campo della ricerca scientifica, concentrata principalmente su quattro filoni di studio: genomica, neuroscienze, biologia computazionale e biologia strutturale; il campus dell’Università Statale, che trasferirà le sue facoltà scientifiche con 18mila studenti; l’ospedale Galeazzi, già arrivato al decimo piano; intorno anche multinazionali tech della farmaceutica e della ricerca, per quella che si annuncia la prima Silicon Valley italiana. Ovviamente, vi terremo aggiornati!

Silvia Gullino

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