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Attualità | 24 maggio 2020, 07:43

Fase 2: una domenica al Parco Fluviale Gesso e Stura

Dopo tanti week end all’insegna del #iorestoacasa, ecco una proposta di visita nel Parco Fluviale accompagnati dal Luca Giraudo, esperto di fotografia naturalistica e guida ambientale escursionistica

Fase 2: una domenica al Parco Fluviale Gesso e Stura

Dal 4 maggio, come previsto dal DPCM 26 aprile 2020 ci è consentito frequentare i parchi e i giardini   
e si potrà nuovamente andare nel Parco Fluviale Gesso e Stura, chiuso dal 21 marzo, ma anche in quest’area sarà necessario rispettare le regole prescritte, per non incorrere in sanzioni. Mascherine indossate correttamente e gel igienizzante per le mani o guanti monouso ci devono accompagnare per tutto il percorso e, per favore non abbandonateli nell’ambiente insieme ad altri rifiuti!!
Nel Parco non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto (picnic, barbecue…).
È quindi possibile camminare e godersi la natura, in famiglia o in solitudine, non è ancora concesso andare in gruppo, si devono evitare assembramenti e rispettare il distanziamento sociale.

Dal sito del Parco si legge che i Comuni che sono entrati a far parte di questo territorio sono quattordici e l’area raggiunge un’estensione di 5.500 ettari, con una popolazione totale pari a 120.000 residenti, mentre i chilometri di fiume compresi sono 70. 

A tutti, però, sarà capitato di percorrere un sentiero senza accorgersi delle peculiarità di piante, fiori e animali e per questo ci facciamo accompagnare nel percorso da Luca Giraudo, esperto di fotografia naturalistica e guida ambientale escursionistica, figura che si occupa di condurre in sicurezza le persone nelle escursioni trasmettendo le sue conoscenze sul percorso.

Prima di tutto, qual è l’importanza dell’istituzione di un Parco Fluviale di queste dimensioni nella nostra provincia e quali sono le ricadute in ambito ambientale e sulla popolazione?


"Ricordo che già a fine anni ‘80 percorrevo con la mia MTB i sentieri ai piedi dell’altopiano di Cuneo, erano solo tracce fra gli arbusti, tenute aperte dal passaggio di noi “biker” e pochi escursionisti. Era una zona selvaggia e sconosciuta ai più.
Era già attivo allora, ma non lo sapevo, un movimento di opinione che spingeva per l’istituzione del parco, evento che si è poi concretizzato nel 2007. Seguii questo processo indirettamente, come tecnico del Parco Alpi Marittime, e fu molto interessante vederne l’evoluzione fino ai giorni nostri. Ora, quando percorro le strade sterrate del parco mi chiedo come facessero i Cuneesi a starne senza allora, poiché oggi è sicuramente un luogo dei più amati e frequentati della città.


Cuneo è immersa nel verde e l’area scavata e rimaneggiata dai due fiumi è un’oasi di tranquillità e di natura, certo per molti versi addomesticata, talvolta piegata a interessi economici o ricreativi, ma comunque ricca di opportunità per viverla, per fare sport, passeggiate, osservazioni naturalistiche.

Il progetto iniziale è stato saggiamente sviluppato e oggi coinvolge praticamente tutti i comuni che si affacciano sui due corsi d’acqua, da Roccasparvera a Fossano. Manca solo Boves, mia città natale, che purtroppo finora non ha brillato per lungimiranza in ambito ambientale e nello sviluppo conseguente del territorio.
Il parco fluviale è un progetto legato più alla fruizione che alla conservazione, sebbene ci siano alcune riserve naturali all’interno dei suoi confini, che hanno un loro pregio e andrebbero valorizzate ancora di più".

Per chi non conosce il Parco, come primo itinerario cosa consigli?

"A parte la pista ciclopedonale che conoscono tutti, a me piacciono molto le aree più selvagge, in primis il bosco di Sant’Anselmo, vero relitto della vegetazione che fu, ormai un piccolo lembo della foresta che ricopriva la pianura secoli fa. Lo si raggiunge dalla provinciale per Castelletto Stura e si scende la scarpata fluviale oltrepassando l’autostrada. Una volta nel bosco, dove sopravvivono miracolosamente le ultime farnie, si scopre un bosco veramente selvaggio, con piccole risorgive, sottobosco denso, usignoli in canto, libellule viola e verde iridescente in volo… un piccolo paradiso alle porte di Cuneo.
Se si è un po’ allenati lo si può raggiungere anche in MTB partendo da Cuneo e si può proseguire senza interruzioni fino a Sant’Albano Stura e Fossano".


Come si può raggiungere il posto?

"Tutto il territorio è facilmente accessibile o in auto oppure a piedi e in MTB, anche a cavallo se si vuole. La rete sentieristica è estesa e ben allestita in tutto il parco, permette di raggiungere tutte le aree più interessanti. Il bosco di Sant’Anselmo si raggiunge partendo da Castelletto Stura, su un itinerario segnalato da poco, un percorso di 10 km ad anello molto bello".

Quali sono le caratteristiche del Parco da punto di vista naturalistico e della biodiversità?

"Oltre alla riserva del bosco di Sant’Anselmo c’è la fascia fluviale lungo il torrente Gesso, estesa fra Crocetta e Tetto Dolce, dove sono state individuate due riserve naturali, e alcuni tratti delle rive di Stura sotto Castelletto e Montanera e poi Sant’Albano, Salmour e Fossano.
Esteticamente non sono eccezionali, nel senso comune del termine, ma dal punto di vista naturalistico hanno un valore enorme.
Ospitano specie vegetali legate ai terreni secchi e caldi, come il biancospino, la roverella, il ligustro, e quindi uccelli come averle piccole, canapini, usignoli, l’upupa e la sempre più rara tortora selvatica, e ancora l’assiolo, il rigogolo, il lodolaio e i coloratissimi gruccioni.


Essendo poi lungo un corridoio di migrazione, le fasce fluviali sono luogo di sosta per moltissimi passeriformi, come l’occhiocotto, che prima o poi nidificherà, la ghiandaia marina, sempre più presente in tarda primavera, oppure per uccelli legati alle acque interne, come il falco pescatore, il marangone minore, i limicoli. L’oasi della Madonnina e i bacini rinaturalizzati che si stanno creando intorno sono una delle altre preziosità di questo lembo della pianura cuneese".

Rispetto alla flora e alla fauna cosa suggerisci di osservare?

"Come ho anticipato, sono moltissime le specie osservabili lungo tutto il corso dell’anno. Se si vuole fare una bella passeggiata ci sono molti sentieri dove poter osservare passeriformi e rapaci come il lodolaio e lo sparviere, oppure si può visitare l’oasi della Madonnina, al momento ancora chiusa al pubblico, dove si può sostare in uno dei numerosi capanni di osservazione. Sono molte le occasioni per godersi la tranquillità di questo territorio.

A pochi passi da Cuneo c’è poi l’invaso artificiale di Tetti Lupo, che è diventato uno degli hot spot per fare birdwatching. Bisognerebbe ancora realizzare qualche riparo per non disturbare gli uccelli, così da poterli osservare e fotografare da più vicino anche se non si dispone di un cannocchiale, ma già oggi è un luogo di notevole interesse".

Quale comportamento è necessario avere visitando queste aree protette?

"Più il nostro passo sarà “leggero”, più avremo la possibilità di godere della natura intorno a noi. Questo vale anche alle porte di Cuneo.
Per fortuna la maggior parte delle attività più invasive sono limitate, solo in alcuni casi ci sono comportamenti che non considerano il benessere degli altri essere viventi, ma in genere sono circoscritti. In ogni caso meno si fa rumore e più si rispettano i ritmi degli animali. I veri abitanti del parco. E più si vive un territorio e più lo si può difendere".


Quali sono, secondo te, i problemi che il parco deve affrontare e le sfide che si troverà davanti nel prossimo futuro?

"Nessun’area protetta è scevra da problematiche di tipo economico e sociale che si riverberano sull’ambiente.
Ma fra le altre mi piacerebbe veder promuovere un’agricoltura a basso impatto, sarebbe una bella scommessa che il Parco potrebbe lanciare sul suo territorio che, non dimentichiamolo, è molto urbanizzato e antropizzato e comprende alcuni dei comuni agricoli più importanti dell’area intorno a Cuneo. Ma sarebbe un bel messaggio rivolto al futuro".


Per concludere, ci hai dato molti suggerimenti su come fotografare uccelli, fiori ed insetti: un appassionato di fotografia troverà soggetti interessanti in questa zona?


"Come anticipato sono molte le occasioni perché molti sono gli ambienti rappresentati. Insetti e fiori sono dappertutto e con un’alta diversità: ambienti umidi come le risorgive, secchi come i prati aridi del greto.
L’oasi della Madonnina e il bacino di Tetti Lupo sono eccezionali per le foto di uccelli, mentre le fasce ripariali e i due corsi d’acqua offrono panorami che si prestano bene alla fotografia paesaggistica.
La mano dell’uomo si svela dappertutto, ma qui non sempre è stata rude, così che la vitalità della natura ha saputo ammorbidirla".


Prima di partire per un’escursione nel Parco Fluviale consulta la pagina dedicata:  www.comune.cuneo.it/news/dettaglio/periodo/2020/05/05/nuove-regole-per-laccesso-al-parco-fluviale-1.html; per conoscere il Parco informati su: www.parcofluvialegessostura.it e per saperne di più sulla fotografia naturalistica vai su: www.lookingaround.it dove trovi la rubrica “10 foto per 10 domande”, dove vengono intervistati fotografi naturalisti dilettanti, dotati tutti di una certa esperienza.

B. M. A.

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