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Attualità | 28 maggio 2020, 18:36

Ad Alba la Messa del Crisma: vescovo e parroci si ritrovano in duomo dopo quasi tre mesi (FOTO)

Rinviata per l’emergenza sanitaria, la cerimonia tradizionalmente celebrata nel Giovedì Santo è stata officiata questa mattina dal vescovo Brunetti

Fotoservizio di Barbara Guazzone

Fotoservizio di Barbara Guazzone

“Carissimi sacerdoti e diaconi, è con vera gioia che oggi, dopo un lungo periodo vi incontro in questa cattedrale per celebrare insieme la Messa crismale, per la prima volta in prossimità della Pentecoste”.

Ha esordito cosi il vescovo di Alba monsignor Marco Brunetti rivolgendosi agli oltre 60 parroci e diaconi che questa mattina sono intervenuti in duomo per la Messa del Crisma, momento liturgico abitualmente celebrato nella ricorrenza del Giovedì Santo, quest’anno rimandato a causa delle ben note vicende legate all’emergenza Coronavirus.

A presiederla in cattedrale è il vescovo, che durante la celebrazione benedice i tre oli utilizzati per i sacramenti: il Crisma per i Battesimi, le Cresime e le Ordinazioni sacerdotali ed episcopali; l’olio dei catecumeni usato nei Battesimi; e l’olio per l’Unzione degli infermi.
 Quello che stamattina si è tenuto nella cattedrale albese è stato quindi un momento per molti versi inedito, poiché non era mai successo che questa importante celebrazione venisse spostata in una data diversa da quella abituale.

Alla Messa del Crisma partecipano i presbiteri della Diocesi, che durante la celebrazione rinnovano davanti ai fedeli le promesse che avevano fatto al momento della loro ordinazione.

Nel rispetto delle normative dettate dall’emergenza Covid 19, la cattedrale di Alba era presidiata da volontari, che controllavano l’afflusso all’interno e garantivano il rispetto della distanza interpersonale e la disinfezione delle mani all’ingresso. L’immagine che si presentava una volta varcata la soglia del duomo era invece quella che ormai accompagna i luoghi di culto in questa cosiddetta "fase 2" dell’emergenza: segnaposti sulle panche e mascherine rigorosamente indossate da tutti i presenti.

“Queste settimane – ha proseguito monsignor Brunetti nella sua omelia - di dolore, di angoscia, di vicinanza e compianto per i fratelli segnati dalla malattia e forse anche dalla morte causata da un virus che ha reso vuote le nostre spesso frenetiche esistenze costringendoci a una forzata inattività, hanno probabilmente prodotto in noi qualche effetto inaspettato”.

Per il vescovo, che definisce questo periodo di pandemia un accadimento che porta al limite della condizione umana, quanto accaduto si è trasformato, per i parroci a cui si è rivolto, anche in un momento di verifica del valore di carità a cui si sono votati nel momento delle promesse sacerdotali. Una carità che prima di tutto deve essere espressa all’interno del presbiterio, per poi essere trasmessa all’esterno.


“Vi è poi la carità pastorale – ha continuato il vescovo – quella del nostro ministero quotidiano che, anche in questo tempo di pandemia, abbiamo cercato di non far venire meno ai nostri fedeli. È la carità di spezzare la parola di Dio, attraverso le scritture e le catechesi che abbiamo cercato di continuare a fare con grande creatività pastorale e attraverso i mezzi di comunicazione più diversi”.
 Un riferimento all’impegno che, ognuno a suo modo, i parroci hanno profuso nel continuare a essere presenti nelle loro chiese, attraverso le celebrazioni per la prima volta trasmesse sulle pagine dei social network, piuttosto che dalle piattaforme streaming.

“Molti di voi, cari diaconi e sacerdoti – ha detto il vescovo in chiusura della sua omelia -, hanno continuato a vivere la carità verso i poveri, i malati e le persone fragili e questo credo ci rende tutti più credibili, e per questo permettete che vi dica grazie”.

Sottolineando come quella di oggi fosse la prima occasione, dall’inizio dell’emergenza, nella quale riusciva a rivedere i suoi parroci di persona, e non attraverso video chiamate o video conferenze, il vescovo albese ha voluto informarli che la visita pastorale che si sarebbe dovuta svolgere quest’anno è stata posticipata al prossimo sempre a causa della situazione di emergenza.


Ribadito loro che rimangono al momento sospese tutte le processioni, in qualsiasi loro forma, monsignor Brunetti ha inoltre aggiunto che, sempre per far fronte alle criticità imposte dal momento, la Confererenza Episcopale Italiana ha deciso di destinare alla Diocesi un ulteriore fondo tratto dall’8x1000, fondo che ora verrà ripartito tra le varie parrocchie.

In conclusione il vescovo ha voluto ricordare che sabato 30 maggio, a partire dalle ore 21, in Duomo si terrà la veglia di Pentecoste, sempre nel rispetto delle normative, e quindi con mascherine e distanza interpersonale. La veglia di preghiera sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube ss.messadellacattedraledisanlorenzo-alba (clicca qui).

 

Andrea Olimpi

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