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Cronaca | 28 maggio 2020, 08:39

La Guardia di Finanza ritira dal mercato oltre 80mila mascherine taroccate

Non erano corredate della documentazione prevista dalla normativa e quindi potevano essere pericolose. Sul mercato avevano un valore di oltre un milione di euro. Nei guai una azienda braidese

La Guardia di Finanza ritira dal mercato oltre 80mila mascherine taroccate

L’azione del Corpo della Guardia di Finanza, a tutela dei consumatori e della salute pubblica continua costante in questo delicato momento, anche attraverso il presidio dei mercati nazionali ed il monitoraggio delle importazioni da Paesi extra UE.

A seguito di una segnalazione pervenuta da un reparto del Corpo nel bergamasco, le Fiamme Gialle del Comando di Cuneo hanno sottoposto a controllo un carico di dispositivi di protezione giunto dalla Cina.

Dalle prime evidenze, infatti, i prodotti venduti al dettaglio nell’area lombarda, distribuiti in Italia da un commerciante all’ingrosso braidese, non erano corredati della documentazione prevista dalla normativa vigente, pur considerando le recenti semplificazioni dettate dalla decretazione emergenziale.

In particolare, dalle indagini svolte dai finanzieri del Gruppo di Bra, è emerso che la Società di importazione cuneese nelle ultime settimane ha introdotto nel territorio nazionale più di 80.000 dispositivi di protezione (FFP2: Filtering Face Piece 2), per un valore all’acquisto di circa mezzo milione di euro ed un valore commerciale al dettaglio di più di un milione, non assistiti dalle richieste certificazioni di conformità, in violazione, tra l’altro, del Regolamento UE 2016/425, né legittimati dalla procedura in deroga di recente introdotta dal Governo italiano.

L’efficace sinergia operativa tra i diversi Reparti del Corpo, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Asti, ha consentito di intervenire in maniera immediata, evitando che la gran parte dei prodotti irregolari venissero acquistati da ignari consumatori.

Con il contributo di ben 26 Reparti della Guardia di Finanza, distribuiti su tutto il territorio nazionale, si è proceduto quindi al sequestro dei dispositivi non certificati, prima della scoperta erogati ai commercianti al dettaglio, eliminando prodotti inidonei a tutelare la salute dei cittadini e lasciando spazio alla vendita di beni regolarmente immessi sul mercato.

c.s.

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